www.archiviomauriziospatola.com: “Greenwich” di Giulia Niccolai (1971), disegni di Giosetta Fioroni (Ed. Geiger), documento postato nel dicembre 2013

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Da questo momento d’ora in poi, senza esagerare, ricorderò un documento messo in rete prima della creazione di questo blog e del mio profilo di Facebook, cioè prima del 2014. Si tratta di documenti molto interessanti. Grazie dell’attenzione. M.S.

From now on, without exaggeration, I will remember a document put online before the creation of this blog and my Facebook profile on 2014. These are very interesting documents. Thanks for your attention. M.S.

Giulia Niccolai, Greenwich (1971), con 6 disegni di Giosetta Fioroni, «ouverture» di Giorgio Manganelli

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Nel corso degli ultimi due anni, Giulia Niccolai ha ottenuto finalmente visibili riconoscimenti alla sua geniale e multiforme produzione poetica. Nel maggio 2012, sono uscite le sue “poesie complete”, con il titolo Poemi & Oggetti, con introduzione di Milli Graffi e prefazione di Stefano Bartezzaghi, presso l’editore Le Lettere di Firenze, nella bella collana “fuoriformato” diretta da Andrea Cortellessa, collana che purtroppo con questo volume  ha esaurito il suo corso, dopo 31 titoli. Nell’ottobre dello stesso anno  le edizioni de il verri hanno pubblicato il suo Cos’è poesia, breve raccolta di pensieri e riflessioni (vedi nel sito sezione Worksandwordsandworlds al punto 10). Nel febbraio di quest’anno, sul numero 51 de “il verri” è apparso  un pregnante saggio di 44 pagine su di lei, La bussola di Alice,  firmato dal giovane e promettente critico letterario romano Alessandro Giammei, qui di seguito parzialmente ripreso nella parte concernente Greenwich, la raccolta di nonsenses geografici, pubblicata dalle edizioni Geiger nel 1971 e qui integralmente riprodotta. Recentemente infine Giulia Niccolai è stata coinvolta direttamente o indirettamente nei vari eventi organizzati in diverse città italiane e americane in occasione dei cinquant’anni del Gruppo 63.

Pur non avendo partecipato al convegno palermitano dell’ottobre 1963 in cui nacque il movimento dei giovani scrittori ribelli, la Niccolai ne ha fatto comunque parte integrante, tanto da pubblicare nel 1966  con Feltrinelli il romanzo sperimentale Il grande angolo (con evidente riferimento, nel titolo, alla sua precedente professione di fotoreporter) e da essere attivamente presente nella redazione di “Quindici”, periodico di punta del Gruppo 63 fra il ‘67 e il ’69: qui incontrò Adriano Spatola e tra i due ebbe inizio il sodalizio sentimentale-letterario che avrebbe condotto, fra l’altro, alla nascita della rivista “Tam Tam”. Ma già prima dell’uscita del primo numero di questa, Giulia aveva pubblicato con le edizioni Geiger, fondate nel 1968 da Adriano e dal sottoscritto, Humpty Dumpty, la plaquette di di nonsenses visuali, ricavati dalle pagine di Alice in Wonderland, opera di quel Lewis Carroll che lei annovera tra i suoi scrittori preferiti (vedi in questa stessa sezione al punto 2) e anche Greenwich vide la luce con un anticipo di alcuni mesi rispetto alla rivista. Il libro cui è dedicato questo documento reca il numero 21 della collana “sperimentale” e la data di uscita dalla tipografia, in formato 14,5×14,5,  è il dicembre 1971: se si tiene conto del fatto che nel contempo la nostra piccola Casa editrice aveva già prodotto dieci titoli nella collana “poesia”, due nella collana “affiches” e uno nella collana “testi”, più quattro Antologie GEIGER, si può avere un’idea della prolificità editoriale in una situazione artigianale e tutto sommato, pressoché casalinga.

