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Milano. Mudima, edizioni del verri: “Buon compleanno Luciano Anceschi”

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Piacenza. Conversazione con Rossini: William Xerra alla Sala dei Teatini

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Rossini “Vive”,
alla Sala dei Teatini l’arte di William Xerra

L’arte di William Xerra dialoga con la musica rossiniana sabato 17 febbraio alle 21 alla Sala dei Teatini in occasione di “Rossini vive”. Ingresso libero

Nel 150° anniversario della morte di Gioachino Rossini la Fondazione Teatri di Piacenza celebra il genio pesarese con Rossini “Vive” , in programma sabato 17 febbraio alle ore 21 alla Sala dei Teatini di Piacenza. Lo spettacolo, aperto alla città, vedrà in dialogo continuo la musica rossiniana  con l’opera di William Xerra, grande protagonista della stagione dell’avanguardia e della poesia visiva e dell’arte italiana contemporanea, presente in Europa ed America con le sue opere, e particolarmente legato alla «sua» Piacenza, dove vive e lavora.

Ideato e diretto da Emanuela Marcante e Daniele Tonini,  che portano avanti una pluriennale ricerca legata al repertorio del teatro musicale italiano in relazione  alla letteratura e alle arti visive, lo spettacolo unisce canto, melodie e testi recitati.  Il canto e le emozioni delle storie del teatro rossiniano s’intrecciano a momenti di fantasia poetica e a una storia nella storia: un Regista e il suo trovarsi di fronte alla musica e all’arte, in un dialogo tra un compositore di teatro e ad un artista contemporaneo. Attraverso brevi racconti suddivisi in Amori Incursioni si percorrerà così anche l’esperienza artistica di William Xerra. Uno dei temi portanti della sua ricerca è proprio quello del “VIVE” che ritroviamo come impronta ricorrente nelle sue opere, un vive che da riferimento tipografico legato al ripristino di una sezione di testo cancellata diventa elemento di evocazione esistenziale e artistica di profondo significato. Un altro tema che percorre la sua arte è  “IO MENTO”, del mentire nella vita e nell’arte, e di come l’arte possa essere un sipario – come quello preparato da Xerra per lo spettacolo – che copre e che svela.

Il gioco di rimandi tra la sua arte e il teatro di Rossini tornerà nello spettacolo, che vedrà in scena Daniele Tonini (voce recitante, canto e flauto) Emanuela Marcante (voce recitante e pianoforte),  come evocazione di percorsi visivi, narrando come il continuo sperimentare nell’arte e nella musica sia spinta incessante verso sempre nuove domande sull’uomo, sul senso dell’arte e sul suo orizzonte.

Uno sperimentare che vive in Rossini nei crescendo, nei giochi compositivi, nei temporali: tutto così si mescolerà nello spettacolo  in un continuo succedersi di narrazioni e incursioni, di musiche e di teatro in dialogo con l’arte di  Xerra.

Corato (BA). “CentodAutore”, Eureka: “Intuizioni” di Gian Paolo Roffi

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Associazione Culturale EUREKA

EUREKA edizioni

 Tredicesima pubblicazione della collana CentodAutore:

Intuizioni di Gian Paolo Roffi

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L’Associazione Culturale EUREKA di Corato (Bari) propone la tredicesima pubblicazione nella collana “CentodAutore”, curata da Rossana Bucci e Oronzo Liuzzi, la nuova raccolta poetica di Gian Paolo Roffi, “Intuizioni”, con la formula rappresentativa ed esclusiva: 100 esemplari in piccolo formato, numerati, firmati e personalizzati da interventi diretti degli autori con un loro segno distintivo di originalità che rende il libro un connubio unico di poesia e di arte.

Dalla nota introduttiva dell’Autore: <<“Intuire”: dal latino in-tueri, “guardare dentro”, da cui intuitione(m) col doppio significato di “immagine riflessa nello specchio” e “contemplazione”. Dunque, guardare dentro le cose, le occasioni, le situazioni. Guardare, anche, l’immagine di sé come “altro da sé” da osservare, da “contemplare”.

Alter ego

1.

specchio ritardatario di coscienza

specchio d’adolescenza

profetica valenza:

questa immagine     questa

tarda risoluzione.

questa ripetizione

di sistemi abusati

di moduli rinviati

di ricorsi obbligati.

restano tracce avare     contenute.

si contendono mute

la doppia coerenza

 *

Gian Paolo Roffi è nato nel 1943 a Bologna, dove vive e lavora.

