Torino. Mostra allo Spazio Parentesi: ‘Cadere Accadere- Il Miracolo del Mistero’

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Cadere Accadere
Il Miracolo del Mistero – Mostra Contemporanea

Cecilia Gattullo – Gabriele Operti – Nicola Simion – Paolo Tarenghi
a cura di Ivan Fassio

( Spazio Parentesi ) – via Belfiore 19 – Torino

Inaugurazione sabato 29 aprile dalle 18.30

dal 29 aprile al 13 maggio 2017 – tutti i giorni 11/13 e 15/20 (info 3382270563)

Appendice espositiva al Barbagusto, via Belfiore 36, per Doppia Nicchia

Circostanze, accidenti, fenomeni puri stanno alla larga: sensibilmente lontani dal nodo delle realtà, dei nuclei concreti, impercepibili. Sono qui le contingenze, sulla pagina e ai margini, a seconda della nostra attenzione intuizione, per garantirci il mistero, quell’aura magica a cui siamo soggiogati, assoggettati, svagati. Soltanto un fiore sa sbocciare un’essenza, per necessità e virtù, in immacolate epifanie di vanità. Atmosfere, fatti, incontri, conversazioni si mischiano, ripetono, identiche uniche uguali. Accadono, succedono, si svolgono, evolvono. Così, la Storia si morde la coda. Plasmata a nostra immagine, ci ricrea nella trama di volta in volta imitata, mimetica assimilata restituita. Entriamo e non ci bagniamo nel fiume. Siamo e non stiamo appesi ad una spessa fune, continua. Perché, poi, la corrente è sempre la stessa? Chissà: sarà per noi che dai due capi del filo, sovrastante l’essere esistente, agisce comunque l’originale energia? Forza-luce, infine poesia: miracolo inconoscibile, di là dalla cruna.

Spazio Parentesi lavora sul versus, vuoto pieno, sottrarre battere, levare in somma, unire in parti. Con Cadere Accadere presenta i propri acquerelli informali Cecilia Gattullo: astratte situazioni su omogenee tonalità, organiche soluzioni da cui emergono i paesaggi, gli scorci, i cieli e gli orizzonti. Immagini testimoniano del diluvio le avvisaglie, gli effetti, talvolta netta oggettivata la presenza. Azzurri, blu, grigi insistono su minoranze cromatiche e sul bianco. La superficie si leviga. Allo stesso modo, ma concettualmente, l’installazione di Nicola Simion mette in relazione le stratificazioni sensibili di una sedia al cospetto del visitatore e l’effigie temporale in serena  tiepida esposizione. Per intenderci, ci si può perdere in contemplazione dell’ora fissata in analogica fotografica sospensione. Ad obiettivo aperto, cardiologico per empatia, la luce da una crepa riga la pellicola: forma la sostanza, si scrive e si descrive. Gabriele Operti ci mostra la caduta, l’incidente, l’occorrenza attingendo dai racconti che ha illustrato, ovvero componendo un florilegio, un mazzo di carte estratto, esatto per magia, dalla propria produzione. Le fiabe, le leggende, tanto quanto le scelte di pura fantasia, rispondono a retaggio inscritto prontamente nelle nostre rispondenze, correlativo scenico drammatico del verbale, bidimensionale piatto, consueto linguaggio astratto. Le saghe, in strutturali evoluzioni barocche, si arricchiscono, paradossalmente, di tutto il necessario, per volare come nubi di passaggio, liberate  dal fardello della pioggia. Così, un drappeggio, nei ritratti-scatti di Paolo Tarenghi, contribuisce al tutto tondo dell’identità, la conquista alta, stilistica, di un personaggio. All’opposto della lima, qui  opera piano piano ogni aggiunta di spessore. Scendono le vesti, lente, cala e poi s’innalza l’omaggio floreale a fronte di modelle in posa per pittorica ispirazione, statue da sedimentazione. Prima feticci, residui di divinità, poi, per gradi, persone. Il tempo, quando un doppio fa capolino nel flusso della mente, ci ricorda che soltanto noi garantiamo la molteplicità di sguardo, per miracolo dei punti di vista… così ci immergiamo nella frammentarietà d’ogni visione. Basta accorgersene: e sogniamo. Ivan Fassio

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2  Gabriele Operti

1.Cecilia Gattullo   2.Gabriele Operti

 

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3.Nicola Simion           4.Paolo Tarenghi

Taormina. Alla ex Chiesa del Carmine “Julius Evola e i Trans-Futurismi”

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FUTURISMO, EVOLA, TRANS-FUTURISMI. Incontro suddiviso in tre momenti
29 aprile 2017: Ex Chiesa del Carmine (Piazza del Carmine), TAORMINA

  1. Ore 17:30. Vitaldo Conte interviene su: AA.VV., Julius Evola e la sua eredità culturale (Ed. Mediterranee, Roma 2017). Testimonianza di Amedeo Canale.