La specificità dei versi di Greenwich, interamente sussunti dall’atlante fisico e politico, con nomi di fiumi, laghi, montagne, paesi e città, uniti da assonanze ma anche da dissonanze non consiste tanto nell’assurdità degli accostamenti (e quindi solo nel nonsense a effetto), quanto nella imprevedibile musicalità che si ottiene con la recitazione, oltre che, in certi casi, nel divertissement  ironico che ne consegue, questo sì voluto. L’esempio più lampante e conosciuto è quel Como è trieste Venezia (pag. 40 del pdf) dedicato a Charles Aznavour e Adriano Spatola, in cui persino “travagliato” e “disgrazia” sono autentici nomi geografici, il primo di un comune in provincia di Brescia, il secondo di una cima delle Alpi Retiche. Ma di queste associazioni verbali l’autrice fornisce anche una spiegazione “scientifica”, indicando in appendice persino le coordinate dei luoghi tratte dal World Atlas della Enciclopedia Britannica, da lei utilizzato per la composizione dei testi. Nella sua Ouverture, davvero “intraducibile”, Giorgio Manganelli si diverte: «Che cos’è una mantova? Corre, uccide, teme il freddo, è violacea e ossuta, si lagna come la piacenza, svola come la vicenza, gloglotta come la pienza? Qualcuno di notte, ha mai incontrato in mezzo agli infidi vercelli, banda taciturna, trasparente, la garza omicida dei chieti?».

Come detto, il documento si apre con la citazione dal saggio di Alessandro Giammei e si conclude, al termine del libro, con il capitolo dedicato a Greenwich da Eloisa Guarracino (figlia d’arte) nella sua tesi di laurea intitolata L’itinerario poetico-esistenziale di Giulia Niccolai. Dalla poesia sperimentale alla poesia sperimentata, discussa nel 2010 presso l’Università di Urbino. Un’ultima nota personale: una delle poesie è dedicata a me, su mia scelta per indicazione di Giulia. L’occhio e l’orecchio mi caddero su In the downs, che comincia così, scrivendo come si pronuncia, per evidenziarne il ritmo afro-americano: “Limpopó or crocadail? In de dauns river nail / (pontain marscis daun, levittaun levittaun). Due fiumi africani, un quartiere di Long Island e l’Agro Pontino in un formidabile mélange. Buona lettura.
Maurizio Spatola

http://www.archiviomauriziospatola.com/ams/aziende/ams/prod/pdf_geiger/G00223.pdf?a=5a2bce6dd555d

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Torino. ‘Sisterhood – Il viaggio continua’ Federica Manfredini, per non dimenticare

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 Condivido volentieri l’appello dell’amica Carla Bertola per l’iniziativa della Galleria delle Donne di Torino in ricordo di Federica Manfredini, artista polivalente e generosa: qui sotto il suo splendido contributo all’Antologia GEIGER 10 per Adriano Spatola del 1996.

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SISTERHOOD – IL VIAGGIO CONTINUA

Un progetto di Carla Bertola
con le Donne della Galleria

Federica Manfredini è un’artista ferrarese il cui lavoro attraversa molte forme espressive. La sua particolarità è la fertile contaminazione, la trasformazione e il passaggio continuo tra un territorio e l’altro: nelle sue opere la poesia diventa visiva, il visivo suono, la scrittura segno e disegno, gli oggetti le materie si smaterializzano per diventare tracce, parole, simboli, voci.

Conosciamo  Federica   fin dall’apertura della Galleria delle Donne alla fine degli anni ’80.  Abbiamo questo piacere e questa fortuna. Quello che ci unisce è  il modo di intendere la pratica creativa, l’importanza di inserire l’esperienza nel tessuto vivo della relazione, l’attenzione per l’altra e  per i luoghi che propongono e valorizzano i percorsi creativi delle donne.

Nel  nostro spazio espone ed esegue performance di poesia sonora nel 1988, nel ’91, nel 96 e nel ’97, qualche mese prima di morire.

Carla Bertola, che con Federica ha intessuto un rapporto creativo e affettivo particolarmente intenso, ha dato forma  al desiderio di noi tutte  di organizzare venerdì  15 dicembre  una serata speciale per mettere in mostra il rapporto e il dialogo mai interrotto con Federica.

Nel 1997, Federica ed io esponemmo in Galleria due installazioni parallele sul tema della sorellanza, rapporto affettivo-conflittuale tra sorelle di sangue e di “viaggio”.

A venti anni dalla sua morte,  vorrei che ci ritrovassimo attorno a lei, per continuare il viaggio.

Propongo quindi in galleria una mostra di artiste e scrittrici, donne che l’hanno conosciuta ed altre che vogliono unirsi alla scoperta di nuove mete.  

La mostra non vuole essere una semplice commemorazione, ma un incontro di donne viaggiatrici d’arte e scrittura che invitiamo a partecipare assieme a Federica, o ancor meglio, sarà Federica a partecipare assieme a noi.