Proviene, per studi e attività, dall’area letteraria, alla quale continua a fare riferimento. Ha scritto testi per spettacoli musicali (Con gli occhi di Simone, cantata dedicata alla scrittrice e militante rivoluzionaria Simone Weil, 1978; Ricordando Milly, 1981). All’inizio degli anni ’80 è venuto in contatto con l’area della “Poesia Totale”, collaborando intensamente con Adriano Spatola fino alla sua scomparsa. Ha pubblicato le raccolte di poesia Reattivi (1984), Madrigali (1986), Perverba  (1988) nelle edizioni di “Tam Tam”; e Contesti (Riccardi, 1997).
Attivo nel campo della poesia sonora, ha partecipato a numerose rassegne ed è presente in antologie-cassetta, LP e CD in Italia e all’estero. Nel 2009 ha raccolto la sua produzione sonora nell’album di 2 CD Vox (Edizioni d’Arte Félix Fénéon). E’ stato redattore delle riviste “Tam Tam”, “Baobab”, “Dopodomani”. Ha fatto parte del gruppo di poesia sonora “Baobab” e del gruppo d’intervento artistico “I Metanetworker in Spirit”. Nel 2008 assieme a tre musicisti ha formato il “Jazz Poetry Quartet”.
Come poeta visivo, ha realizzato la serie ditavole “L’immagine del respiro” (1986-87) e le successive “Schizografie” (1988-89 e oltre); ha pubblicato Voli, testo verbo-visivo (Edizioni Colombo, 1991); Segni & Segni, poema visuale (Il Navile Edizioni, 1997); Letterale (Ed. Offerta Speciale, 2000); Della Luna (Ed. d’Arte Félix Féneon, 2008); Syncrasies (Ed. d’ArteFélix Féneon, 2011); Sintassi dei frammenti (Campanotto Editore, 2013), Recovered Words (Edizioni Peccolo, 2016). Ha tenuto numerose esposizioni personali e ha partecipato ad esposizioni collettive in molti paesi del mondo. Il collage, il libro-oggetto, l’assemblaggio sono le forme prevalenti del suo lavoro artistico, sempre legato al fenomeno del linguaggio e alla visualizzazione della scrittura.
Nel 2016 Pasquale Fameli gli ha dedicato la monografia Gian Paolo Roffi. La quadratura del cerchio (Campanotto Editore).

*

Gian Paolo Roffi

Intuizioni
100 esemplari numerati con interventi manuali dell’autore

CentodAutore

a cura di Rossana Bucci e Oronzo Liuzzi

EUREKA Edizioni

Associazione Culturale EUREKA
Via T. Tasso, 30 – 70033 Corato (BA)
e-mail: eureka.corato@gmail.com
rossanabucci@libero.it
oronzoliuzzi@hotmail.com
www.facebook.com/associazione.culturale.EUREKA

tel. 080.8984258

cell. 349.8684908 – 320.4229046

CentodAutore
VOLUMI PUBBLICATI

  1. Alfonso Lentini, Illegali vene (2014)
  2. Eugenio Lucrezi, Nimbus (2015)
  3. Rossana Bucci – Oronzo Liuzzi, DNA (2015)
  4. Antonino Contiliano – OnDevaStar (2015)
  5. Giorgio Moio – Sui crespi marosi (2016)
  6. Francesco Aprile – Entropia del fuoco (2016)
  7. Carla Bertola – Ritrovamenti (2016)
  8. Antonio Spagnuolo – SOSPENSIONI (2016)
  9. Alberto Vitacchio – IL TORPORE DEI GRADINI (2017)
  10. Michele De Luca – Parvenze (2017)
  11. Cristiano Caggiula – Tagli e credenze (2017)
  12. Giovanni Fontana – PENULTIME BATTUTE (2017)
  13. Gian Paolo Roffi – Intuizioni (2018)

Firenze. Patrick Joel Tacheda Yonkeu: “Versi di Vetro” a Villa Romana

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16.02.                     30.03.2018

Versi di Vetro
Patrick Joel Tacheda Yonkeu

inaugurazione della mostra, che si terrà venerdì 16 Febbraio alle ore 19.

