www.archiviomauriziospatola.com Online il numero 21 di “Tam Tam”, rivista di poesia apoesia e poesia totale diretta da A. Spatola e G. Niccolai

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Con questo su “Tam Tam” n. 21 i documenti online nel sito sono ora 142 per complessive 5620 pagine, 73 files audio e due video

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Questo ventunesimo numero di “Tam Tam”, uscito nel gennaio 1979, venne messo in cantiere da Adriano Spatola e Giulia Niccolai al loro ritorno da un soggiorno in Australia, dove erano stati invitati a tenere una serie di conferenze e readings sulla nuova poesia italiana per conto del Dipartimento di Italianistica dell’Università di Sydney, grazie anche al tramite del Prof. Raffaele Perrotta che da qualche tempo vi insegnava. Per questa ragione il numero della rivista qui integralmente riprodotto è dedicato in buona parte a una sorta di relazione su quella esperienza, con ampi scorci sulla nuova poesia australiana, in cui si notavano già gli effetti dello sperimentalismo internazionale, nato nei primi Anni 60 sull’onda del concetto di “Intermedia” teorizzato da Dick Higgins sulle riviste del Movimento “Fluxus” e altrove.
Parentesi australiana a parte, questo fascicolo si apre con un intervento degli stessi Spatola e Niccolai sulla funzione della Mail Art (qui definita “poema postale”), per proseguire con una serie di poesie visuali di autori stranieri (Philippe Dome, Bruno Montels, Claude Miniere, Alpar Bujdoso, Tibor Papp, Paul Nagy), alcune composizioni in versi di Carlo Alberto Sitta, David Avidan e Giulia Niccolai, oltre a testi critici di Gino Moliterno e Anne Reynolds. Chiudono la rivista alcune recensioni firmate da Pia M. Perotti, Peter Carravetta e Lucio Klobas. A completare il documento, in apertura, le pagine introduttive della tesi su La rivista “Tam Tam” e il “ritorno” alla poesia con cui Filippo Agostino si è laureato nel 2010 (relatore il Prof. Giovanni Tesio) presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università del Piemonte Orientale, tesi che mi propongo di pubblicare prossimamente in forma integrale in questa stessa sezione del sito; in chiusura, il dialogo sugli anni del Mulino, fra Milli Graffi e Giulia Niccolai, con interventi di Giovanni Anceschi, apparso nel 2009 sul numero 39 de “il verri”, riflessioni che contribuiscono a delineare lo spirito con cui si lavorava alla elaborazione della rivista e della intensa produzione editoriale che la accompagnava.
Come ho già scritto in precedenza, ancora una volta ho deciso di soprassedere momentaneamente alla messa in rete di vari numeri tripli e di uno quadruplo di “Tam Tam” a causa dell’alto numero di pagine (ben 192 nel caso dei numeri 10/12 e 17/20), ma gli appassionati visitatori del sito, possono stare tranquilli, al più presto colmeremo questo vuoto. Ho già spiegato come la latitanza del numero 3/4 sia dovuta alla fragilità del volumetto che dovrebbe essere praticamente distrutto per effettuare le scansioni delle pagine e poiché ne possiedo una sola copia è comprensibile la mia esitazione.
Maurizio Spatola

http://www.archiviomauriziospatola.com/prod/pdf_tamtam/T00287.pdf

www.archiviomauriziospatola.com News. Arrigo Lora Totino e la Poesia sonora, omaggio ai suoi ottantotto anni: interventi critici e 15 files audio!!!

