Montechiarugolo (PR). Castello, incontro: “Adriano Spatola, Poeta Totale”

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Ricordo a tutti che Adriano Spatola è sepolto nel piccolo cimitero di questo paesino

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Borgo La Scola (BO). Inedita Via Crucis: quattordici stazioni di Gian Paolo Roffi, formelle e testi di Poesia Visiva

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L’Associazione culturale “Sculca” è lieta di comunicare che domenica 16 settembre alle ore 11, nell’Oratorio di San Pietro del Borgo La Scola (Grizzana Morandi), sarà inaugurata la “Via Crucis” realizzata da Gian Paolo Roffi.

Sarà presente Simonetta Saliera, Presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna che ha curato la pubblicazione dell’opera, costituita da 14 formelle e 14 testi poetici.

L’autore illustrerà l’opera nella sua struttura e nelle particolari caratteristiche attinenti alla Poesia Visiva.

IMG_3274.jpgIMG_3938 (1).jpgVia Crucis Stazioni 005 copia.jpg

www.archiviomauriziospatola.com “Adriano Spatola: vita, teoria e prassi” con un intervento di Giovanni Fontana, appassionato ricordo di Luciano Anceschi documento online dal 5 giugno 2009

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Questo breve ma intenso documento sulla vita e l’opera poetica di mio fratello Adriano venne messo in rete nella fase iniziale del mio sito, generosamente ospitato nel suo, per i primi due anni, da un amico bolognese, Gian Paolo Guerini, poeta anch’egli ed esperto di tecnologia digitale. Dall’inizio del 2011 fui in grado di volare da solo (con l’aiuto di altre persone) e di “allargarmi”, come si suol dire: infatti il documento sulla “Vita, teoria e prassi di Adriano Spatola” porta il numero 1 nella Sezione Protagonisti,  serie giunta al n. 35. Manca qui un mio testo introduttivo, all’epoca non ancora previsto, ma credo che l’articolo che scrissi per l’edizione nazionale di “Stampa Sera”, tre giorni dopo la morte di Adriano, lo sostituisca egregiamente. Ma soprattutto gli interventi di Giovanni Fontana e Luciano Anceschi, nonché un testo teorico dello stesso Adriano meritano un’attenta lettura.
Buona consultazione. (M.S.)

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http://www.archiviomauriziospatola.com/ams/aziende/ams/prod/pdf_protagonisti/P00013.pdf?a=5b8ecb85176d7

Milano. La scomparsa di Giorgio Lucini collaborò con Munari e Scheiwiller Officina d’Arte grafica in lutto

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Il giorno di Ferragosto si è spento a Milano, a 77 anni, Giorgio Lucini, Maestro dell’Arte grafica italiana, raffinato stampatore, Tipografo “con la maiuscola”, come preferiva essere chiamato. Proseguendo con passione l’attività iniziata dal nonno Achille e portata avanti dal padre Ferruccio, Giorgio Lucini ha dedicato l’intera sua esistenza alla produzione di libri d’arte e non solo, curandone la stampa nei minimi dettagli, dalla scelta della carta a quella dei caratteri tipografici, alla collocazione degli spazi lasciati bianchi. Nel corso di oltre mezzo secolo ha collaborato con grandi artisti, scrittori ed editori, fra i quali mi limito a ricordare Emilio Isgrò, Bruno Munari e Vanni Scheiwiller.
Riporto qui, il bell’articolo su di lui di Stefano Salis, apparso il 19 agosto sull’inserto letterario del Sole 24 Ore. L’immagine sottostante riproduce la copertina del catalogo Libri d’artista. Le edizioni di Vanni Scheiwiller pubblicato nel 2007 dal MART di Rovereto, curato personalmente nella grafica e nella stampa da Giorgio Lucini.
Nel mio sito è riprodotto integralmente uno degli ultimi libri d’artista da lui curati, Wholly, della poetessa milanese Liliana Ebalginelli:
http://www.archiviomauriziospatola.com/ams/aziende/ams/prod/pdf_worksand/W00324.pdf?a=5b858bad1f700. M.S.