Orari di apertura: da martedì a venerdì, dalle ore 14 alle 18 e su appuntamento

BHMF in collaborazione con Villa Romana
A cura di Janine Gäelle e Justin Randolph Thompson

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Il progetto è dedicato a coloro che sono morti nel mare Mediterraneo nella speranza di trovare un futuro prospero.

La storia dell’umanità e la storia delle migrazioni dell’uomo sono identiche: il fenomeno inizia nella notte dei i tempi e perdura fino ad oggi, anche se i motivi degli spostamenti variano a seconda dell’epoca.
Le politiche governative internazionali hanno evidente difficoltà ad affrontare il fenomeno (Operazione Mar nostrum, Frontex).
Diceva un vecchio saggio africano: “Quando il vento soffia, non bisogna andarci contro ma, come un vecchio marinaio, sfruttare la sua direzione e il suo movimento per orientarsi.”
Di fatto, sia quei fenomeni che hanno spinto la gente a muoversi, che la fragile situazione politico-economica Europea hanno già causato troppe morti.
I versi lontani di chi, in preda alla disperazione, alla paura o alla miseria ha lasciato parenti, affetti, corpo e anima, risuonano come un eco della campana del giudizio universale.
L’artista si propone come traghettatore; Si! Come Caronte!
Attraverso la realizzazione di un’opera scultorea ed installativa vuole mediare tra le vittime e la società affinché i sopravvissuti possano essere accolti, ascoltati, accuditi e protetti perché sono gli unici testimoni di questa tragedia.
Versi di vetro vuole essere un santuario che offrirà al pubblico l’opportunità di condividere un momento commemorativo con i sopravvissuti a questa tragedia umana.

Patrick Joel Tacheda Yonkeu è nato il 26 maggio 1985 a Douala, Camerun. Ha ricevuto un’educazione cattolica scientifica e religiosa dal St Jean Baptiste de Bangangtè College. Sempre attivo tra arte e studi scientifici, dedica finalmente il suo tempo all’arte in Italia nel 2009. Ha ottenuto una borsa di studio per l’Accademia delle Belle Arti e si è diplomato in pittura. Il suo lavoro riguarda le condizioni umane, la spiritualità e la libertà nella nostra società contemporanea. Pittura, scultura e installazione sono i suoi media. Si considera un ricercatore di belle arti.

Milano. Letture da Dante a Caproni: Casa della Poesia, ‘Variazioni sull’amore’

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giovedì 15 febbraio, ore 19:30 – LABORATORIO FORMENTINI


Variazioni sull’amore
a cura di Amos Mattio

L’amore casto – ma non sempre – in Dante e Petrarca, ma anche la passione erotica del Marino, l’amore impossibile di Leopardi e l’amore innamorato di Caproni.

L’amore multiforme e variegato guiderà un percorso, tra tanti possibili, attraverso la letteratura italiana dal Duecento al Novecento.

La Casa della Poesia, Laboratorio Formentini, via Formentini 10,Milano – Ingresso libero

 

La Casa della Poesia di Milano
web: http://www.lacasadellapoesia.com
e-mail: segreteria@lacasadellapoesia.com

Come raggiungere con i mezzi pubblici via Formentini 10 – Milano:
Metro: M2 Lanza, M3 Montenapoleone, M1 Cordusio
Tram: 2, 4, 12, 14
Autobus 57, 61

 

 

Roma. Gianni Toti alla Casa Totiana: “Prima Parola, la Parola Poesia”

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Per maggiori informazioni sull’eclettico e vulcanico poeta-artista Gianni Toti vedi in http://www.archiviomauriziospatola.com:
http://www.archiviomauriziospatola.com/ams/aziende/ams/prod/pdf_protagonisti/P00214.pdf?a=5a75afbb41e25

 