Concretamente, qualcosa di nostro  da esporre accanto alle opere e ai  libri d’artista  di Federica che Carla e la Galleria hanno  conservato.  Un quadro,  una scultura, una  fotografia, oggetti, oppure  testi,  poesie,  da condividere  nel solco dell’amicizia creativa, che si rinnova  nel tempo .

Nel corso della serata Carla interpreterà alcune poesie giocose di Federica

 

NOTA:    le opere dovranno essere consegnate in Galleria non oltre il 12 dicembre

Modena. Mostra “L’Arte in tasca”: calendarietti déco 1920-1940′

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L’arte in tasca
Calendarietti, réclame e grafica 1920-1940
fino al 18 febbraio 2018

Al Museo della Figurina di Modena, una mostra sui piccoli capolavori dell’Art Déco: i calendarietti tascabili, piccoli omaggi profumati nati tra il 1920 e il 1940 dal talento di artisti, grafici, pubblicitari e illustratori dell’epoca.

A Palazzo Santa Margherita (corso Canalgrande 103, Modena), dal 15 settembre 2017 al 18 febbraio 2018, L’arte in tasca. Calendarietti, réclame e grafica 1920-1940, a cura di Giacomo Lanzilotta, approfondisce una forma d’arte molto diffusa in quel ventennio che intercorre tra la due guerre mondiali e che vede anche la nascita e l’evoluzione dell’Art déco: i calendari da tasca, i cosiddetti ‘calendarietti del barbiere’, rappresentati in mostra da ottanta esemplari, per un totale di oltre 300 immagini, accanto ai prodotti affini a quel mondo – réclame, etichette, confezioni di profumi, cosmetici e oggetti rari come un curioso apparecchio spruzza-profumo a monete degli anni Trenta  – in un percorso espositivo suddiviso per tematiche (dalla profumeria alla seduzione fino al fascino dell’Oriente, passando per letteratura e spettacolo)  e illustratori.

La mostra è prodotta in occasione del festivalfilosofia 2017, dedicato quest’anno alle Arti, dal Museo della Figurina in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

orari
da mercoledì a venerdì 10.30-13; 15-19
sabato, domenica e festivi 10.30-19
lunedì e martedì chiuso

orari per il festivalfilosofia
venerdì 15: 9-24
sabato 16: 9-01
domenica 17: 9-21
orari 25 dicembre 2017 e 1 gennaio 2018: 15-19

ingresso gratuito

www.museodellafigurina.it – tel. 059 2032919

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Riva del Garda (TN). FerrarinArte: “Pittura analitica, origini e continuità”

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Analitici vista Lago
Dal 1 dicembre 2017 al 14 gennaio 2018
“Pittura analitica. Origini e continuità”
al Lido Palace di Riva del Garda (TN)

Avamposto del benessere e dell’ospitalità di classe, il Lido Palace di Riva del Garda (TN) si prepara ancora una volta a cambiare forma, prendendo le sembianze della galleria d’arte. L’ideale metamorfosi di senso trasporta all’interno dell’edificio sul Lago di Garda l’atmosfera di un Salon, per ripercorrere idealmente le tappe e i capisaldi della pittura analitica, corrente artistica che si propone di condurre l’analisi delle componenti tangibili della pittura (tela, cornice, materia, colore e segno) e del rapporto materiale che intercorre fra l’opera come oggetto fisico e il suo autore, diventando oggetto di indagine di sé stessa.

Dal 1 dicembre 2017 al 14 gennaio 2018, gli spazi comuni del Lido Palace ospiteranno una selezione a cura di FerrarinArte e Star – strategie per l’arte – dei lavori di Carlo Battaglia, Enzo Cacciola, Mauro Cappelletti, Vincenzo Cecchini, Sonia Costantini, Paolo Cotani, Sandro De Alexandris, Domenico D’Oora, Marco Gastini, Giorgio Griffa, Riccardo Guarneri, Paolo Iacchetti, Paolo Masi, Claudio Olivieri, Paolo Patelli, Gianni Pellegrini, Pino Pinelli, Pope, Lucio Pozzi, Claudio Rotta Loria, Rolando Tessadri, Claudio Verna e Gianfranco Zappettini.

“Pittura Analitica. Origini e continuità” ribadisce la presenza fondamentale, nella storia dell’arte contemporanea, dei principali protagonisti dell’Arte Analitica ma propone anche altri artisti che non esposero nelle collettive o che presentano una poetica affine a quella del movimento, magari prendendo le mosse da esso per svilupparne la ricerca.

