Roma. Istituto di Cultura Ungherese: “Concreta”, Festa di Poesia Sperimentale

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C O N C R E T A- FESTAPOESIA

21 aprile – 6 maggio

Accademia d’Ungheria in Roma, via Giulia 1

da un’idea di Giuseppe Garrera, István Puskás e Sebastiano Triulzi

La poesia di ricerca, concreta, visiva, fino alle sperimentazioni asemantiche e grafiche è rinata all’indomani della seconda guerra mondiale dalla necessità di espatriare dalla lingua, per liberare le parole, il mondo, e se stessi. Una furiosa e giocosa stagione poetica, da subito internazionale, fatta di sconfinamenti e superamento di barricate e steccati linguistici, tra jeux des mots, versi, calligrammi, nonsensi, disseminazioni, girandole sillabiche, materiali verbali, euforie alfabetiche, verso terre nuove e per disfarsi dal significato e vivere senza più linguaggi e patrie e ragioni grammaticali.

L’operato dei felici distruttori di tutte le lettere e di tutti gli alfabeti non è mai cessato e continua nei territori della ricerca verbale odierna, ancor più che nel passato sognando una lingua liberata, extraterritoriale, fluida, imprendibile, che non si lasci parlare e afferrare, che non persuada e commercializzi il mondo e il sentire: un progetto esemplare di scritture di ribellione (asemantiche, infantili, non allineate, disubbidienti, incomprensibili, sbagliate) con tanto di sparizione elocutoria di ogni io in vista di uno spazio verbovocovisuale dove smarrirsi irrimediabilmente.

La rassegna di poesia che si tiene all’Istituto di cultura ungherese e che vede incontrarsi e far festa poeti musicisti artisti di ricerca da ogni parte del mondo è un’occasione per il pubblico e per tutti gli appassionati (gli “incurabili”, come li chiamava Brodskij) di aggirarsi per i territori, senza franchigie e confini, della poesia, tra suoni, balbettii, sillabazioni, lallazioni, tartagliamenti, in un grande omaggio alla lingua e ai regni dell’insignificanza e alla dimestichezza con l’insensatezza e le assurde e poco serie giustificazioni dell’arte del far versi e cercare suoni.

(Giuseppe Garrera e Sebastiano Triulzi)

 

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Biella. Mostra al Museo del Territorio: Joseph Beuys, “Difesa della Natura”

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                                   DIFESA DELLA NATURA 1972-1985
OMAGGIO A JOSEPH BEUYS

                                       Museo del Territorio Biellese
Inaugurazione 20 aprile h 17.00
20 aprile – 19 agosto 2018

Mostra a cura di Patrizio Peterlini e Laura Rositani
In collaborazione con Lucrezia De Domizio Durini, Palazzo Gromo Losa Srl e il Museo del Territorio Biellese
Opere provenienti dalla Collezione Luigi Bonotto e dal Museo Casabianca, Malo (VI)
Nell’ambito della settima edizione di Selvatica – Arte e Natura in Festival, l’evento in cui le arti visive dialogano con la bellezza della natura, Fondazione Bonotto in collaborazione con Palazzo Gromo Losa srl e Museo del Territorio Biellese, inaugura una mostra omaggio a Joseph Beuys e al suo operato a salvaguardia della natura con un approfondimento dell’azione Difesa della Natura svoltasi tra il 1972 e il 1985.

L’esposizione ha luogo nella splendida cornice del Museo del Territorio Biellese, a Biella Piano, a partire dal 20 aprile. Difesa della Natura è una delle più importanti operazioni svolte dall’artista tedesco durante gli ultimi quindici anni di vita. A partire dal 1972 Joseph Beuys soggiornò più volte a Bolognano, un paesino di montagna negli Abruzzi. Le attività di Beuys in questo luogo presero la forma di diversi progetti artistico-politico-ecologico-umanitari. Lo scopo delle attività del Maestro tedesco non consisteva nella creazione di sculture formali, ma nel tentare con tutte le sue azioni un miglioramento della società. Difesa della Natura non va quindi intesa solo in termini ecologici, ma va letta soprattutto da un punto di vista antropologico. Tutta l’arte di Beuys è antropocentrica, è pensata per la difesa dell’individuo, della sua creatività e dei suoi valori umani, un’arte educa a un bello che non è nelle forme, nell’estetica, ma nella vita stessa, nel pensiero e nel lavoro. Un’arte a servizio del miglioramento dell’uomo. Beuys con l’operazione Difesa della Natura è stato l’antesignano di tutte quelle problematiche che toccano la Salvaguardia della natura, l’agricoltura e il  suo sviluppo sostenibile. Temi oggi attuali in tutto il pianeta terra.