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Con questo su Arrigo Lora Totino i documenti online nel sito sono ora 141 per complessive 5563 pagine, 73 files audio e due video

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Segnalo inoltre il restyling grafico del documento sul libro Altri paesaggi di Arrigo Lora Totino pubblicato nell’agosto 2011 nella sezione “Flash” al punto 3 (http://www.archiviomauriziospatola.com/prod/pdf_flash/F00268.pdf)

Also point out the restyling of the document about the book Altri paesaggi by Arrigo Lora
Lora Totino, posted in August 2011, in the " Flash " section, point 3
(http://www.archiviomauriziospatola.com/prod/pdf_flash/F00268.pdf)

foto Arrigo 4.jpg

Il poeta sonoro Arrigo Lora Totino si racconta in “Baobab” 6 e altrove
Interventi di Pasquale Fameli, Giovanni Fontana, Maurizio Spatola, Giuliano Zosi

  Nel corso di questi ultimi anni abbiamo assistito, talvolta partecipandovi, a numerose iniziative intese a celebrare l’opera dell’eclettico poeta verbo-visivo e sonoro torinese Arrigo Lora Totino: esposizioni in varie città e pubblicazione di libri o cataloghi con interventi critici e testimonianze di vario spessore. Da alcuni di questi provengono gli scritti che completano questo documento imperniato per la parte testuale sul suo libro Poesie sonore (Autoedizione del 2004, con annesso CD) e per la parte sonora su 15 files audio selezionati dalla cassetta (digitalizzata) del numero 6 di “Baobab” a lui interamente dedicato. Sia nel libro sia nella registrazione Arrigo racconta e spiega dettagliatamente origini e obiettivi del suo lavoro di frammentazione del linguaggio vocale, rielaborato già negli Anni Sessanta tramite l’utilizzo dei primi strumenti elettronici: sei brani contenuti nel CD annesso a poesie sonore si possono ascoltare in questa stessa sezione del sito al punto 2. Avendo deciso di dare qui spazio unicamente alla Poesia fonetica e sonora di Arrigo Lora Totino, si troveranno solo brevi accenni, fatta salva la nota biografica, alla sua attività di poeta verbovisivo e di divulgatore particolarmente nell’ambito della Poesia concreta, che fu tra i primi a introdurre in Italia, secondo solo a Carlo Belloli. Di questa parte del suo multiforme impegno ho però già dato conto nel sito, ad esempio con la riproduzione del primo numero della rivista “Antipiugiù” da lui fondata nel 1961  (sezione “Documenti storici”, punto 11) e dell’antologia Modulo da lui curata nel 1966 (sezione “Archivio”, punto 10). Gli interventi critici o teorici leggibili nelle pagine seguenti si riferiscono perciò essenzialmente alle sue invenzioni nel campo della poesia sonora, cui si è dedicato a partire dal 1962, come racconta egli stesso.  I testi che ho scelto sono firmati da Pasquale Fameli, Giovanni Fontana e Giuliano Zosi, quest’ultimo purtroppo recentemente scomparso: quello di Fameli proviene dal suo libro Il corpo risonante (Campanotto, Udine 2013); gli altri due e le fotografie dal volume Arrigo Lora Totino, La Parola come Poesia Segno Suono Gesto, 1962-1982, pubblicato a cura di Giorgio Maffei e Patrizio Peterlini nel 2015 dalle Edizioni Montanari di Ravenna con la collaborazione della Fondazione Bonotto di Vicenza. Questo libro, ricco di immagini, comprende altri interventi critici e numerose testimonianze, tra le quali ho scelto, immodestamente,  di inserire qui la mia, anche se breve, in quanto vi ricordo in particolare le esperienze di poeta sonoro e performer di Arrigo, che conosco da oltre mezzo secolo. Ho ripescato infine una deliziosa autointervista sull’argomento, intitolata Poesia sonora e poesia da salotto: intervista di Harry Totino ad Arrigo Lora, apparsa sul catalogo della rassegna Spazio suono organizzata a Viareggio nel 1984, a cura dello stesso Lora Totino con Luciano Caruso, Ubaldo Giacomucci, Lamberto Pignotti e Adriano Spatola. In questi stessi giorni del 2011 mettevo in rete Altri paesaggi, raccolta di collage verbovisivi di Arrigo Lora Totino, autoedizione in 30 copie numerate e firmate da lui realizzata nel 2004: documento apparso nella sezione “Flash” al punto 3, cui abbiamo apportato recentemente un notevole restyling grafico. Nelle mie intenzioni era un regalo per i suoi 83 anni, compiuti il 3 agosto. Questo ampio documento sulla sua intensa attività di poeta sonoro e inimitabile performer vede la luce in occasione dei suoi 88 anni, raggiunti mentre si trova da diverso tempo in condizioni di salute molto difficili: a maggior ragione perciò, si presenta come un affettuoso e corposo omaggio all’amico di una vita e al Maestro. Forza Arrigo!
Maurizio Spatola