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www.archiviomauriziospatola.com: Adriano Spatola ‘Verso la poesia totale’ prefazione di Luciano Anceschi documento online dal 4 dicembre 2014

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Adriano Spatola, Verso la poesia totale (Paravia, Torino 1978) 

   L’occasione, un po’ scontata, è costituita dal 26° anniversario della scomparsa di Adriano Spatola, avvenuta il 23 novembre 1988, ma in realtà avevo già deciso da tempo di riprodurre qui integralmente questo saggio di mio fratello, di difficile reperibilità e da molti ritenuto fondamentale. Come sottolinea l’autore nella nota introduttiva, si tratta di un’esegesi, e non di una semplice schematizzazione, delle ricerche (da lui definite posizioni) sulle nuove forme di comunicazione poetica in atto dai primi anni del Novecento, con precursori quali Rimbaud con le sue Voyelles, Mallarmé con il suo Coup de dès e Apollinaire con i suoi Calligrammes: partendo da un’analisi delle variegate esperienze di futuristi italiani e russi, dadaisti e surrealisti,  il testo si ramifica poi seguendo i percorsi, talora apparentemente solo provocatori dei poeti visuali e sonori fra gli Anni 50 e la prima metà degli Anni 70.

Le pagine qui riprodotte sono quelle della seconda edizione aggiornata del libro, che aveva già visto la luce nel 1969 per i tipi dell’editore Rumma di Salerno, cui Adriano era giunto tramite Corrado Piancastelli  direttore della rivista letteraria napoletana “Uomini e idee” che aveva mio fratello tra i suoi più assidui collaboratori. La seconda edizione fu fortemente voluta dal Professor Luciano Anceschi, mallevadore sia dell’Adriano Spatola critico e teorico sia del poeta e che presso Paravia dirigeva la collana “La tradizione del nuovo”. Mi è parso opportuno riprodurre questa in quanto riveduta, corretta e ampliata rispetto alla prima, della quale comunque è visibile qui la copertina, al pari di quelle delle traduzioni francese e inglese, pubblicate postume: la prima, voluta dal fraterno amico Julien Blaine, venne pubblicata a Marsiglia nel gennaio 1993, con traduzione di Philippe Castellin; la seconda, resa possibile dall’impegno di un altro caro amico di Adriano, Paul Vangelisti, è stata pubblicata nel 2008 dalla Otis Books e Seismicity di Los Angeles con la traduzione di Brendan W. Hennessey e Guy Bennett, il secondo autore anche di una postfazione.

Gli obiettivi che l’autore si prefiggeva con questo saggio sono perfettamente inquadrati nella recensione di Lucio Vetri a Verso la poesia totale apparsa sul numero 10 de “il verri” del 1978, subito dopo la pubblicazione del libro da parte di Paravia. Ne riporto qui la parte essenziale: «Negli anni sessanta…, Spatola fu tra i primi e tra i pochi, in Italia, ad impostare criticamente il “problema” di una “trasfigurazione” della poesia: egli ricostruiva la lunga storia del definirsi di tale “problema”, tanto sul piano teorico che tecnico-operativo; interpretava e sosteneva in modo convincente, le ragioni del suo riproporsi contemporaneo; ne elaborava – di contro alle molte correnti, approssimative ed equivoche – una formulazione finalmente precisa e di grande chiarezza; ne censiva ed inventariava – sulla base di una indagine assai accurata e allargata ai paesi europei ed extraeuropei – una molteplicità di ‘soluzioni’: dal  “poema visuale” (‘concreto’ e ‘visivo’) al “poema-oggetto” al “poema fonetico” al “poema gestuale”. Verso la poesia totale: titolo appropriato per un volume che concerneva una pratica artistica ancora in gestazione; ma più ancora, definizione pertinente e felicissima di quella pratica stessa, che era tesa infatti ad uno sfruttamento totale del linguaggio verbale (in tutte le sue dimensioni: semantica, grafica, sonora) e ad un paritario impiego della totalità dei segni linguistici ed extra-linguistici (verbali, iconici, acustici, mimici, materici), mediante l’utilizzo della totalità dei mezzi (naturali, tecnologici, elettronici) di produzione, registrazione e trasmissione del linguaggio.

  A dieci anni di distanza dal suo primo apparire, il saggio-antologia di Spatola torna in libreria, in un’edizione fittamente aggiornata, notevolmente ampliata ed arricchita, e – ben a ragione – con lo stesso titolo: le ricerche condotte all’insegna della “poesia totale” si sono, nell’arco del trascorso decennio, moltiplicate ed intensificate; esse hanno convalidato e confermato la definizione di “poesia totale” e le altre risonanze critiche della primitiva indagine spatoliana; esse si dimostrano tuttora vivacissime e in progress. Ancora dunque… verso la poesia totale».