Nel libro viene approfondita la complessa figura artistico-culturale di Evola attraverso saggi di studiosi. In questo Conte analizza il rapporto con l’arte-poesia. Nella mostra sul Futurismo sono esposti due significativi lavori di Evola: Mazzo di fiori (1918), Tavolino (anni Venti).

  1. Ore 18:30. Giancarlo Carpi, Antonio Saccoccio, Giuseppe Stagnitta intervengono su: Vitaldo Conte, Arte Ultima (Avanguardia 21 Ed., Roma 2017). Testimonianze di Maria Froncillo Nicosia, Carmelo Strano.

La presentazione di questo libro teorico diventa occasione per formulare opinioni sulle tematiche proposte, anche in riferimento al rapporto con il concetto di Avanguardia nell’arte di oggi.

3.Ore 19:45. Avatar Narrazione (relazione di eventi). Vitaldo Conte in Vitaldix T      Rose: Festa Bianca in Body Writer. Antonio Saccoccio in 7tn4CC: Retealtà  Net.Futurista.

Questo momento conclusivo vuole divenire narrazione performativa e di relazioni trans-futuriste: attraverso video e interventi vari sulla creazione di avatar fantastico-virtuali.

L’incontro si svolge in occasione della prestigiosa mostra sull’Avanguardia Futurista ‘IL FUTURO SOPRAVVENUTO’ (11 marzo / 14 giugno 2017) a cura di G. Carpi e G. Stagnitta con 70 opere uniche degli artisti: G. Balla, G. Severini, U. Boccioni, L. Russolo, R. Romani, C. Erba, A. Ginna,  C. Carrà, L. Dudreville, M. Sironi, A. Ciacelli, R. M. Baldessari, Farfa, I. Pannaggi, V. Marchi, J. Evola, E. Prampolini, F. Depero, F. Cangiullo, Benedetta, Fillia, G. Dottori, G. D’Anna, T. Crali, B. Munari, A. G. Bragaglia, A. Bragaglia, A. G. Ambrosi, Tato, E. Vottero, A. Rognoni, R. Ricas e F. T. Marinetti.

Catalogo (Lantana Arte): testi di G. Carpi, S. Dell’Aira, G. Stagnitta, A. Saccoccio, V. Conte, G.A. Pautasso, P. Ceccagnoli, M. Scudiero, V. Ronsisvalle, A.M. Ruta

 

Corato (BA). “CentodAutore”, Eureka: “Parvenze” di Michele De Luca

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Associazione Culturale EUREKA

EUREKA edizioni

Decima pubblicazione della collana CentodAutore:

Parvenze di Michele De Luca

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L’Associazione Culturale EUREKA di Corato (Bari) propone la decima pubblicazione nella collana “CentodAutore”, curata da Rossana Bucci e Oronzo Liuzzi: la nuova raccolta poetica di Michele De Luca, “Parvenze”, con la formula rappresentativa ed esclusiva: 100 esemplari in piccolo formato, numerati, firmati e personalizzati da interventi diretti degli autori con un loro segno distintivo di originalità che rende il libro un connubio unico di poesia e di arte.

Dalla prefazione di Marzio Pieri “Nessuno vuol sostenere che nel poeta non sia dato scorgerne anticipi e premesse, ma qui, in Parvenze, si tratta di un esperimento che va diligentemente auscultato e valutato, perché da solo quasi occupa tutto il campo. I versi di Michele De Luca, ora, dribblano il cantabile quanto si possa, e in un flusso che sembra ubbidiente alla logica, scorrono sovra un piano che sei costretto a indovinare come rugoso e sovversivo.”

*

Se precipita inerzia fluida

suono magistrale

indicazione di volontà

Tuona il paesaggio viscerale

l’ordine del muto

la specie che si consolida vivendo

anima di pace che scorre

in fotostatica irruenza

e si fa quadro giorno e drammaturgia

Chioma d’infinito e di tregua

in evoluzione semplificata

in semplice diagramma incompreso.