http://www.archiviomauriziospatola.com/Sitonew/pagina.php?flag=videopoesia

 

 

 

 

 

 

 

 

www.archiviomauriziospatola.com News “Poh!èmes Visuels” di Dino Bedino. Introduzione di Angelo Jacomuzzi. Edizioni Geiger “sperimentale” (1974)

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Con questo su Dino Bedino i documenti online nel sito sono ora 140 per complessive 5509 pagine, 58 files audio e due video

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Dino Bedino, Poh!èmes Visuels (1974) and so on…

  Ho avuto la fortuna e il piacere di conoscere e frequentare Dino Bedino (1929-1995) per oltre vent’anni, divenendone amico ed estimatore, vincendo la sua naturale ritrosia e timidezza. Gli incontri con lui, per quanto discontinui nel tempo, mi hanno arricchito culturalmente e, soprattutto, umanamente. Ci siamo conosciuti in occasione della mostra dedicata alle Edizioni Geiger nel 1972 presso la Galleria d’arte Christian Stein nella centralissima piazza San Carlo di Torino: molto più anziano di me, Bedino, professore di lettere e francese, nonché artista e poeta un po’ ai margini, venne a complimentarsi per il tipo di libri che avevamo scelto di realizzare nell’ambito dello sperimentalismo letterario e artistico e ci mettemmo d’accordo per un successivo incontro. Questo avvenne a casa sua, in via Muratori, dove la moglie Ada Ferro, che vive ancora lì, ci preparò una squisita cenetta. Di qui nacque l’idea, dopo aver visto i suoi lavori, di pubblicare nella nostra collana “sperimentale” i Poh!èmes Visuels qui integralmente riprodotti, con l’acuta presentazione di Angelo Jacomuzzi.
Come sottolinea anche il punto esclamativo inserito nella parola pohème (considerando che l’interiezione poh! in francese ha un significato sarcastico), si tratta di composizioni in cui, come scrive Jacomuzzi, «la messa in opera sincronica del segno linguistico e di quello figurativo» assume i contorni di una critica ironica a un «linguaggio che non funziona».  Non è il caso qui di portare esempi visibilissimi nelle pagine del libro, ma posso assicurare che Dino Bedino, lungi dall’essere il personaggio schivo e scontroso che alcuni hanno descritto solo per sentito dire, aveva uno spiccato senso dell’umorismo con un imprinting francese che lo rendeva ancor più frizzante. Ho avuto modo di apprezzare queste e altre sue qualità nelle settimane in cui curammo insieme la stampa di Poh!èmes Visuels presso la Stamperia del Borgo Po, che si trovava allora alle spalle della monumentale chiesa a pianta circolare della Gran Madre di Dio, in un quartiere a me ben noto, tanto che una famosa osteria di via Monferrato vide spesso il sottoscritto e il professore brindare al buon esito grafico del libro, le cui bozze corressi personalmente.
Nella sua attenta recensione apparsa all’epoca sul numero 10/12 di “Tam Tam”, anch’essa qui riprodotta, Daniele Benati scrive: «…mentre,…, il logotipo pubblicitario ha bisogno, per essere sufficientemente coercitivo e convincente, di artifici estetici diversamente programmati e che non diano adito alla riflessione, l’apparato figurativo e lessicale, attorno a cui ruota l’intera poesia di Bedino, subisce una valevole inversione d’uso e valore, e là dove veniva degradato a mera réclame, a oggetto mercificato, viene rimosso e, facendo legittimamente leva sulla specifica correaltà che gli conviene, diventa di per sé prodotto artistico o entità estetica libera». Ma è lo stesso Bedino a specificare, in un breve dattiloscritto che mi diede o inviò tanti anni fa, anch’esso leggibile di seguito, gli obiettivi e i metodi del suo lavoro artistico e poetico, scrivendo fra l’altro: «Negli assemblages la spinta concettuale si traduce nella trasformazione di oggetti quotidiani e alienati in oggetti-simbolo, in metafore centrali di una condizione sottintesa o in elementi di una mitologia personale».
Il documento comprende anche, oltre a una fotografia e alla biografia del poeta (riprese dal catalogo della retrospettiva dedicatagli nell’estate 2010 presso il Museo della Carale di Ivrea, con interventi che troveranno spazio in un ulteriore omaggio a Bedino nella sezione “Protagonisti” del sito), la riproduzione del minicatalogo di una sua personale allestita presso la Galleria Triade di Torino nella primavera 1976 con nota critica di Giorgio Brizio, del cartoncino d’invito alla presentazione di Poh!èmes Visuels nelle sale della Galleria Christian Stein il 14 novembre 1974 e infine del bellissimo collage da lui regalatomi con affettuosa dedica datata, come ho scoperto con sorpresa solo ieri, 27 luglio 1977, esattamente trentanove anni or sono.
Maurizio Spatola

