Torino. “Di Carta”, all’Abbadia di Stura: edizioni d’arte antiche e moderne

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Casagiove (CE). Alla Casa Museo Rossi: “Modus Mutandi – Optical Art”

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Modus Mutandi : optical art

mostra internazionale di arte postale a cura di Angela Caporaso

20/10/2018 – 27/10/2018

Casa Museo Rossi – Casagiove (Caserta)

Vernissage : sabato 20 ore 17.00

Modus Mutandi è una mostra  internazionale  a tema ed infatti i numerosi artisti che vi hanno aderito  hanno inviato uno o più lavori optical.

Strettamente legata all’arte cinetica, l’Optical Art – termine coniato nel 1964 in un articolo pubblicato sul Time – comparve ufficialmente la prima volta nel 1965 grazie ad una mostra, The Responsive Eye, a cura di William Seitz ospitata al Museum of Modern Art di New York a cui parteciparono, tra l’altro, Victor Vasarely, Jesús Rafael Soto , Bridget Rile, il Gruppo T e il Gruppo N.

A differenza delle opere cinetiche che sono dotate di un movimento effettivo, le opere Op sono solo virtualmente dinamiche in quanto capaci di creare , grazie ad effetti ottici, un movimento totalmente illusorio. Per ovviare alla loro effettiva staticità, questi lavori, anziché coinvolgere lo spettatore da un punto di vista sentimentale o emozionale, richiedono a chi le osserva un’attiva collaborazione ottica e psicologica in quanto sarà proprio il pubblico che, concentrandosi sull’opera, riuscirà a percepirne la fittizia dinamicità.

Tra i suoi precursori l’Optical Art annovera senz’altro le ricerche del Pointillisme francese e del Divisionismo italiano, il dinamismo futurista e i celeberrimi Rotoreliefs di Marcel Duchamp.

Fondamentale quindi per questi lavori è lo studio della dinamicità, sia reale che fittizia, mentre altra loro caratteristica è l’impersonalità – e difatti sono caratterizzati da un lessico aniconico di matrice astratto-geometrica.

Osservando attentamente i lavori pervenuti possiamo senz’altro affermare che la maggior parte degli artisti che hanno aderito a questo progetto si sono confrontati direttamente con Polimeri, un’opera cinetica di Giuseppe Rossi, riportandola sul retro dei loro lavori inviati , altri invece hanno preferito inviare una “rielaborazione “ di Polimeri intervenendo su una copia dell’opera stessa, altri ancora hanno optato per il  raffronto con la frase dell’artista svizzero  Jean Tinguely  “L’unica cosa stabile è il movimento.”; mente altri infine hanno eluso qualsiasi tipo di confronto diretto.
Tra coloro che hanno aderito a questa iniziativa va infine senz’altro segnalata l’adesione di Tiziana Baracchi, artista veneta prematuramente scomparsa nel maggio di quest’anno, una delle personalità più rappresentative del circuito mailartistico internazionale.

 Artisti

Argentina : Viviana Andrada – Rosa Gravino – Diego Axel Lazcano – Maria E. Quiroga

Austria : Alexander Charistos – Horvàth Piroska – Klaus Pinter – Gonca Warhanek

Belgio : Vero Rigole – The Wasted Angel

Brasile : Grupo Gralha Azul : Jane Balconi, Marithê Bergamin, Sirlei Caetano, Mara Caruso, M. Julieta Damasceno Ferreira, Maria Darmeli Araújo, Maria Do Carmo Toniolo Kuhn, Jeanete Ecker Kohler, Therezinha Fogliato Lima, Luiza G P Gutierrez, Jussara Leite Kronbauer, Tânia Luzzatto, Erminia Marasca Soccol, Vera Presotto . -Janys Oliveira – Dórian Ribas Marinho – Hugo Pontes