*

Michele De Luca è nato a Pitelli, La Spezia, nel 1954. Artista e poeta, ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Firenze e ha lavorato come scenografo in teatro e cinema. E’ impegnato in pittura da tempo su una distintiva e meditata linea di ricerca astratta che vede nella luce un dato di costante riferimento. La sua parallela ricerca visiva e letteraria, intimamente legate, tende all’analisi delle forze primarie. Vive e lavora in Liguria e a Roma, dove insegna all’Accademia di Belle Arti.

   Ha pubblicato nel 2008 Non condirmi di senso, a cura di Alberto Casiraghy, Edizioni Pulcinoelefante e il volume antologicoAltre realtà, edito da Quasar con prefazione di Stefano Giovanardi, che ha raccolto quasi tutta la sua produzione poetica dal 1982 al 2007, ottenendo nel 2009 la menzione d’onore al 23° Premio di poesia Lorenzo Montano, della rivista Anterem, Verona. Nel 2015 esce il libro d’artista  Episodi del diluvio, poemetto in dodici canti e tredici tavole a colori, Edizioni e Galleria Roberto Peccolo, Livorno.

   Dai primi anni ’80 sue poesie, testi e materiali sono usciti sulle riviste di ricerca e letteratura: Lettera, Hybris, L’Oca parlante, Nativa, Tracce, Carte segrete, Salvo Imprevisti, Artista-Arti segrete, Offerta speciale,  Palomar – quaderni di Porto Venere, Il Cavallo di Troia, Invarianti, La Gazzetta delle Arti, Zeta, Terra del fuoco, Galleria, Poiesis, Origini, Tratti, Abaco, Tempo presente, Il Cobold, Il Falco letteraio, Fogli di Formello, Risvolti, BAU, Night Italia, Contact International; LibereLuci; Aria; sulle riviste online  Le Reti di Dedalus, Poetrydream, Sinestesieonline, Malacoda; nelle antologieTrame della parola (La nuova poesia italiana degli anni ’80), a cura di Antonio Spagnuolo, Edizioni Tracce, Pescara, 1985, 1° Quaderno di Invarianti letteratura, a cura di Giorgio Patrizi, Antonio Pellicani Editore, Roma, 1989,Frammenti imprevisti, a cura di Antonio Spagnuolo, Kairòs edizioni, Napoli, 2012, Poesie in riva al Tevere, a cura di Filippo Bettini, Milena Funari, Allegorein, Roma, 2013; Enciclopedia degli autori di poesia dall’anno 2000, volume 1, a cura di Gianmario Lucini, CFR, Piateda, 2012; Contact International, vol. 22, 101-102, Iassy, Romania, 2012;L’evoluzione delle forme poetiche. Archivio storico 1990-2012, a cura di Ninnj Di Stefano Busà e Antonio Spagnuolo, Kairòs, Napoli, 2013; Glocalizzati, a cura di Ivan Pozzoni, deComporre edizioni, Gaeta, 2014.

   E’ presente inoltre nei volumi: La pittura in Italia. Il Novecento/2. Tomo secondo, Electa, Milano, 1993; Disegno italiano del Novecento, Electa, Milano, 1993; La pittura in Italia/3 Le ultime ricerche, a cura di Carlo Pirovano, Enrico Crispolti, Electa, Milano, 1994; Saur Allgemeinnes Kuenstler-Lexicon, Band XXV, K. G. Saur Verlag, Muenchen – Leipzig, 2000;Formalibro, Campanotto Editore, Pasian di Prato, 2002; 1990-2010 Vent’anni d’arte a Roma, a cura di Tiziana D’Acchille, Bora, Bologna, 2010; BAU 7, Associazione Bau, Viareggio, 2010;Nello specchio dell’altro, UniversItalia, Roma, 2011; SpamArte – Dalla L a Dalla, Edizioni Progetto Cultura, Roma, 2012; Belle parole. Poesia visiva e altre storie fra arte e letteratura, a cura di Valerio Dehò, Campanotto Editore, 2014; Mito sepolto, a cura di Luigi Paolo Finizio, Rubbettino, Soveria Mannelli (CT), 2015; Visual Poetry in Europe – Imago Mundi, a cura di Sarenco, Fabrica – Luciano Benetton Collection, Antiga Edizioni, Treviso, 2016.