http://www.archiviomauriziospatola.com/prod/pdf_geiger/G00267.pdf

 

Torino. Libro di Caterina Davinio: “Alieni in safari” (RobinandSons, 2016)

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Ricevo da Caterina Davinio e pubblico

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Segnalo agli amici vicini e lontani il mio ultimo libro
I recommend my latest book to far and near friends (with English translation)

ALIENI IN SAFARI  / Aliens on Safari

POESIA E FOTOGRAFIA / Poetry and Photography

By Caterina Davinio

Editore / Publisher: Robin & Sons –   pp. 221 – 2016

Suggestioni da viaggi in Africa, India, Nepal, Sud America ed Europa. Con una nota di David W. Seaman e Prefazione di Francesco Muzzioli, tra i maggiori studiosi dell’avanguardia.

Suggestions from some author’s trips to Africa, India, Nepal, South Ameri ca and EuropeWith a Note by David W. Seaman and Preface by Francesco Muzzioli, among the major experts of avant-garde.

ACQUISTI 15 % di sconto / SHOP NOW 15% less: 

http://www.ibs.it/code/9788867408016/davinio-caterina/alieni-safari-testo.html

Giudizi critici / Critics:

la vera questione non è tanto nel rapporto tra realtà e fantasia, che pure si intrecciano con grande piacere ed esiti inconsueti; è piuttosto nel modo in cui è visto l’altrove.[…] L’India, l’Africa: il lettore saprà ricomporre la mappa e gli itinerari. E vedrà che i «venti dell’equatore» riconducono all’origine, e en passant anche a quella personale dei luoghi del vissuto. Ma quello che conta davvero, però, è la trasformazione della mente”(Francesco Muzzioli)

Questo safari è condotto con i mezzi più umili: immaginiamo autobus, risciò, percorsi infiniti con i sandali ai piedi. Ciò la porta a scrivere poesia che si concretizza in frammenti di parole e frasi che vagano nella pagina come inciampando, pellegrini del significato. E l’autrice aggiunge fotografie, immagini in bianco e nero che sembrano rivelare la vita intima dei paesi che visita (David W. Seaman)

The real question is not so much in the relationship between reality and fantasy, which also are interwoven with great pleasure and unusual outcomes; it is rather in the way the elsewhere is seen. […] India, Africa: the reader will recompose the map and routes. And they will see that the “Equatorial winds” lead back to the origin, and, en passant, also to the personal one of the places of life and experience. But what really matters, though, is the transformation of the mind(Francesco Muzzioli)