Cile: Antonio Cares

Finlandia : Anja Mattila-Tolvanen

Germania : Joachim Buchholz – Lars Schumacher – Susanne Schumacher

Italia : Antonio Amato – Andreina Argiolas – Franco Ballabeni – Tiziana Baracchi – Elisa Battistella – Gianfranco Brambati – Cecilia Bossi – Alfonso Caccavale – Guido Capuano – Lamberto Caravita – Bruno Cassaglia – Maria Teresa Cazzaro – Adalberto Cencetti – Bruno Chiarlone – Mabi Col – Carlo Maria Giudici – Maya Lopez Muro – Ruggero Maggi – Emilio Morandi – Franca Pacchioni – Antonella Prota Giurleo – Claudio Romeo  – Valerio Sagliano – Roberto Scala – Renata e Giovanni Strada – Giangrazio Verna – Rosanna Veronesi

Macedonia : Zlatko Krstevski

Messico : Francisca Geron Herrera

Polonia : Adam Czech

Portogallo : Amadeu Escórcio – Monsenhor enVide neFelibata

Serbia : Miroslav-Batan Blagojevic

Spagna : Sabela Baña – Pedro Bericat – Antonia Mayol Castelló – César Reglero Campos – Mikel Untzilla

Turchia : Mustafa Cevat Atalay

Uruguay : María Victoria Boné Ramírez

USA : Fleur Helsingor – Sharon Silverman

CASA MUSEO ROSSI
via Jovara 6/8 Casagiove (CE)

cell:338 7664471 – Tel:0823468794

Sito internet:  http://www.giusepperossi.it –  email: casamuseorossi@gmail.com

Youtube: “rossiscultore”  Youtube: https://youtu.be/ISYR3Q-pBqs

Facebook: https://www.facebook.com/giuseppe.rossi.798278   Facebook: Casa Museo Rossi

 

La mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle 16.00 alle 18.00

Firenze. Dipinti e sculture dal Kenya: “Sarenco l’Africano” a Villa Romana

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19.10.                     30.11.2018

Sarenco L’Africano
e la fusione italo-africana
degli anni ’80 e ’90 del Novecento

Siete invitati a partecipare numerosi al vernissage della mostra che si terrà
venerdì 19 ottobre alle ore 19.30.

Orario di apertura: dal martedi al venerdi dalle ore 14 alle 18 e su appuntamento

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Tratto dalla copertina del libro Sarenco, Lettera dall’Africa: Romanzo da Viaggio, Verona 2002

Il 31 ottobre la storica dell’arte Agnes Stillger terrà la conferenza: Dall’hotel al mercato dell’arte globale. Interdipendenze complesse tra produzione di oggetti destinati all’esportazione, scambio creativo e scoperta dell’identità culturale nella scena artistica in Kenya. L’ evento si inserisce all’ interno della mostra.

Nel 2001 il curatore Harald Szeemann invitò l’artista italiano Sarenco, scomparso più di un anno e mezzo fa, a partecipare alla 49esima Biennale di Venezia. Sarenco espose nelle Corderie dell’Arsenale un gruppo di sculture lignee figurative, a misura d’uomo, fatte realizzare in Kenya, la sua seconda casa, e più di 300 lavori di pittura e testo. Inoltre Szeemann invitò inoltre Sarenco a proporre una selezione di artisti africani per la sua Piattaforma del pensiero, al centro del padiglione italiano. Al termine della Biennale, il contributo di Sarenco fu acquistato da un consorzio di collezionisti di Prato, Firenze e Verona. Grazie all’amicizia con Sarenco, Carlo Palli – mercante d’arte e collezionista di Fluxus e Poesia Visiva – già tra gli anni ‘80 e ‘90 introdusse quadri e fotografie di artisti africani nelle collezioni italiane. Villa Romana espone e ricontestualizza, a fianco delle sculture lignee di Sarenco, una selezione di opere – ancora in deposito da Carlo Palli – dei pittori Amadou Makhtar Mbaye, Kivuthi Mbuno, George Lilanga, John Nzau, David Ochieng, Abdallah Salim, Johnny Kilaka, Peter Martin, Almighty God e Maurus Malikita.