   Ha esposto in rassegne d’arte, di poesia visiva e libri d’artista in gallerie, fondazioni e musei in Italia e all’estero. Personali recenti: Insula lucis, a cura di Enrico Crispolti, Chiostro di San Nicola, Anacapri (NA), 2010; Analisi fredda, InsightSpaceGallery, Roma, 2010; Ordine delle apparenze, a cura di Anna  Imponente, Museo Civico Casa Deriu, Bosa (OR), 2010-11; Al di là della luce, con installazioni poetiche di Antonella Zagaroli, a cura di Gabriella De Marco e Giorgio Patrizi, Chiostro della Chiesa di San Francesco, Pienza (SI), 2012; Albe parallele, testo di Massimo Giannotta, Palazzo Bentivoglio, Bologna, 2013; I segni della luce, a cura di Diego Collovini, Galleria La bottega dell’arte, Gorizia; Punti fermi, a cura di Alberto Dambruoso, Associazione culturale Tralevolte, Roma, 2014; Principio stabile – Infanzia del cosmo, a cura di Francesco Gallo Mazzeo e Giorgio Patrizi, Bibliothè Contemporary Art Gallery, Roma, 2015; Flussi, performance, Festival delle arti Nuvola Creativa-Grammelot, a cura di Antonietta Campilongo, Museo Macro Testaccio, Roma, 2016.

Contributi critici: Enrico Crispolti, Anna Imponente, Paolo Balmas, Gabriella De Marco, Luca Beatrice, Manuela Crescentini, Diego Collovini, Enzo Cirone, Guglielmo Gigliotti, Paolo Campiglio, Flaminio Gualdoni, Miriam Cristaldi, Marzia Ratti, Claudio Mutini, Stefano Giovanardi, Giorgio Patrizi, Filippo Bettini, Luca Basile, Marzio Pieri,  Domenico Donatone, Geo Vasile, Massimo Giannotta, Francesco Tarquini, Francesco Gallo Mazzeo, Mariano Apa

da http://www.liberaillibro.com

Milano. Letture alla Casa della Poesia: “Poeti nella Rivoluzione russa” Majakovskij, Blok, Cvetaeva ed altri

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giovedì 27 aprile ’17, ore 19:30 – LABORATORIO FORMENTINI
POETI NELLA   RIVOLUZIONE   RUSSA
a cura di Milo De Angelis

Voce recitante di Viviana Nicodemo
Musiche di Bianca Brecce

Alexandr Blok, Marina Cvetaeva, Sergej Esenin, Vladimir Majakovskij, Boris Pasternak

Cinque poeti, cinque figure indimenticabili del panorama letterario russo del ‘900.

Cosa significa essere poeta negli anni della rivoluzione russa?

In occasione del centenario vengono proposte al pubblico le parole e le vite di alcune delle più importanti figure letterarie che l’hanno attraversata. La biografia di ciascuno di questi autori è irrimediabilmente legata alla rivoluzione russa, alle speranze, al dolore, alla forza e allo sconvolgimento che essa ha portato.

Voce, suono e immagine si intrecciano e si completano in uno spettacolo che vuole restituire la poesia di questi anni, la forza di queste voci, la storia di queste vite: la storia della Rivoluzione Russa del 1917

video di Viviana Nicodemo

nuova sede in via Formentini 10 – ingresso libero

La Casa della Poesia di Milano
web: www.lacasadellapoesia.com
e-mail: segreteria@lacasadellapoesia.com

Come raggiungere con i mezzi pubblici via Formentini 10 – Milano:
Metro: M2 Lanza, M3 Montenapoleone, M1 Cordusio
Tram: 2, 4, 12, 14
Autobus 57, 61

 

www.archiviomauriziospatola.com: Adriano Spatola e la Poesia totale, intervista a suo fratello Maurizio dottorato di Emanuele La Rosa

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Sulle tracce di un fratello poeta di Emanuele La Rosa intervista su Adriano Spatola al fratello Maurizio (2012)

Foto Roberto Tizzi

Nel settembre 2012 ricevetti un’e-mail da un certo Emanuele La Rosa, neolaureato in Filologia moderna all’Università “Federico II” di Napoli con il Professor Matteo D’Ambrosio,da me conosciuto e stimato, che me lo aveva indirizzato. Il giovane La Rosa mi chiedeva di concedergli un’intervista sul percorso poetico di mio fratello Adriano, argomento della sua tesi di dottorato all’epoca presso l’Università tedesca di Heidelberg, ma successivamente presentata presso quella di Eichstätt-Ingolstadt. L’incontro avvenne alla fine novembre nella mia abitazione di Sestri Levante, dove Emanuele si trattenne per un paio di giorni. Dopo i convenevoli di rito parlammo un po’ di tutto, a proposito del Gruppo 63 e della Neoavanguardia. Per mia inveterata abitudine la registrazione vera e propria dell’intervista avvenne fra l’una e le cinque del mattino, con qualche breve interruzione.