“This safari is conducted by the most humble means: we imagine buses, rickshaws, endless pathways sandal-footed. This leads her to write poetry that comes together in shreds of words and phrases that straggle down the page like stumbling, dedicated pilgrims to meaning. She adds photographs, black and white images that seem to reveal the intimate life of the countries she visits” (David W. Seaman)

Caterina Davinio (Born in Foggia, 1957): after graduating in Italian Literature, she has worked in the field of new media art with exhibitions, meetings and as a curator, in Europe, Asia, the Americas, Australia, including seven editions of the Venice Biennale and collateral events, the Biennials of Sydney, Lyon, Athens, Merida, Liverpool, Hong Kong and many others. She is one of the pioneers of digital poetry and the founder of net-poetry in Italy. Among her publications are three novels: Color Color (1998), The Sofa on the Rails (2013), Sensibìlia (2015); non-fiction: Techno-Poetry and Virtual Realities (2002) and Virtual Mercury House, about electronic poetry (2011); and the award-winning books of poetry: Serial Phenomenologies (2010), The Book of Opium (2012), Waiting for the End of the World (2012), and Deplorable Facts (2015), and Rumors & motors (2016, digital poetry).

 

www.archiviomauriziospatola.com “Poemas Visuales y Civils”: Joan Brossa. Interventi di B. Ferrando e A. Spatola

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Con questo su Joan Brossa i documenti online nel sito sono ora 139 per complessive 5456, 58 files audio e un video

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Objetos Poemas, Poemas Visuales y Civils: Joan Brossa (1919-1998)
Testi di Bartolomé Ferrando e Adriano Spatola

   Purtroppo non posseggo neppure una copia del libretto di Joan Brossa, Poesie & Visuali, edito da Tam Tam nel 1987 come supplemento al numero 49/52 della rivista fondata da Adriano Spatola sedici anni prima: ringrazio perciò di cuore l’amico Prof. Pier Luigi Ferro, critico e storico della letteratura, nonché poeta egli stesso, per avermene fornito una perfetta scansione, consentendomi così di allestire questo documento su Brossa, imperniato appunto su questa piccola raccolta.
Il grande poeta, scrittore e artista spagnolo, anzi orgogliosamente catalano (per la cui imponente biobibliografia rimando all’esaustiva voce a lui dedicata su Wikipedia), merita di essere qui ricordato per l’imponente contributo dato in sessant’anni alla ricerca di nuovi linguaggi espressivi, non solo in ambito poetico, con audaci sperimentalismi verbovisivi e la graffiante ironia dei suoi versi lineari, ma anche spaziando nei territori del teatro, con una serie innumerevole di lavori multidisciplinari, spesso ispirati, al pari dell’opera poetica, ai funambolismi surrealisti e dadaisti. Antifranchista della prima ora, Brossa manifestò la sua opposizione al regime del Caudillo soprattutto con i suoi Poemes Civils (versione catalana), alcuni dei quali tradotti e spiegati da Adriano Spatola nel primo e ultimo numero della nuova serie di “Malebolge” (1967), pagine di seguito riprodotte. Oltre al librino Tam Tam, con una nota sulle fonti di mio fratello Adriano che ne conferma la precisione prossima alla pignoleria, sono qui riprodotte una decina di opere di Brossa (fra cui tre poemi-oggetto) tratte dal catalogo della mostra Poemas Visuales allestita un anno dopo la morte, nell’autunno 1999, presso la Fundación Picasso di Malaga, catalogo in cui compare anche la bella foto del poeta, autrice Gloria Rueda Chaves. Il breve testo autobiografico scritto da Joan Brossa in catalano e tradotto in castigliano (l’idioma nazionale spagnolo) da Carlos Vitale, parte di un’intervista rilasciata dal poeta nel 1968, proviene dal bel catalogo della grande esposizione Escrito està, poesía experimental en España, organizzata nel 2010 a Valladolid, a cura di Fernando Millán.
Sono invece in italiano due contributi critici che completano il documento: il primo, firmato da Adriano Spatola e intitolato L’abbecedario mentale e visuale di Joan Brossa è comparso nel 1986 sul numero 5 della rivista milanese “Testuale” fondata da Gio Ferri, Gilberto Finzi e Giuliano Gramigna; il poeta e scrittore spagnolo Bartolomé Ferrando è autore del secondo (tradotto da Riccardo Spatola, figlio di Adriano), pubblicato sul numero 49/52 di “Tam Tam” quasi contestualmente all’edizione del libro di Brossa e intitolato Rilievo di alcune caratteristiche salienti nell’ordito “Rua de Llibres” di Joan Brossa.
Maurizio Spatola