  Il ruolo e il “disagio” del poeta (sospeso tra le figure dello sciamano e del clown), la crisi e la “trasfigurazione” della poesia, insomma il “problema della poesia” furono al centro di tutta l’opera poetica di Adriano Spatola, come testimoniano, oltre a questo libro e alla sua produzione poetica vera e propria, numerosi scritti teorici e critici, tra i quali merita segnalazione, in questo contesto, l’articolo intitolato Poesia apoesia e poesia totale comparso per la prima volta nel 1969 sul numero 16 di “Quindici”, la nota rivista del Gruppo 63, pochi mesi prima della pubblicazione del saggio presso Rumma editore. Articolo intenso e manifestamente sofferto che ripropongo qui in apertura. Rimando inoltre ai numerosi documenti riguardanti il lavoro poetico di mio fratello già presenti nel sito, in quasi tutte le sezioni.
Maurizio Spatola

http://www.archiviomauriziospatola.com/ams/aziende/ams/prod/pdf_protagonisti/P00242.pdf?a=5b7afccdc6d49

Torino. “Offerta Speciale” uscito n.61: International Visual Poetry da 40 anni Ideatori Carla Bertola e Alberto Vitacchio

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Prosegue infaticabile il lavoro di informazione sulle ricerche in corso nell’ambito della Poesia Visuale internazionale, iniziato nel 1978 dalla simpatica e inossidabile coppia torinese formata da Carla Bertola e Alberto Vitacchio, poeti visivi e sonori essi stessi. Come di consueto il titolo di copertina è di carattere gastronomico: ci auguriamo che quello di questo numero, “alla Frutta”, non sia indice di appagamento.  Forza ragazzi!

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www,archiviomauriziospatola.com: “Esoeditoria” a Convegno, Trento 1931. Rassegna di riviste ed editori alternativi. documento online dal 9 luglio 2013

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Esoeditoria, il primo e unico convegno (Trento, 1971)

  Il neologismo “esoeditoria” fu coniato proprio in occasione del convegno, con annessa esposizione internazionale, organizzato a Trento nell’ottobre 1971 da Bruno Francisci: con questo termine s’intendeva definire tutta quella produzione editoriale “esterna” (dal prefisso greco eso) ai canali commerciali usuali e quindi non condizionata dal mercato e non controllabile dai detentori, più o meno occulti, del potere economico e politico. Sì, anche politico, in quanto il fiorire di una miriade di iniziative miranti all’autoproduzione di libri e riviste –  connessi alla ricerca di nuovi linguaggi espressivi dell’arte e della letteratura, in particolare della poesia, ma anche di mezzi alternativi di comunicazione della protesta e dell’aspirazione a un mondo più equo e solidale – si era verificato nel decennio precedente, con un’espansione globale culminante nelle rivolte studentesche e operaie del 1968- 1969.

Forse perché poteva dare adito a qualche confusione con la pubblicistica esoterica, il termine “esoeditoria” non ebbe gran fortuna e fu presto sostituito da locuzioni più consone, come “editoria indipendente” o “alternativa”. Venne solo ripreso l’anno successivo in un articolo apparso sulla rivista torinese “Pianeta”, firmato da Delfino Maria Rosso, all’epoca studente del Politecnico con propensioni artistiche e poetiche (due anni prima aveva pubblicato con le edizioni Geiger un libro-oggetto intitolato Poes?a). L’elenco delle edizioni alternative era preceduto da un’ introduzione all’argomento, assente invece nel catalogo trentino che ritengo molto interessante e che ho deciso di riprodurre qui al termine del documento su quel lontano convegno (al quale presi attivamente parte), insieme con un gustoso inventario delle varie tipologie di poesia sperimentale, sovente occasionali e funamboliche, come la “poesia ginnica” e la “poesia liquida” di Arrigo Lora Totino.

Nel catalogo qui riproposto facevano le veci dell’introduzione le risposte a tre domande sulle finalità dell’editoria indipendente di alcuni rappresentanti di altrettante iniziative di questo genere: Adriano Spatola per le Edizioni Geiger, Isaia Mabellini (Sarenco) per Amodulo e Franco Manescalchi per “Techne”. Il docente di Letteratura italiana e critico letterario Giorgio Barberi Squarotti rispondeva in qualità di esperto, mentre lo scrittore impegnato Francesco Leonetti aveva inviato un intervento a nome della rivista Che fare. L’internazionalità della mostra era garantita dalla presenza delle edizioni parigine “Agentzia” (Jean-François Bory), della rivista belga “Amenophis”, della rivista svedese “New Eter”, della rivista jugoslava “Signal” (Miroljub Todorovic), della casa editrice americana Something Else Press (Dick Higgins) e dall’autoproduzione del poeta tedesco Timm Hulrichs.
Maurizio Spatola

http://www.archiviomauriziospatola.com/ams/aziende/ams/prod/pdf_archivio/A00195.pdf?a=5b6b168311160