   Già una decina di giorni dopo ricevetti via e-mail dal giovane la trascrizione pressoché integrale dell’intervista, ripulita solo da qualche passaggio insignificante. Come spesso accade in queste circostanze la conversazione si era svolta in modo un po’ disordinato, con domande aggiunte lì per lì e risposte talora incomplete o ripetute. Il testo andava dunque rivisto, qua e là integrato e magari anche un po’ abbreviato. Mi accinsi al lavoro con l’aiuto della mia preziosa collaboratrice Monica Olivieri e una settimana dopo fummo in grado di rispedire a La Rosa l’intervista con il mio placet: quesiti e risposte sono quelli che si possono leggere di seguito, inframmezzati da fotografie e immagini che ho aggiunto io per l’occasione. Ho ricevuto recentemente da Emanuele La Rosa la sua tesi di dottorato, che nel frattempo aveva subìto per decisione dei suoi docenti un cambio di rotta: l’argomento non verteva più su Adriano Spatola ma su Edoardo Sanguineti ed Elio Pagliarani, entrambi negli anni della Neoavanguardia in stretto rapporto con mio fratello, che resta al centro della scena, così che l’intervista di cui sopra è fortunatamente compresa nella tesi, sia pure in appendice. Inoltre l’anno scorso il mio dialogo con lo studente napoletano è comparso sul numero 244 della prestigiosa rivista letteraria romana “Fermenti” sulla breccia da quasi mezzo secolo (il primo numero uscì nel 1971). Il periodico è diretto da Velio Carratoni, ma la pubblicazione di Sulle tracce di un fratello poeta è stata possibile anche grazie alla mediazione di Giovanni Fontana, assiduo collaboratore di questa ed altre riviste: ringrazio entrambi per lo spazio concesso ad Emanuele La Rosa e a me. Buona consultazione.

Specchia (LE). “Modulazioni granulari”: F. Aprile, C. Caggiula, E. Marullo

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“Utsanga. Modulazioni granulari” è una mostra di Francesco Aprile, Cristiano Caggiula, Egidio Marullo e raccoglie opere che spaziano dalla pittura alla poesia visiva, dalle scritture asemantiche alle varie declinazioni del “segno” sia di estrazione poetica, sia pittorica, con particolare accento sull’ibridazione, compromissione e complicazione dei linguaggi contemporanei. Matrice del lavoro dei tre autori è la ricerca di un linguaggio di derivazione mediterranea. La mostra, patrocinata dal comune di Specchia (Le), è ideata e prodotta dalla rivista di critica e linguaggi sperimentali www.utsanga.it, con la collaborazione di nuovaletteratura.wordpress.com e Associazione culturale Amo per Amo.

La mostra, che sarà inaugurata il 24 aprile a Specchia presso Palazzo Risolo alle ore 20:00 e si protrarrà fino al 14 maggio, è presentata in catalogo da Giancarlo Pavanello.

 

Firenze. Nuove geografie del suono: “Süden radio”, simposio a Villa Romana

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Con Leandro Pisano, Simone Frangi, Lucrezia Cippitelli, Anna Raimondo, Claudia Wegener, Emeka Ogboh, Fari Bradley, Golo Föllmer, Andrea Borgnino, Chloé Despax, Iain Chambers.

Süden Radio è un progetto di Radio Papesse, con la collaborazione di Villa Romana e il sostegno del Comune di Firenze.