Sarenco – conosciuto anche come Sarenco L’Africano, Aziz Sarenco Sharif e Mau Mau Sarenco Gitaj –si stabilì negli anni ’80 nella località turistica di Malindi, si sposò diverse volte, invitò artisti dall’Europa e promosse una fitta rete di scambi tra questa nuova Mecca dell’arte contemporanea e i collezionisti in Europa e negli USA. La sua cerchia – che annoverava, tra gli altri, i critici e curatori Achille Bonito Oliva e Enrico Mascelloni nonché il collega artista Armando Tanzini – influenzò in maniera considerevole la ricezione della cosiddetta arte africana autentica in Italia. Gli effetti di questo gemellaggio Italia-Malindi si ritrovano ancora nell’allestimento dei primi padiglioni nazionali del Kenya alla Biennale di Venezia del 2013 e del 2015.

 

Isaia Mabellini, alias Sarenco, (1945-2017) nacque a Vobarno, nei pressi di Brescia, visse e lavorò a Verona e a Malindi, in Kenya. Dopo studi di filosofia compiuti all’Università di Milano, dalla metà degli anni ’60 Sarenco fu tra gli esponenti della Poesia Visuale in Italia. Nel 1971 fondò e diresse assieme a Paul De Vree e a Gianni Bertini la rivista Lotta Poetica, esperienza conclusa nel 1986. Ha al suo attivo più di 40 libri e 15 film. Nel 1972 prese parte a Documenta in Kassel; nello stesso anno, nel 1986 e nel 2001 espose alla Biennale di Venezia. Le sue opere sono state e sono tutt’ora oggetto di importanti mostre internazionali.

Bologna. Studio “Segni & Segni”, incontro: Adriano Spatola, a trent’anni dalla morte

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“SPATOLA 30”

In occasione della Quattordicesima Giornata del Contemporaneo 2018, promossa dall’AMACI, lo “Studio Segni & Segni” di Gian Paolo Roffi ricorda il trentennale della scomparsa di Adriano Spatola con una esposizione di sue opere, letture poetiche e audizioni di poesie sonore.

Interventi di: Pasquale Fameli, Giovanni Fontana, Nanni Menetti, Maurizio Osti, Gian Paolo Roffi, Carlo Alberto Sitta, Maurizio Spatola.

Inaugurazione e incontro con i partecipanti: venerdì 12 ottobre 2018, ore 17, presso lo Studio “Segni & Segni”, via San Pier Tommaso 20 B, Bologna.

Esposizione dal 12 al 21 ottobre 2018, ore 10.30-19.30 su appuntamento.

gp.roffi@libero.it

Cell. +39 347 9032593

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www.archiviomauriziospatola.com: Adriano Spatola, “A. Spatola”, Udine biobibliografia a cura dell’autore. Interventi di G. Celli e S. Sproccati. Documento online dall’8 febbraio 2013

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Adriano Spatola, autobiobibliografia in A. Spatola  (Campanotto, Udine 1986) 

  Correva l’anno 1986 quando mio fratello Adriano, giunto all’età di 45 anni, decise di catalogare in due pubblicazioni il frutto di oltre un ventennio di attività letteraria ed editoriale. Per quest’ultima prese lo spunto dalla coincidenza con i quindici anni di vita della rivista “Tam Tam”, da lui fondata, con Giulia Niccolai, nel 1971, progettando e realizzando un numero quadruplo speciale, il 45/48, in un inedito formato  ad album orizzontale (cm 30×21,5), che intitolò, dopo un vivace confronto con il sottoscritto a Sant’Ilario d’Enza (dove si era da poco trasferito),  Tautologia: in quel numero infatti la rivista avrebbe raccontato la storia propria e quella delle Edizioni Geiger che l’avevano generata, elaborando un articolato riassunto di se stessa, appunto. Di questo numero, costruito artigianalmente anche con collages e interventi manuali si presenta qui solo la bella copertina, disegnata da Giuliano Della Casa, nell’ultima pagina di questo documento.