Per maggiori informazioni sull’esposizione:
https://gallery.mailchimp.com/d9d36d29542d7953298f53ad7/files/21b8dee8-0d7c-40ff-be0d-eb40ea466d07/1_Difesa_della_Natura_1972_1985._Omaggio_a_Joseph_Beuys__CS.pdf

Per maggiori informazioni sul Festival Selvatica – Arte e Natura in Festival:
https://gallery.mailchimp.com/d9d36d29542d7953298f53ad7/files/67a64e36-f7ec-4f74-ac14-0f6f219c044d/Festival_Selvatica_2018_CS_.pdf

 

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Pianezza (TO). Villa Casalegno, mostra: Tiziana Inversi, “Tra Sogno e Realtà”

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Immagini tra Sogno e Realtà

Mostra Personale di Tiziana Inversi

Inaugurazione sabato 14 aprile dalle 18.

Presentazione del critico d’arte Giuseppe Nasillo. Letture Poetiche di Ivan Fassio.

fino al 22 aprile domenica 15 e sabato 21 aprile dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 15 alle 19

gli altri giorni sempre su appuntamento – 3391858688

Villa Casalegno
via al Borgo, 2
Pianezza (TO)

Scrittura e arte sono manifestazioni di un presagio, nascondono piccoli o grandi furti alle infinite sacche della veggenza. Gli incontri e le occasioni del corpo e della mente, le inaspettate e sorprendenti infrazioni al conforme e costituito, gli spiragli verso l’innovazione di un linguaggio. Quando la produzione di atti, operazioni e gesti estetici risponde ad un progetto predefinito, l’autore inserisce inconsciamente o volutamente tali elementi all’interno di una partitura, un percorso, un intreccio. Se lo stile attinge a piene mani da un bacino di impulsività e talento, l’opera raccoglie, dell’artista, tutti gli stimoli d’intensità inferiore al livello di soglia. Tali dati, a posteriori, saranno filtrati dalle letture degli spettatori, del pubblico, dei posteri. Si formerà così, nell’affascinante e sterminato campo di condivisione proprio dell’interpretazione, l’insieme dei sensi possibili e dei  valori aggiunti. Questo nuovo universo di tracce saprà accompagnare i caratteri della creazione verso la complessità pregnante ed empatica del simbolo. Esprimere una verità ad un più alto grado tramite l’utilizzo di un’immaginazione svincolante, comunicare con ironia sbarazzina le tante opportunità di accostamento del sensibile, mischiando i piani della rappresentazione e intersecando le divergenti azioni della percezione e della fantasia: ecco l’intento di Tiziana Inversi. Attraverso una ricerca sulle potenzialità determinanti del segno e del colore, la pittrice, disegnatrice e illustratrice torinese esplora i limiti di una originale narrazione sospesa, di soluzioni liriche ed epiche filtrate da intuizioni personali. Da questa pratica scaturisce un impianto articolato di associazioni stranianti e singolari formulazioni immaginifiche. Tanto le  tonalità fluide o calcate, quanto le scelte formali più astratte perdono contatto con la consuetudine figurativa ed approdano a risultati schietti, di candida incisività. Allora, il racconto divaga e si espande in fondali marini, in anfratti del pensiero e del sogno, nelle profonde cavità dei cieli, amalgamandosi con le strutture archetipiche: profili, ritratti, animali, paesaggi, prospettive, interni quotidiani e familiari, scenari teatrali. Armata di una miriade di tentacoli, l’esposizione di una trama unica e irripetibile scivola straordinariamente da un capo all’altro del verosimile, sciogliendo le fila della razionalità. L’inventiva e la volontà dell’autrice ci prendono per mano, a catturare un’esperienza finora impensabile, tendendoci il filo d’un fiabesco aquilone e catturando il nostro sguardo. Per portarci, d’un tratto, a planare accanto a una chimera, a provare l’emozione del volo, dell’illuminazione, della caduta libera, dell’ascesa.
Ivan Fassio