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Milano. Ricordo alla Casa della Poesia: Franco Fortini a cent’anni dalla nascita

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giovedì 20 aprile ’17, ore 19:30 – LABORATORIO FORMENTINI

Franco Fortini e la gioia avvenire
a cura di Giancarlo Majorino ed Ennio Abate

A cento anni dalla sua nascita, la Casa della Poesia di Milano dedica una serata a Franco Fortini, poeta, critico letterario, saggista e intellettuale, tra le personalità più importanti del panorama culturale italiano del Novecento.

nuova sede in via Formentini 10 – ingresso libero

 

web: http://www.lacasadellapoesia.com
e-mail: segreteria@lacasadellapoesia.com

Come raggiungere con i mezzi pubblici via Formentini 10 – Milano:
Metro: M2 Lanza, M3 Montenapoleone, M1 Cordusio
Tram: 2, 4, 12, 14
Autobus 57, 61

Torino. Mostra al Circolo Virtuoso: “L’Oltre-In Formule e Gradi”

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L’Oltre
In Formule e Gradi

 Esposizione Contemporanea a cura di Ivan Fassio

Inaugurazione sabato 15 aprile 2017, dalle 19.30
fino al 29 aprile, dal martedì al sabato 16.30-19.00
Il Circolo Virtuoso
Via San Secondo, 66 – Torino

 

Benedetto Bonaffini, Raffaella Dal Toso, Romina Di Forti, Flavio Fassio, Cecilia Gattullo, Alessandra Nunziante, Ester Pairona, Piera Romeo

Oltre la Parola
Il racconto è l’unico modo per testimoniare il buio, per descrivere il silenzio. Parliamo a voce alta per colmare le mancanze. Durante il sonno, inoltre, i sogni ci narrano altri vuoti da riempire. Mischiare i due piani è impossibile, perché dovremmo salire troppe scale. Lande aeree, regioni divise, spazi disciolti sono frapposti tra noi e la vita: qui dormono le parole.

Oltre il Confine
Nell’esperienza della contraddizione, il tempo si fa macchia illogica, accumulo di informazioni. Allo stesso modo, un dislocamento difficilmente tracciabile può rappresentare le dinamiche di appropriazione e dispersione di una problematica e disordinata produzione di significati.
Lo spazio si compone teatralmente, ridotto a simulazione di un non-luogo rivisitato: limite consunto, valvola di sfogo, più che situazione di stallo. L’esausto sfiato della parola incarnata giunge ai sensi di un altrettanto spossato visitatore: il pubblico, con il suo fardello di preclusioni o con il suo carico di speranze. Monconi, uncini e tronchi di un corpo nomade preparano la zona di una futura permanenza, di una sistemazione stanziale. Questo particolare territorio occupa il tragitto di un’invasione barbarica. Dalla spiaggia di attracco clandestino – infestata da inesorabili presagi mortiferi – ai locali di stoccaggio, la traccia grammaticale delle migrazioni si condensa in ieratiche figure scultoree, in effigi sinuose e misteriose. Allacciata agli avvenimenti testimoniati dalla storia e dall’attualità, la tragedia rilascia un alone universale, distaccato, che evapora, fluttua e, finalmente, condensa. Questi risultati coincidono con gli esiti archetipici del viaggio: gli ostacoli del percorso, la preghiera, la sublimazione poetica, il passaggio denso del tempo, l’enigma di un orizzonte sconosciuto, l’abbraccio sensuale della conquista, la contaminazione e l’epidemia, le sbarre della prigionia…

Oltre il Senso
L’orizzonte potrebbe essere indagato come se fosse la carta di una pagina: un futuro da colmare, lo spazio di un’eco, un cielo da conquistare. Ciò che vediamo, purtroppo, è soltanto lo strato iniziale, nella sbiadita stabilità di un quadro. Occorre percorrere il cammino, per percepirne tutte le profondità: affrontare il viaggio e terminarlo. L’occhio è, in contrapposizione, una nube in prospettiva, uno sciame di nostalgia: riflessi dell’ambiente circostante dispensano i personaggi in scena da ogni responsabilità. Se non fosse così, l’isolamento sarebbe tempesta, perché la parola è relazione. E tradirsi significherebbe soltanto apporre un’immagine isolata e inautentica tra se stessi e il mondo, indirizzare il proprio speciale messaggio a tutti o a nessuno…