Il compendio della propria attività  poetica e artistica, qui di seguito integralmente riprodotto  venne invece affidato da Adriano all’amico udinese Carlo Marcello Conti che con le sue Edizioni Campanotto (cognome della moglie Franca, sua preziosa collaboratrice, recentemente scomparsa) offriva ampio spazio alla ricerca letteraria, impegno cui si dedica tuttora. Nel 1962 Carlo, all’epoca studente universitario a Bologna, aveva partecipato alla redazione di “Bab Ilu”, la prima rivista poetica di Adriano. In uno smilzo libretto di 48 pagine formato 17×24, intitolato semplicemente con la propria firma, mio fratello elenca minuziosamente, dopo la biografia, le esposizioni personali e collettive di poesia concreta e visuale, gli happenings, le performances e gli incontri di poesia sonora, le riviste da lui dirette o a cui ha collaborato, le raccolte poetiche e i saggi pubblicati, i riferimenti critici e così via in una esaustiva autobiobibliografia in cui mancano ovviamente gli eventi che lo hanno visto protagonista nei rimanenti due anni della sua vita.

Una corposa elencazione completata e arricchita da numerose fotografie, in cui compaiono vari compagni di strada di quella straordinaria stagione e dagli interventi critici di Giorgio Celli e Sandro Sproccati, ruotanti entrambi attorno agli Zeroglifici e a quella parte della produzione poetica di Adriano legata alla poesia concreta. Giorgio Celli, l’entomologo poeta e scrittore di teatro e di gialli (scomparso nel giugno 2011), aveva preso parte anch’egli al progetto di “Bab Ilu” e soprattutto era stato con Adriano, Corrado Costa e Antonio Porta  tra i fondatori di “Malebolge”, la rivista reggiana nata sull’onda del Gruppo ’63, nei confronti del quale aveva esercitato un ruolo critico e pungolatore. Sandro Sproccati, nel 1986 fresco di laurea, è attualmente docente di Storia del cinema e Semiotica dell’arte presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna.

A completare, sia pure parzialmente, il quadro ho aggiunto un testo dello stesso Adriano scritto nel 1988 pochi mesi prima della morte (una sorta di testamento spirituale, spero inconscio), in cui l’autore ripercorre le tappe che lo hanno condotto all’attività editoriale, prima con le Edizioni Geiger e poi con la rivista “Tam Tam”, di cui chiarisce le ragioni di vita, illustrando al contempo il ruolo della poesia in tutte le sue forme, anche quelle più radicali e contaminate dagli altri linguaggi artistici, come artefice e al tempo stesso schiava dei mutamenti sociali e tecnologici. Mi è parso altresì utile alla comprensione del complesso personaggio che fu mio fratello nell’ambito del rinnovamento, per certi aspetti  rivoluzionario, della letteratura  non solo italiana  del secondo dopoguerra, riprodurre qui anche l’intervento di Giovanni Fontana apparso sul numero 12 del 1991 della rivista “Testuale”, dedicato ad Adriano Spatola ed Antonio Porta, anch’egli precocemente mancato nel 1989, pochi mesi dopo l’amico (vedi in questa stessa sezione al punto precedente). Intervento, quello di Fontana, che porta un titolo appropriato e significativo: Un’inquietudine irrimediabile.
Maurizio Spatola

http://www.archiviomauriziospatola.com/ams/aziende/ams/prod/pdf_protagonisti/P00162.pdf?a=5bb2061b77261

Trieste. “Un giorno senza/A day without”: pausa nel caos dell’informazione

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Un giorno senza / A Day Without
sabato 29 settembre 2018 /
saturday 29 September 2018

Trieste Contemporanea
via del Monte 2/1 Trieste Italy

un progetto di Angelo Ricciardi / a project by Angelo Ricciardi

Angelo Ricciardi presenta il progetto Un giorno senza sabato 29 settembre allo Studio Tommaseo di Trieste, ore 18.30.