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Gianni Toti era un visionario. Uno che gli occhiali per la realtà aumentata se li era disegnati addosso in tempi non sospetti. E immaginava nuvole, profetici “cloud”, che collegassero dati e contenuti. Gianni Toti viaggiava con una macchina fotografica truccata dove un campanello, posto tra l’otturatore e l’obiettivo, gli consentiva di cogliere di sorpresa quanto lo circondava. Portava al collo un borsello pieno di penne, matite, pennarelli. Passeggiava per le capitali del mondo con la telecamera accesa a penzoloni, perché voleva vedere la realtà da altri punti di vista. E non smetteva mai di commuoversi di fronte al cielo azzurro, agli alberi e ai versi di Majakovskij. Poeta, cineasta, giornalista, inventore irriverente di neologismi e di non-libri, alla ricerca ostinata del pensiero non ancora pensato, a 60 anni Toti si avvicina a una consolle elettronica in uno studio televisivo. Diventa poetronico. Compone dapprima videopoesie, poi VideoPoemOpere. La tecnologia elettronica, per non parlare in seguito del digitale, gli consente di realizzare ciò che prima era stato solo un suo miraggio: trasformare le parole e i pensieri in immagini-sonore, e suoni immaginati, in movimento. Questo oggetto-libro che avete tra le mani è un omaggio che La Casa Totiana dedica a Gianni Toti (1924-2007) a dieci anni dalla sua scomparsa, e un tributo al suo universo poetico che si è sviluppato nei decenni e articolato attraverso vari media: “La mia immaginazione attendeva le tecnologie elettroniche!” diceva spesso. Cosa avrebbe sperimentato oggi Gianni Toti? Alla domanda ha risposto La Casa Totiana realizzando le “Cartaviglie in realtà aumentata” con il contributo della start-up innovativa Poetronicart e della casa editrice Rubbettino. 6 tavole libere e una app mobile scaricabile su dispositivi android e Ios, per esplodere gli indizi poetici entrando in universi espansi da esplorare attraverso animazioni, interviste, contributi grafici e video. Eccolo, il multi-verso di Gianni Toti.

La Casa Totiana
«La parola poesia è la prima poesia. Pensieri e immagini di Gianni Toti sulla poesia»
Rubbettino, 2017
€ 14,00

www.archiviomauriziospatola.com: Renzo Margonari, pittore parasurrealista Prefazione di Adriano Spatola: documento online dal 7 maggio 2013

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Renzo Margonari  pittore parasurrealista, Adriano Spatola dixit (1966)
Quarantasette anni fa, il 7 maggio 1966, lo stesso giorno in cui metto in rete questo raro documento, s’inaugurava alla Galleria Scipione di Macerata, una personale del giovane pittore mantovano Renzo Margonari, classificabile fra gli artisti impegnati nella ricerca di nuove forme espressive, insomma d’avanguardia. Per l’occasione  venne confezionato l’originale piccolo catalogo, di seguito riprodotto, caratterizzato da un’apertura circolare fustellata nella copertina e nelle prime cinque pagine, che lascia intravedere la parte superiore di un’opera riprodotta nel sesto foglio. La presentazione che scorre lungo le pagine del mini catalogo è firmata da Adriano Spatola e una volutamente caotica poesia di Giorgio Celli su le tentazioni del surrealismo suggella il tutto.

L’autore della presentazione da un paio d’anni aveva creato sulla rivista letteraria modenese “Malebolge”, con Giorgio Celli, Corrado Costa e altri, i presupposti di un movimento “parasurrealista” (vedi nel sito  al punto 5 di questa sezione) che si proponeva, attraverso una rivisitazione “a freddo” del Surrealismo, di rimettere in gioco formule e tecniche bretoniane per scardinare una situazione letteraria e artistica che si andava impigrendo, pur nelle schermaglie di una nascente ma già schematica avanguardia. Gli venne facile perciò, prendendo spunto dai richiami surrealisti evidenti nell’opera di Margonari, inquadrare l’artista mantovano, cui era già legato da amicizia, in una cornice parasurrealista che portava acqua al suo mulino. D’altronde gli elementi c’erano tutti, per Adriano, che riteneva Margonari allo stesso tempo  “complice e risultato di questo discorso”. Complice perché il pittore “ha lavorato per anni in un’atmosfera completamente surrealista, impregnata del gusto sadico e violento del surrealismo tipico tra le due guerre”. E risultato perché “coinvolto a sua insaputa (anche se per una sua personale ricerca svolta coscientemente) nell’area di una poetica parasurrealista”. Il prefatore non esitava a collegare il lavoro di Margonari a un tema a lui caro, costituente una delle basi dell’ ipotesi parasurrealista (nella parte desunta dall’ultimo Breton, anarchicheggiante), individuando nell’opera dell’artista lo scorrere di “una vena anarchica che non è altro che il sottofondo indispensabile a una poetica parasurrealista che veda nella pittura qualcosa di più di una buona occasione per dimostrare pubblicamente la validità di un teorema estetico di partenza”.