Oltre il Tempo
Interrogarsi sulla storia significa acquisire la consapevolezza dei continui mutamenti di significato dei segni, delle stratificazioni interpretative di metafore, simboli, miti. L’intervento del singolo è valore aggiunto e strumento conoscitivo all’interno di strutture archetipiche, riconosciute e condivise: sasso gettato nel lago dell’umanità. Alla luce di questi limiti, come immagini di modernariato in movimento tra Oriente e Occidente, i nostri messaggi, dinamici o secolarizzati, perdono lentamente il loro valore odierno per riconquistarsi una dignità. Del loro contenuto potrebbero restare, col passare del tempo, soltanto le tracce del verbo, il segno dell’urgenza e, infine, la testimonianza di una necessità.
Il nostro compito, nel presente, rimane, così, la rivelazione dell’inespresso: cercare risonanze dell’animo e, da queste, ricreare sensazioni. Affidare questi esercizi ad una libera arte di rappresentazione, che riesca a fondere astrattismo e figurazione, equivale a comporre una musica: escogitare fluide armonie laddove ristagnavano intricate suggestioni o pesanti cumuli di parole.
Ivan Fassio
Raffaella Dal Toso
Raffaella Dal Toso

 

Torino. Esposizione Cromo-poetica: “Tinta muta- Il plasma del sogno”

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TINTA MUTA
Il Plasma del Sogno

Esposizione Cromo-poetica a cura di Ivan Fassio

 

Isabella Indiesigh, Maria Antonietta Onida, Flavio Ullucci, Silvia Vaulà

Spazio Parentesi
(Poesia e Pratiche Contemporanee)

Via Belfiore, 19 – Torino
Inaugurazione venerdì 14 aprile a partire dalle 18.30

fino al 26 aprile, tutti i giorni dalle 15 alle 20 o su appuntamento

3382270563 – ivan.fassio@gmail.com
www.spazioparentesi.wordpress.com

Ecco il colore, non più tale, che dalla profondità del bianco, dalla superficialità del nero, emerge in quanto materia, sostanza della visione. Inciso, marcato, in rilievo, adombrato, annebbiato. Non più umano, non reale, né naturale, tale lo percepiamo, secondo discorso parziale. Scardinante, fuori di categoria, di là da consuetudine: invero reificato, dato, accettato per contrasto, soluzione, definizione, per stimolo assoggettato. Dove e quando lo si scopre, intravede, osserva – condensato esposto filtrato – in circostanze aurorali, precarie, subliminali, eccezionali. Dove e quando, ancora? In esasperazione di sinonimi, amplificazione, dismisura, pletora retorica infinita: sogno, incubo, abbaglio, miraggio, allucinazione, aspirazione, desiderio, eccitazione, traslucidità, panico, concitazione, ebbrezza, sensitività. Inspirazione espirazione prolungate, riemesse, forzate.

Ecco la tinta, muta, che cambia la tua pelle, ecco lo spazio del no relativo, dove si forma piano piano il nome dell’uguale, l’insperato, e l’unicità di stile. Se qui nasce tanto la dicitura, nomenclatura, quanto la polisemia, là prende una rincorsa la corrente, il movimento. È tempo della controra, poiché qualcosa tace e il resto dice troppo. La speranza pulsa, nella stanza; una parola, almeno, divaga. Ritmo frenetico o pausa, non importa: sole accecante o serrande abbassate, rintocco. In lontananza.

Spazio Parentesi ( di Ivan Fassio ) presenta i lavori fotografici digitali di Isabella Indiesigh: sfumature, sospensioni, apnee, voli lievi. Un raccoglimento si fa conchiglia, mentre il concreto parla nel sonno a tutta l’astrazione vitalmente possibile. Le incisioni, i disegni e i dipinti di Maria Antonietta Onida indugiano tra anfratti, radure, dismissioni industriali periferiche, vegetazioni. Talvolta, fa capolino una statua, umanizzata, in silenziosa contemplazione di un assoluto indicibile. Gli oli su tela di Flavio Ullucci lasciano un trompe l’oeil in alto mare, a galleggiare sulla patina del kitsch, del viraggio seppia, a disturbare acque tiepide, un tanto riscaldate. La lenza scorre fino a intaccare la superficie, senza catturare l’istante, ma pescando dal tempo le molte possibilità non avverate, incolte. Scatti di Silvia Vaulà sono reazioni alla luce, soggetto immortalato in ciclica consequenzialità. Biglietto andata-ritorno per fissazioni cromatiche: quel che si perde dipende da angolazione, momento, scansione, scelta: ne rimane, appunto, l’immagine, nuova. Gli altri sono affetti, ben ritrovati e rivissuti nell’orizzonte delle occasioni.
Ivan Fassio

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Maria Antonietta Onida