http://www.archiviomauriziospatola.com/prod/pdf_protagonisti/P00266.pdf


					

Taormina. Mostra a Palazzo Corvaja: Ezio Gribaudo e i Maestri del Novecento

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Dall’Opera al Libro, dal Libro all’Opera
Ezio Gribaudo e i maestri del Novecento

Palazzo Corvaja, Taormina
19 Luglio – 16 Ottobre 2016

 

Dal 19 luglio al 16 ottobre 2016, Palazzo Corvaja di Taormina ospita la mostra Dall’Opera al Libro, dal Libro all’Opera. Ezio Gribaudo e i maestri del Novecento, nata dalla collaborazione tra Taobuk Taormina International Book Festival e Artelibro Festival del Libro d’ArteL’esposizione, che anticipa la VI edizione di Taobuk (10-16 settembre 2016), il festival delle Belle Lettere fondato e diretto da Antonella Ferrara e Franco Di Mare, è un viaggio tra i protagonisti del XX secolo attraverso l’ampia e variegata raccolta iniziata nei primi anni Sessanta dall’artista ed editore d’arte Ezio Gribaudo.

Ezio Gribaudo (Torino, 1929) si è misurato in prima persona e con successo con la sperimentazione pittorica, scultorea e grafica, ma grazie alla sua lunga e fertile attività di editore d’arte prima con Le Edizioni d’Arte Fratelli Pozzo e poi con Fabbri Editori, e alla sua passione per il collezionismo, ha saputo creare e mantenere un attivo e prolifico dialogo con le personalità artistiche più importanti del XX secolo. Una fitta rete relazionale di frequentazioni e sinergie che ha suggerito di inquadrare la progettualità dell’intellettuale piemontese nel concept dell’edizione 2016, dedicata ad un tema – “Gli Altri” – che postula la necessità dell’apertura, del confronto. E nell’atteggiamento verso l’alterità, rileva in Ezio Gribaudo la predisposizione a coltivare una blasonata pluralità di contatti, maturata e mantenuta nel tempo, alla ricerca dell’altro e dell’altrove.

Le opere in mostra presenteranno un notevole spaccato del contesto culturale e artistico del Novecento, grazie alle relazioni con grandi artisti di cui Gribaudo fu amico, editore e collaboratore, quali Lucio Fontana, Giorgio De Chirico, Hans Hofmann, Hans Hartung, Joan Mirò, Henry Moore, Francis Bacon, Graham Sutherland, Renato Guttuso, Fernando Botero, Jean Dubuffet, Man Ray, Conrad Marca-Relli.

Straordinaria la raccolta di opere, disegni, fotografie, documenti e testimonianze raccolti da Gribaudo nel corso della sua vita, parte dei quali saranno esposti in mostra, accanto ai libri che contribuì a creare a partire dal 1960, tra i quali le Grandi Monografie Fabbri, dedicate a personalità del calibro di Alberto Burri, David Alfaro Siqueiros, Willem de Kooning, Louise Nevelson. Su iniziativa di Gribaudo, alcune copertine furono concepite come interventi artistici inediti degli artisti, come il Taglio realizzato da Lucio Fontana per la copertina della monografia a lui dedicata e scritta dal critico Michel Tapié, o i progetti di Pierre Alechinsky, Hans Hofmann, Hans Hartung, Graham Sutherland, Antoni Tàpies, solo per citarne alcuni.