 Inaugurazione:

venerdì 1 dicembre ore 18.30

 Per informazioni: Lido Palace
Viale Carducci, 10 – 38066 Riva del Garda (TN)
Tel. 0464 021911
E-mail: spa@lido-palace.it
Sito web: www.lido-palace.it
www.ferrarinarte.itwww.pitturaanalitica.it

Torino. Spazio Parentesi, quattro artisti mostra di “Sculture con Luce”

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Sculture con Luce

Ennio Bertrand, Piero Gilardi, Giorgio Tedesco, Jean-Paul Charles

in concomitanza con la mostra personale di Jean-Paul Charles
“I Fuochi della Montagna”

a cura di Ivan Fassio

dal primo dicembre 2017 al 10 gennaio 2018

Inaugurazione venerdì 1 dicembre dalle 19.00

Spazio Parentesi

(Poesia e Pratiche Contemporanee)

via Belfiore, 19

Torino

Durante l’inaugurazione, presentazione dei volumi “Le Voyage de Jean-Paul Charles” e “Piero Gilardi. L’Uomo e l’Artista nel Mondo”, PRINP Editoria d’Arte 2.0. Interverranno l’editore Dario Salani, gli artisti e il curatore della mostra Ivan Fassio.

Venerdì 1 dicembre 2017, a partire dalle 19.00 si inaugura la mostra collettiva “Sculture con Luce” con lampade artistiche e opere luminose di Ennio Bertrand, Piero Gilardi e Giorgio Tedesco.

Tre protagonisti dell’arte relazionale, dell’installazione interattiva e del design si confrontano su diversi fronti.

La produzione di sculture con luce di Ennio Bertrand costella l’intera sua carriera: le lampade incontrano i cieli – teli illuminati che giocano con i sistemi generativi della casualità – la scultura

con stampante 3D, i sistemi di interazione tra pubblico e opera.

Piero Gilardi presenterà a Spazio Parentesi due “Iris”, opere di concetto, canne luminose in letterale equilibrio tra natura, simulazione e serialità.

Giorgio Tedesco presenta tra lavori dalla serie Phono Cromo. Il suo progetto nasce dall’idea di intrecciare la tecnica di lavorazione (essenziale) dei materiali, le loro caratteristiche intrinseche, con il concetto di Luce, “elemento” capace di nobilitare il corpo che la genera, di donargli un’immagine eterea. L’oggetto si trasforma in soggetto, in quanto all’occhio risalta l’immagine complessiva tanto quanto gli archetipi che la compongono.

Jean-Paul Charles, artista recentemente attivo con laboratori all’Accademia Albertina di Belle Arti, presenta opere informali, restituzioni di azioni di pittura gestuale, tele illuminate. Presenta il suo libro d’arte “Le Voyage de Jean-paul Charles”

Sculture con Luce.
Una riflessione sul valore dell’illuminazione, metafora dell’ispirazione e della visione estatica.
Una messa in discussione dei concetti di consumo, per una sostenibilità della percezione e della divulgazione artistica. Ivan Fassio

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Bertrand

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Gilardi

Milano. Il “canto” di Marta Fabiani: riflessioni sulla poetessa dimenticata

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giovedì 30 novembre, ore 19:30 – LABORATORIO FORMENTINI
da “Le silenziose”: il canto di Marta Fabiani
a cura di Giancarlo Majorino

Maria Pia Quintavalla, Giancarlo Majorino e Franco Manzoni ricordano la poetessa Marta Fabiani, scomparsa in solitudine nel 2014 a Nizza, dove si era ritirata.

Marta Fabiani, poetessa di rara grandezza fu scoperta da Majorino, Porta, Raboni negli anni Settanta. Ha pubblicato Maratona (Cooperativa scrittori, 1977), Poesie (1985) e Ballate dell’odio e del disamore (Manni, 2002) prefato da Giancarlo Majorino.

La Casa della Poesia, Laboratorio Formentini, via Formentini 10,Milano – Ingresso libero

La Casa della Poesia di Milano
web: www.lacasadellapoesia.com
e-mail: segreteria@lacasadellapoesia.com

Come raggiungere con i mezzi pubblici via Formentini 10 – Milano:
Metro: M2 Lanza, M3 Montenapoleone, M1 Cordusio
Tram: 2, 4, 12, 14
Autobus 57, 61