Un mese e mezzo prima dell’inaugurazione della mostra di Macerata, il 19 marzo ’66, era apparsa sulla “Gazzetta di Mantova” un’intervista rilasciata da Adriano Spatola a un collaboratore di quel giornale, Renzo Margonari. Gli argomenti erano il romanzo sperimentale L’oblò di Spatola pubblicato nel 1964 da Feltrinelli e il ruolo degli scrittori della neoavanguardia rispetto a una critica letteraria perplessa, se non addirittura scandalizzata. L’articolo è qui riprodotto al termine del documento, insieme con una recente biografia dell’artista, ripresa dal suo sito personale che invito a visitare (www.renzomargonari.it). La fotografia che ritrae Renzo Margonari e Adriano Spatola insieme a Roma è stata scattata  alla  fine degli anni ’60.
Maurizio Spatola

http://www.archiviomauriziospatola.com/ams/aziende/ams/prod/pdf_archivio/A00186.pdf?a=5a731057f37f0

Casagiove (CE). Mostra al Museo Rossi: “Mail Art: da una tecnica all’altra”

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Mail Art: da una tecnica all’altra
mostra internazionale a cura di Angela Caporaso e Giuseppe Di Meo

3/2/2018 – 11/2/2018

Casa Museo Rossi – Casagiove (Caserta)

Vernissage : sabato 3 ore 17

Mail Art: da una tecnica all’altra  è una mostra di artisti internazionali che  si articola in 2 sezioni:  nella prima troviamo alcune opere tratte dalla collezione privata di mail art di Angela Caporaso; una collezione nata allorquando ella ha incominciato a frequentare l’affascinante ed insolito mondo dei mail artisti e ad intrattenere con loro il “noto interscambio artistico”, vero fulcro della mail art, pratica codificata come linguaggio autonomo negli anni sessanta ad opera soprattutto di Ray Johnson, esponente americano della pop art.
La seconda sezione invece, pur mantenendo la linea ispiratrice sopradescritta, focalizza la sua attenzione sulla mail art fotografica, mutuata dall’ambito F.I.A.F. (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) e vi possiamo ammirare alcune fotocartoline collezionate da Giuseppe Di Meo.

La differenza tra le opere esposte nelle due sezioni consiste soprattutto nella tecnica usata per la loro realizzazione. Infatti mentre i lavori presenti nella prima sezione – artistamp e  altered envelope soprattutto – sono realizzati con fantasiosi timbri artistici multicolori, collage, acquerello o matita,  le fotocartoline si distinguono per la totale libertà espressiva e l’utilizzo delle più svariate tecniche fotografiche, dalle cosiddette analogiche  a quelle sviluppate con mezzi digitali, qui anche veicolata mediante la manifestazione a tema “FotoApPosta” caratterizzata dall’intrinseca unione del francobollo tematico all’immagine fotografica.

Dopo aver posto l’accento sulle differenze diremo che caratteristica comune ai vari lavori presentati in entrambe le sezioni è che essi sono stati   tutti  rigorosamente inviati per via postale perché condizione necessaria e imprescindibile della mail art è l’uso del mezzo postale. Non a caso infatti la diretta antesignana di questa pratica artistica va ricercata nella cartolina postale che si diffuse in Europa sul finire del diciannovesimo secolo; difatti la prima nazione a dotarsi di questo mezzo di comunicazione fu l’Austria nel 1869, mentre in Italia per vedere in circolazione le prime cartoline postali dobbiamo aspettare il 1 ° gennaio del 1874.