Tiziana Inversi Mostra Personale Pianezza

Milano. Casa della Poesia, incontro: Fausta Squatriti, “At Pen Point”

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giovedì 12 aprile, ore 19:30 – LABORATORIO FORMENTINI

Fausta Squatriti: At rhe Pen Point (poesie 1960 – 2017)

a cura di Tomaso Kemeny

 Pittrice e scultrice di fama internazionale, Fausta Squatriti è anche romanziera. Questa sera presenta i risultati di 57 anni di lavoro poetico pubblicati da Gradiva Editions. Le poesie spesso accese dall’invettiva o deformanti per ironia o spaesate dal grottesco, sono state volte in inglese da Anthony Robbins con il testo originale italiano riportato a fronte.” Interviene Luigi Cannillo.

nuova sede in via Formentini 10 – ingresso libero

La Casa della Poesia di Milano
web: http://www.lacasadellapoesia.com
e-mail: segreteria@lacasadellapoesia.com

Come raggiungere con i mezzi pubblici via Formentini 10 – Milano:
Metro: M2 Lanza, M3 Montenapoleone, M1 Cordusio
Tram: 2, 4, 12, 14
Autobus 57, 61

Firenze. “Colori e suoni, nuovo mondo”: Vialla Romana, “Sahara Desert”

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13.04.                     04.05.2018

Sahara Desert
il nuovo mondo del colori e suoni (1991-2001)

Orari di apertura: da martedì a venerdì, dalle ore 14 alle 18 e su appuntamento

Nel 1991 Andrew Ndukuba creò dal nulla il Sahara Desert, palpitante centro culturale africano alla periferia di Firenze, in un´area vicina all’odierno aeroporto. Il progetto era stato preceduto dall´Associazione Africa L´Image, fondata nel 1986 per promuovere lo scambio tra le varie comunità africane presenti a Firenze e per favorirne la visibilità, oltre che per creare un luogo d´incontro tra culture.

Alcuni blocchi di calcestruzzo, residui di vecchie fondamenta mai completate, fornirono il punto di partenza per lo spazio concepito da Ndukuba, allora studente di architettura che di quello spazio, aveva fatto l´argomento della sua tesi. Presto fu costruito un tendone e questa struttura provvisoria, in una zona fino ad allora abbandonata alla prostituzione e alle corse di motociclette, rappresentava anche una sorta di commento sulla realtà urbana e sociale di Firenze.

Il Sahara Desert aveva il vantaggio di includere, in uno spazio ancora deserto, realtà alternative, capaci di superare le gerarchie sociali all’insegna della multiculturalità, della musica e dell´arte. Sahara Desert divenne il catalizzatore di una molteplicità di iniziative multietniche. Accanto a concerti e serate di musica disco vi erano collaborazioni con radio libere e agenzie di viaggi, programmi per bambini e anziani, tavole rotonde sui conflitti politici in Africa, eventi dedicati ai temi dell´ecologia, come Biocittà e Ecodance. Tra i musicisti di fama internazionale che si esibirono al Sahara Desert vi sono Papa Wemba, Cheb Khaled, Lucky Dube, Jimmy Cliff, Touré Kunda e Yellowman.

Nel 2001 il centro dovette chiudere per far spazio alla costruzione della Scuola Marescialli e Brigadieri dell´Arma dei Carabinieri. Scomparve così un importante punto di incontro per le comunità africane residenti nell´area. In seguito questa funzione venne parzialmente svolta dal Mercato Etnico del Lungarno nel centro cittadino, almeno finché il sindaco Renzi non lo sgomberò definitivamente nel 2010 adducendo come giustificazione i presunti affari illegali che vi si svolgevano e sollevando vivaci proteste.

La mostra organizzata presenta materiale d’archivio di Andrew N. Ndukuba, manifesti di concerti e filmati documentari.

