www. archiviomauriziospatola.com Svanito nel nulla il mio dominio: ripristino in corso, speriamo bene! Documenti comunque accessibili

Comunicato per gli appassionati frequentatori del mio Archivio online. Nel corso della mattinata di venerdì 30 settembre, mentre si stava lavorando alla messa in rete di un nuovo documento, l’intero sito è scomparso nel nulla. In attesa di recuperare i database per il ripristino, che speriamo avvenga al più presto, informo che i singoli documenti (oltre 140) sono comunque accessibili recuperando i rispettivi link tramite questo blog o qualsiasi motore di ricerca: non ne comprendiamo la ragione, ma al momento funziona così…
Perdonate il contrattempo di cui non conosciamo ancora la causa.
Maurizio Spatola

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Torino. The Room “100 Thousand Poets”: ricordo di Arrigo Lora Totino

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In occasione dell’incontro a THE ROOM per l’evento dei 100 Thousand Poets for Change, intendiamo commemorare Arrigo Lora-Totino del quale presenteremo alcuni lavori visuali e, se sarà possibile, un paio di video.
Se volete inviare vostre comunicazioni le presenteremo ai partecipanti e visitatori.
grazie
Carla Bertola
Alberto Vitacchio

Milano. Mostra di Giancarlo Pavanello: “Mixaggio” alla Libreria Menabò

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Autopresentazione del poeta e artista

Con questa formula, derivata dal mondo discografico ma utilizzata in modo personale nell’ambito delle arti visive, intendo proporre una scelta di opere vecchie e nuove all’insegna di un eclettismo delimitato o delle arti articolate. In questi anni post-Novecento, in cui sembra che non ci sia più niente da aggiungere a quanto è stato fatto, continuare a produrre libri in esemplare unico o in tirature limitate, quadri, oggetti e quant’altro con intenti d’arte  appare come minimo passatista, ma proprio per questo giustifica l’azzardo di provare a vedere tutto con uno sguardo nuovo, con una mente curiosa. Le possibilità esecutive appaiono svilupparsi a 360 gradi e i punti di riferimento culturale non sono più di regola esclusivamente le avanguardie del secolo scorso e le cosiddette post-avanguardie degli ultimi decenni, tutto sembra rimescolarsi in forme sincroniche, dalla preistoria ai manierismi europei, dalle “altre” culture extra-europee al nostro Barocco, dal simbolismo all’affermazione di Lautréamont [Isidore Ducasse] secondo cui “la poesia deve essere fatta da tutti”. Il suo paradosso sembrerebbe realistico al giorno d’oggi, un’epoca aperta al tempo libero e a una miriade di corsi di scrittura creativa e di pittura  a portata di chiunque in ogni città piccola o grande, e spesso con ottimi risultati, sia pure nel solco dei manierismi e delle avanguardie riviste o lasciate correttamente intatte.

Cosciente della problematicità che invade la letteratura di ricerca e le arti visive del XXI secolo minandole nella loro stessa sopravvivenza come settori sorgivi, mi sono reso conto che, iniziando da adolescente intorno al 1959-61, le mie varie “epoche” [i periodi caratterizzanti la carriera degli artisti] non si sono succedute una dopo l’altra a compartimenti stagni, come stanze aperte e chiuse, tutt’altro… si direbbe che verso la fatidica data del 2000, in particolare, hanno ripreso ad accavallarsi come in un groviglio, sincronicamente, tanto da accorgermi con un certo orgoglio d’autore di avere conservato vivi i fermenti creativi e lo spirito dei miei anni giovanili. Quindi: nulla di forzato o di programmatico a freddo. Le riflessioni derivate dallo studio e dall’osservazione del mondo contemporaneo, dalla pratica costantemente indirizzata alla ricerca, mi hanno indotto a fortificare la volontà di uscire dalle gabbie delle sperimentazioni collaudate a cominciare da quelle che mi hanno dato qualche notorietà nei settori della poesia e delle ricerche verbo-visive. Di fatto è iniziata con sempre maggiore urgenza l’inclinazione a rompere gli argini e a cimentarmi di nuovo in discipline lasciate nell’ombra da scelte forse eccessivamente rigorose,  nella massima libertà e senza pregiudizi. Si direbbe, nella mia vecchiaia, un ritorno della giovinezza [creativa].

In un piccolo spazio espositivo non è possibile mettere in mostra tutti i miei “periodi” [mi occorrerebbero le numerose sale di un museo]. Per cui, intanto, sia sufficiente qualche esempio di quanto ho prodotto e sto producendo in tanti settori delle arti visive: il disegno [da adolescente qualcosa che ricorda l’art brut], l’illustrazione, il fumetto [meglio: l’anti-fumetto], l’incisione [al carborundum], la scrittura e l’arte verbo-visiva [in prevalenza testi calligrafici], la fotografia, il collage, il design, la grafica, gli oggetti ludici [più vicini agli “objets d’affection” – “objets rectifiés” di Man Ray che non al “ready made” duchampiano], i libri d’artista [in esemplare unico e in tirature limitate], l’astrattismo e il figurativo, la pittura [fino a osare, almeno come esperimento ironico o come esercizio, la tentazione dell’ “art pompier”].