Artisti – dalla collezione di Angela Caporaso
Lello Agretti (Italia) – Eva Albiol (Marocco) – Maria Darmeli Araujo (Brasile) – Derya Avci (Turchia) – Diego Axel Lazcano (Argentina) – Amuldo (Paesi Bassi) – Tiziana Baracchi (Italia) – Vittore Baroni (Italia) – Sabel Baña (Spagna) – Pier Roberto Bassi (Italia) – Cecilia Bossi (Italia) – Carlos Botana (Spagna) – Kevin Brandtner (Austria) – Carmen Bressa (Argentina) – Laurence Bucourt (Francia) – Mirta Caccaro (Italia) – Mara Caruso (Italia) – Lamberto Caravita (Italia) – Bruno Cassaglia (Italia) – Maria Teresa Cazzaro (Italia) – Bruno Chiarlone (Italia) – Chorianopoulou Maria (Grecia) – Ryosuke Cohen (Giappone) – Mabi Col (Italia) – Enzo Correnti (Italia) – Carmela Corsitto (Italia) – Joan Desmond (USA) – Marcello Diotallevi (Italia) – Maurizio Follin (Italia) – Graziana Giunta (Italia) –  Rosa Gravino (Argentina)  – John Held (USA) – Eni Ilis  (Brasile)  – Miguel Jimenez (Spagna) – Joel Lambeth (Australia) – Thierry Lambert (Francia) – Pierpaolo Limongelli (Italia) – Juan Lopez de Ael (Spagna) – Ruggero Maggi (Italia)  – Maria Grazia Martina (Italia) –  Virginia Milici (Italia) – Maya Lopez Muro (Italia) –  Clemente Padin (Uruguay) – Walter Pennacchi (Italia) – Antonella Prota Giurleo (Italia) – André Robèr (Francia) – Ina Ripari (Italia)  – Claudio Romeo (Italia)   – Marino Rossetti (Italia)  – Antonio Sassu (Italia) – Roberto Scala (Italia)  – Lucia Spagnuolo (Italia) – Renata e Giovanni Strada (Italia)  – Mikel Untzilla (Spagna) – Ka Van Haasteren (Paesi Bassi) – Cyril R. Vergnaud (Taiwan).

Artisti – dalla collezione di Giuseppe Di Meo
Monica Giudice (Milano) – Roberto Zuccalà (Roma) – Antonio Grassi (Milano) –  Carlo Gallerati (Roma) – Luigi Franco Malizia (Bergamo) – Giorgio Rigon (Bressanone) –  Maria Vodarich (Cesenatico) – Claudio Andronico (Roma) –  Antonio Corvaia (Frosinone) – Roberto De Leonardis (Milano) – Cristina Bartolozzi (Firenze) –  Walter Turcato (Milano) – Massimo Bardelli (Ancona) –  Bruno Colalongo (Pescara) –  Cristina Paglionico (Forlì) – Marco Romualdi (Roma).

Dalla edizione 2017 di FotoApPosta
Giorgio Tani (Firenze) – Teresa De Quartery (Caserta) –   Valeria Di Maggio (Taranto) – Giorgio Paparella (Savona) – Luigi Sala (Milano) – Lino Aldi (Milano) – Lucia Leone (Manfredonia) –  Mariano Fanini (Roma) –  Mario Ingrosso (Milano) –  Roberto Rognoni (Milano)  – Vito Lisi (Napoli) – Alfonso Caccavale (Napoli) –  Barbara Cantiello (Caserta) – Michele Vitulano (Manfredonia).

CASA MUSEO ROSSI
via Jovara 6/8 Casagiove (CE)
cell:338 7664471 – Tel:0823468794

Sito internet:  http://www.giusepperossi.it –  email: casamuseorossi@gmail.com – Youtube: “rossiscultore”

Youtube: https://youtu.be/ISYR3Q-pBqs

Facebook: https://www.facebook.com/giuseppe.rossi.798278 Facebook: Casa Museo Rossi

Aperto dal martedi al sabato dalle 15:00 alle 19:00 o su appuntamento

 

 

 

Auschwitz 27.1.’45, per non dimenticare: Yitzhak Katzenelson, poesia ritrovata

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Mi unisco alle tante iniziative in questo Giorno della Memoria, legato alla “liberazione” dei superstiti nel campo di sterminio di Auschwitz, da parte di unità dell’Armata Russa, pubblicando una poesia scritta in prigionia da una vittima ebrea dei nazisti, Yitzhak Katzenelson. Questi versi (tratti dalla raccolta) Il canto del popolo ebraico massacrato (Giuntina, Firenze 1995 – prefazione di Primo Levi), scritti in yiddish, insieme con altri vergati su fogli di carta arrotolati e infilati in una bottiglia, erano stati affidati dal poeta a un’amica anch’essa deportata, Miriam Novitch, che li aveva sepolti sotto un albero ben riconoscibile: sopravvissuta all’Olocausto, fu in grado di recuperarli.poesia.jpg