La mostra raccoglierà anche alcune opere d’arte realizzate dallo stesso Ezio Gribaudo e dei suoi libri d’artista, una delle forme-oggetto a lui più care, alcuni dei quali in esemplare unico con aforismi inediti di Antonio Tabucchi e altri in edizione limitata, tra cui Lo Scultore di carta del 1975, Logogrifi realizzato con il raffinatissimo editore Vanni Scheiwiller nel 1970, fino alle recenti Avventure di Pinocchio realizzate da Tallone nel 2014.

A concludere il percorso, la proiezione del breve documentario su Ezio Gribaudo La Magia bianca di Marco Agostinelli, prodotto nel 2015.


Paola Gribaudo. Libri e librini

In esposizione saranno presenti anche alcuni dei volumi che costituiscono la Collana Disegno Diverso, ideata da Paola Gribaudo, figlia di Ezio e sua più fidata collaboratrice fin da giovanissima, e alcuni dei libri più significativi da lei realizzati nel corso di 35 anni di attività, tra cui l’ultimo, il n. 1000, che racconta la sua personale avventura editoriale.

In conclusione della mostra parte dei volumi esposti curati da Paola Gribaudo saranno donati alla Biblioteca Comunale S. Agostino di Taormina. www.paolagribaudo.org

In occasione della mostra sarà presentato il catalogo Dall’Opera al Libro, dal Libro all’Opera. Ezio Gribaudo e i maestri del Novecento. Paola Gribaudo, libri e librini, edito da Gli Ori. Un’edizione speciale che non solo documenta l’esposizione ma offre anche una lettura sull’editoria d’arte attraverso la storia di Ezio e Paola Gribaudo.

Taormina International Book Festival

Proseguendo la storica vocazione di Taormina come culla dell’incrocio di culture e della Bellezza, il Festival Taobuk ha restituito alla città il primato di capitale delle Belle Lettere. Protagonisti della letteratura mondiale e dell’arte, del giornalismo e delle istituzioni si ritrovano a Taormina guardando a temi cardine dell’attualità da un osservatorio privilegiato.

Con un programma ricco di grandi mostre e progetti innovativi, la kermesse si svolge grazie al sostegno del Comune di Taormina e della Regione Siciliana, con il concorso di autorevoli partner privati come l’Associazione Albergatori di Taormina www.taobuk.it

 Artelibro Festival del Libro d’Arte

Dalla sua fondazione nel 2003 e per le sue undici edizioni successive, Artelibro ha trasformato Bologna nella capitale del libro d’arte contemporaneo, antico e di pregio, coinvolgendo tutte le più importanti istituzioni cittadine, pubbliche e private, nell’organizzazione di mostre, conferenze, laboratori didattici e incontri professionali, oltre alla grande mostra mercato di Palazzo Re Enzo, sua sede principale. Oggi l’obiettivo di Artelibro è quello di patrocinare nuove iniziative e partnership su tutto il territorio nazionale. www.artelibro.it

Orari: 10.00-13.00; 16.00-22.00

Biglietto: € 7,00  

Enti Promotori:
Taobuk Taormina International Book Festival
Presidente: Antonella Ferrara
Direttore: Artistico Franco Di Mare
Artelibro Festival del Libro d’Arte
Presidente: Maddalena Bracchetti

Con il patrocinio di:
Città di Taormina
Sindaco: Eligio Giardina
Assessore alla Cultura: Mario D’Agostino
Dirigente Ufficio Cultura: Giovanni Coco

Progettazione e Ufficio Stampa a cura di:
Catalogo edito da Gli Ori a cura di Paola Gribaudo
Collezione privata Ezio Gribaudo www.eziogribaudo.com

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