Con l’avvento dei social le informazioni sono aumentate in maniere esponenziale, sono vere e false, danno paradossali risultati di dis-informazione e anti-univocità. In giro c’è troppo. Troppe cose. Una tendenza all’eccesso cui il mondo dell’arte non sembra essere immune.

Il progetto, ungiorno dedicato all’assenza di opere svoltosi lo scorso 1. Luglio 2018, che ha visto oltre cento artisti astenersi dal lavoro, prova a porre l’accento sulla necessità di creare un momento di pausa, di riflessione. Un intervallo nel rumore che ci circonda.

Un giorno senza è stato reso possibile da:

Paolo Aldi, Francesco Aprile, Angelika Arendt, Michele Attianese, Emanuele Benedetti, Paolo Berardinelli, József Bíró, Renata Boero, Elisa Bollazzi Microcollection, Alessandra Borsetti Venier, Keith Buchholz, Roosevelt Burrel, Rolland Caignard, Luis Camnitzer, Francesca Capasso, Kevin Caplicki, Gabriella Cardazzo, Alberto Casiraghy, Philippe Castellin, Guillaume Charpaud-Helie, Franco Cipriano, Pate Conaway, Luca Coser, Rita Degli Esposti, Bruno Di Lecce, Danilo Donzelli, Pablo Echaurren, Giuseppina Esposito, Emilio Fantin, Luc Fierens, Franco Fiorillo, Giovanni Fontana, Jon Foster, Nicola Frangione, Matteo Fraterno, Licia Galizia, Gianluca Garrapa, John Gian, Kirby Gookin, Coco Gordon, Meri Gorni, Abdelatif Habib, Fréderic Hénri, Satoshi Hirose, Rosaria Iazzetta, Francesco Impellizzeri, Dino Izzo, Robin Kahn, Adamandia Kapsalis, Laure Keyrouz, Adriana Kobor, Roman Korzhov, Nelya Korzhova, Alexandros Kyriakides, Little Shiva, Claudia Mangeli,Umberto Manzo, Diego Marques, Albert Mayr, Melissa McCarthy, David Medalla, Maria Mesch, Sabrina Mezzaqui, Pino Modica, Cristiana Moldi-Ravenna, Angelo Demitri Morandini, Angelo Mosca, Steffen Mueller, Lada Nakonechna, Adam Nankervis, Marcus Neufanger, Giancarlo Norese, Anna Nutini, Andrew Oleksiuk, Claudia Olendrowicz, Thomas Olze, Vito Pace, Bibiana Padilla Maltos, René Pascal, Pier Paolo Patti, Linda Pelati, Isabella Pers, Ivan Piano, Antonio Picardi, Stephen Piccolo, Benoit Piret, Hugo Pontes, Allan Revich, Angelo Ricciardi, Anton Roca, Mimmo Roselli, Roberto Rossini,Vincenzo Rusciano, Antonio Sassu Gruppo Sinestetico, Cathi Schwalbe, Jonathan Stangroom, Christoph Szalay, Wieslaw Szuminski, Nello Teodori, Thierry Tillier, Adriana Torregrossa, Cecil Touchon, Silvia Vendramel, Martial Verdier, Cesare Viel, Ciro Vitale, Elisa Vladilo.

La ricerca di Angelo Ricciardi si basa sul rapporto tra scrittura e figurazione nella società contemporanea, con particolare interesse per gli scambi tra comunicazione verbale e comunicazione visuale. I suoi progetti si sono svolti contemporaneamente in varie città del mondo in collaborazione con altri artisti.
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Angelo Ricciardi presents the project A Day Without Saturday, September 29 at the Studio Tommaseo in Trieste, 6.30.