Roma. Al Foyer del Teatro Valle: Laboratorio Elio Pagliarani

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Laboratorio Pagliarani 2016
19 settembre, ore 16.30
Foyer Teatro Valle, Roma

Con la partecipazione di Nanni Balestrini, Maria Grazia Calandrone, Maria Teresa Carbone, Ennio Cavalli, Silvia De March, Paolo Giovannetti, Massimiliano Manganelli, Marianna Marrucci, Roberto Milana, Tommaso Ottonieri, Giorgio Patrizi, Cetta Petrollo, Lidia Riviello, Sara Ventroni e Fabio Zinelli. Coordina Andrea Cortellessa
Sin dalla sua prima edizione, l’anno scorso, il Premio Pagliarani si è affermato come un punto di riferimento nel contesto troppo spesso asfittico di una scrittura poetica che la sempre più marcata emarginazione, non solo editoriale, sembra aver ricacciato in una subalternità di fatto estranea alla sua tradizione. Uno dei connotati più forti di questo Premio è l’investimento sulla critica, non solo quella prodotta dagli stessi poeti. La giuria, assai ampia e anche internazionale, era in cerca però di occasioni per confrontarsi live, e per la sua seconda edizione – che vedrà la propria cerimonia di premiazione il prossimo 31 ottobre al Teatro Argentina – si è pensato di chiamarla a raccolta in un incontro aperto al pubblico, anche questo ospitato da uno spazio eminente nella storia, non solo teatrale, della città: quello del Valle.
Assumere una posizione “aperta”, della poesia e della sua interpretazione, par essere il modo migliore di raccogliere la lezione di Elio Pagliarani, del quale in particolare si mutua la dizione, e la nozione, di «Laboratorio»: luogo di “verifica” – appunto pubblica, scenica – di concetti teorici e pratiche concrete. Quindici dei giurati, fra i quali il Presidente onorario Nanni Balestrini – per tanti anni amico e compagno di strada di E.P., e vincitore l’anno scorso del primo Premio alla carriera a lui intitolato –, si confronteranno pubblicamente sulla «cosa poetica»: sulle sue condizioni operative, i suoi contesti pratici, le sue storiche aporie e le sue prospettive più contemporanee. Come recita il titolo di uno degli interventi, si cercherà insomma di capire Come sta la poesia italiana oggi. Convinti come siamo, per citare il Nostro, che «ci siamo tutti calati dentro, è verissimo; ma non è vero che non si possa far altro che contemplare la propria alienazione: saremo in gabbia, ma c’è anche chi si dibatte e prova a dar calci contro le sbarre». Ufficio Stampa

Torino. Addio a Arrigo Lora Totino Maestro della Poesia verbovisiva e sonora

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Dopo otto mesi di grandi sofferenze è spirato, nella tarda mattinata di oggi nella sua casa di Torino, Arrigo Lora Totino, Maestro della Poesia verbovisiva e sonora, grande performer animato da un gusto inimitabile per la gestualità e l’ironia. Aveva 88 anni, compiuti il 3 agosto scorso. Ero solo un ventenne quando l’ho conosciuto nel 1966, accompagnando a casa sua mio fratello Adriano. Nel corso dei decenni era nata fra noi, nonostante la differenza d’età, un grande amicizia rinsaldatasi nel tempo, anche attraverso numerose collaborazioni; aveva cominciato nella seconda metà degli Anni 60 a esibirsi in surreali performances poetiche, spesso esilaranti, in calzamaglia nera o addirittura in tutù, oppure usando strumenti sonori da lui inventati e realizzati dal suo amico Piero Fogliati, quali il liquimofono e l’idromegafono, attraverso i quali gorgogliava parole incomprensibili finendo per innaffiare le prime file degli spettatori. Con Carlo Belloli è stato il primo a introdurre in Italia la Poesia concreta teorizzata e praticata dai brasiliano del “Grupo Noigandres” sin dalla metà degli Anni 50. Le sue riviste “Antipiugiù” e “Modulo” hanno lasciato il segno, così come lo “Studio d’informazione estetica”, spazio espositivo ed editoriale, creato con il pittore Sandro De Alexandris e il musicista elettronico Enore Zaffiri. Moltissime altre cose sarebbero da dire sulla sua lunga attività, ma ho bisogno di riflettere, rimandando ai diversi documenti pubblicati su di lui nel mio sito.
Ora è il momento del dolore, in questo 2016 che ha già visto la scomparsa di molti protagonisti della stessa ricerca che perseguiva Arrigo.
Ciao Maestro!

Roma. Tre poeti a Villa Medici: Giovenale, Gleize, Zaffarano

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a Roma, il 15 settembre, alle ore 20:30
Villa Medici (Accademia di Francia a Roma)
viale Trinità dei Monti 1

nell’ambito de “i giovedì della Villa”,

Jean-Marie Gleize, Marco Giovenale e Michele Zaffarano 

leggeranno loro testi

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interventi critici di
Andrea Cortellessa e Luigi Magno

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programma completo:
http://www.villamedici.it/it/programma-culturale/programma-culturale/2016/09/i-gioved%C3%AC-della-villa/


19:00 e 19:30
spettacolo di danza
20:30
Modificazioni. Una serata poetica italo-francese
incontro con Jean-Marie Gleize, Marco Giovenale, Michele Zaffarano, Luigi Magno e Andrea Cortellessa