Pistoia. Mostra alla Galleria Vannucci: Franco Guerzoni “Chiedi alla polvere”

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L’ARTISTA FRANCO GUERZONI A PISTOIA

Sabato 7 marzo 2018,  l’artista Franco Guerzoni sarà a Pistoia, per due eventi a lui dedicati.
Cominciamo a ritroso, dall’inaugurazione della sua personale, CHIEDI ALLA POLVERE, a cura di Silvia Evangelisti, ospite della Galleria ME Vannucci. Alle ore 18, via della Provvidenza 6.
La mostra, che prende il titolo da un fortunato e importante romanzo di John Fante, racconta il percorso di un’artista di memorie dolci e struggenti. Di quelle piccole cose accantonate che la polvere della dimenticanza ricopre e che Guerzoni, con garbo e delicata confidenza, svela. Se sai chiedere alla polvere, la polvere risponde. Le sue tele racchiudono intime architetture che nessuno tempo potrà cancellare per il semplice fatto che ci appartengono. Sono architetture lievi ma importanti, delicate e sagge. Ricordano i muri di certe case vecchie, dove le crepe e le croste sono testimoni e testimonianze preziose, belle come lo sono le rughe delle donne, piene di vita dentro.
Guerzoni è un uomo d’arte e d’intrecci. Così alle ore 11,00 presso la sala Sinodale del Palazzo dei Vescovi presentiamo nell’ambito del premio letterario Ceppo il suo ultimo libro “OEUVRE“ con Silvia Evangelisti, P. F. Iacuzzi e Alberto Bertoni.
E il Tappeto/Opera “Motivi Vaganti”, proseguendo la via del dialogo fra l’Arazzo Millefiori e l’arte contemporanea iniziato lo scorso anno con il Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto.
Questo evento nasce dalla solida e bella collaborazione con il Museo dell’antico Palazzo dei Vescovi, il premio letterario Ceppo, di cui la galleria è partner, e la galleria d’arte Antonio Verolino di Modena, che ha gentilmente prestato il tappeto.

In breve:

Ore 11,00 Sala Sinodale palazzo dei Vescovi
Presentazione del libro di Guerzoni “OEuvre. Appunti per un manuale pittura” (Skira).

Con interventi di Silvia Evangelisti curatrice della mostra, i poeti e critici P. F. Iacuzzi e Alberto Bertoni.

A seguire inaugurazione nella Sala Arazzo Millefiori del tappeto “motivi vaganti”

ore 18,00 MEVannucci via della Provvidenza, 6

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Franco Guerzoni

“Chiedi alla polvere”

A cura di:

Silvia Evangelisti

 La mostra terminerà 19 maggio 2018

Breve Bio Guerzoni

Franco Guerzoni è nato nel 1948 a Modena. All’inizio degli anni settanta utilizza la fotografia come strumento di rappresentazione, del 1972 sono i suoi “Affreschi”, del ’73 le sue ”Archeologie” seguite dalle “Antropologie”, ricerca legata agli aspetti della stratificazione culturale e all’idea di “antico” come perdita. Negli anni ottanta è impegnato nella realizzazione di grandi carte parietali che indagano l’idea di una geografia immaginaria, “Carte di viaggio”, “Grotteschi” e “La parete dimenticata”, alla fine degli stessi anni lavora sulla superficie intesa come profondità. Presenta “Decorazioni e rovine” in una sala personale alla Biennale di Venezia del 1990. Da allora continua, attraverso grandi cicli di opere, la sua indagine sul tempo e sulla poetica della rovina, una sorta di archeologia senza restauro. Dal 2006, in seguito al disoccultamento di un corpo di lavori realizzati con l’uso del mezzo fotografico dall’autore negli anni settanta, presenta alla GAM di Torino “Paesaggi in polvere”, da allora alle sue ricerche si affianca una vera e propria attività di ricongiunzione o di trasferimento che va dal dipinto alla parete vera e propria, inseguendo il sogno che congiunge i tentativi precedenti rivolti alla creazione di una sorta di bassorilievo, costante in tutto il suo lavoro, verso una idea di scultura lieve figlia della nuova attenzione al muro. Quindi la “Parete dimenticata” diviene la reale sede privilegiata del suo più attuale lavoro.

 

 

Milano. “Identità splendenti” confronto: Alfieri, Carabba, SantaSeveso

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Arte di Luce allo Studio SantaSeveso
L’incontro e il confronto della ricerca di Simona SantaSeveso con Nino Alfieri e LeoNilde Carabba si soffermerà sul tema portante dell’identità dell’uomo nella nostra epoca.
La visita sarà un’esperienza delle sperimentazioni con pigmenti fluorescenti e fosforescenti della Black Light Art, in pittura e scultura, con un’installazione luminosa e sonora. Da vivere al buio, sotto la lampada di Wood o alla luce naturale del candido spazio d’arte in via Farini 59, aperto fino al 14 aprile.