With the introduction of social networks, the amount of information saw an exponential increase, and being true or false, they give paradoxical results of dis-information and anti-univocity. There is too much around us, too many things. The word of arts seems not to be immune to this trend to the extreme.


The project, A Day Without, dedicated to the absence of works held last July 1st 2018, saw more than one hundred artists abstain from work, emphasising the need to create a moment of pause, of reflection. A break from the noise that surrounds us.


A Day Without was made possible by:

Paolo Aldi, Francesco Aprile, Angelika Arendt, Michele Attianese, Emanuele Benedetti, Paolo Berardinelli, József Bíró, Renata Boero, Elisa Bollazzi Microcollection, Alessandra Borsetti Venier, Keith Buchholz, Roosevelt Burrel, Rolland Caignard, Luis Camnitzer, Francesca Capasso, Kevin Caplicki, Gabriella Cardazzo, Alberto Casiraghy, Philippe Castellin, Guillaume Charpaud-Helie, Franco Cipriano, Pate Conaway, Luca Coser, Rita Degli Esposti, Bruno Di Lecce, Danilo Donzelli, Pablo Echaurren, Giuseppina Esposito, Emilio Fantin, Luc Fierens, Franco Fiorillo, Giovanni Fontana, Jon Foster, Nicola Frangione, Matteo Fraterno, Licia Galizia, Gianluca Garrapa, John Gian, Kirby Gookin, Coco Gordon, Meri Gorni, Abdelatif Habib, Fréderic Hénri, Satoshi Hirose, Rosaria Iazzetta, Francesco Impellizzeri, Dino Izzo, Robin Kahn, Adamandia Kapsalis, Laure Keyrouz, Adriana Kobor, Roman Korzhov, Nelya Korzhova, Alexandros Kyriakides, Little Shiva, Claudia Mangeli,Umberto Manzo, Diego Marques, Albert Mayr, Melissa McCarthy, David Medalla, Maria Mesch, Sabrina Mezzaqui, Pino Modica, Cristiana Moldi-Ravenna, Angelo Demitri Morandini, Angelo Mosca, Steffen Mueller, Lada Nakonechna, Adam Nankervis, Marcus Neufanger, Giancarlo Norese, Anna Nutini, Andrew Oleksiuk, Claudia Olendrowicz, Thomas Olze, Vito Pace, Bibiana Padilla Maltos, René Pascal, Pier Paolo Patti, Linda Pelati, Isabella Pers, Ivan Piano, Antonio Picardi, Stephen Piccolo, Benoit Piret, Hugo Pontes, Allan Revich, Angelo Ricciardi, Anton Roca, Mimmo Roselli, Roberto Rossini,Vincenzo Rusciano, Antonio Sassu Gruppo Sinestetico, Cathi Schwalbe, Jonathan Stangroom, Christoph Szalay, Wieslaw Szuminski, Nello Teodori, Thierry Tillier, Adriana Torregrossa, Cecil Touchon, Silvia Vendramel, Martial Verdier, Cesare Viel, Ciro Vitale, Elisa Vladilo.


Angelo Ricciardi’s research is based on the relationship between writing and figuration in contemporary society, with particular interest for exchange between verbal communication and visual communication. His projects have been held simultaneously in various cities of the world in collaboration with other artists.

Borgo La Scola (BO). Inedita Via Crucis: quattordici stazioni di Gian Paolo Roffi, formelle e testi di Poesia Visiva

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L’Associazione culturale “Sculca” è lieta di comunicare che domenica 16 settembre alle ore 11, nell’Oratorio di San Pietro del Borgo La Scola (Grizzana Morandi), sarà inaugurata la “Via Crucis” realizzata da Gian Paolo Roffi.

Sarà presente Simonetta Saliera, Presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna che ha curato la pubblicazione dell’opera, costituita da 14 formelle e 14 testi poetici.

L’autore illustrerà l’opera nella sua struttura e nelle particolari caratteristiche attinenti alla Poesia Visiva.

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