Modena. “Conversando con gli autori”: Enrico Trebbi e Paolo Valesio

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Genova. Jane Austen e Mary Shelley; Palazzo Ducale, “Maestre di Scrittura”

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BookPride Genova

22 ottobre ore 15-17

Palazzo Ducale  SALA MINOR CONSIGLIO

MAESTRE DI SCRITTURA

Jane Austen e Mary Shelley, due secoli di grandezza

con Massimo Bacigalupo (docente universitario), Anna Maria Crispino (direttora editoriale di Iacobelli), Carla Sanguineti (studiosa e artista)

coordina Silvia Neonato (giornalista del Secolo XIX e di Leggendaria)

Nel 1817 muore Jane Austen che lascia sei romanzi perfetti, ambientati nella provincia inglese del tempo, che ancora leggiamo con grande piacere e divertimento e dai quali sono stati tratti, anche recentemente, molti film di successo. Nel 1817, un’altra autrice inglese, la diciannovenne Mary Shelley inventa il primo essere non nato di donna della storia della letteratura: il mostro fabbricato dal dottor Frankenstein. Due secoli dopo, vengono celebrate e raccontate due maestre di scrittura che sono entrate a far parte del canone e dell’immaginario occidentale come capostipiti di due generi letterari.

A cura di Odei

Milano. Incontri alla Casa della Poesia: “Poeti oltre alla Siepe”, Géza Szocs

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giovedì 19 ottobre, ore 19:30 – LABORATORIO FORMENTINI

Poeti oltre la siepe: Géza Szocs

a cura di Tomaso Kemeny

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Geza Szocs, ribelle al regime del tiranno rumeno Ceausescu, imprigionato, esiliato contribuì alla caduta del regime. Fondatore del Partito Democratico della minoranza Ungherese in Romania, oggi è il Presidente del Pen Club Magiaro.

Tradotto in tante lingue, compreso il cinese e il russo è recentemente uscito negli USA, e il fondatore del Gran Premio Intenazionale Ianus Pannonius. La sua poesia, ora volta in italiano da Tomaso Kemeny per Jaca Book, è straordinaria per intensità tragica non priva di ironia e di originale tensione lúdica. Szocs riesce a sintetizzare in modo inedito il tono épico tradizionale con le avventure formali della poesia sperimentale.

nuova sede in via Formentini 10 – ingresso libero

La Casa della Poesia di Milano
web: www.lacasadellapoesia.com
e-mail: segreteria@lacasadellapoesia.com

 Come raggiungere con i mezzi pubblici via Formentini 10 – Milano:
Metro: M2 Lanza, M3 Montenapoleone, M1 Cordusio
Tram: 2, 4, 12, 14

Caltanissetta. Omaggio a Bruno Munari: “Sculture da viaggio” all’Interdisciplinare

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“Sculture da Viaggio omaggio a Bruno Munari”
a cura di Calogero Barba

dal 14 Ottobre al 15 Novembre 2017

Caltanissetta – Inaugurata sabato 14 Ottobre 2017 alle ore 18,00 presso il Museo Regionale Interdisciplinare di Caltanissetta, diretto dall’arch. Giovanni Crisostomo Nucera, la mostra dal titolo “Sculture da Viaggio omaggio a Bruno Munari”, un omaggio a 110 anni dalla nascita dell’artista, insigne protagonista delle avanguardie storiche del Novecento fin dai primissimi anni Trenta e delle ricerche estetiche e artistiche internazionali, grande anticipatore della comunicazione e del design creativo del XX secolo. L’esposizione gode del patrocinio dell’AMACI in occasione della tredicesima Giornata del Contemporaneo.
La mostra a cura di Calogero Barba è realizzata in collaborazione con l’Associazione Culturale QAL’AT Artecontemporanea e l’Archivio di Comunicazione Visiva e Libri d’Artista.
L’esposizione si inoltra nel versante della scultura leggera, inventata e sperimentata da Munari a partire dagli anni cinquanta.
Sculture pieghevoli da mettere in valigia e portare con sé, lungo il proprio viaggio nel mondo, in modo da portarsi dietro un elemento del mondo culturale proprio da installare su piani o mensole di una impersonale stanza d’albergo.
Agli artisti invitati è stato chiesto di progettare e reinventare la scultura da viaggio con materiali come carta, cartoncino, legno, lamierino, acetato, silicone o altro, mettendo in evidenza la dimensione “volumetrica/spaziale” e al contempo la leggerezza della scultura non celebrativa discesa dal piedistallo e posta in qualsiasi anonimo basamento di uno spazio fruibile interno o esterno. Piccole opere in forma di scultura realizzate e progettate in bozzetti prototipo sviluppate con elementi plastici capaci di dialogare con lo spazio circostante attraverso svariate elaborazioni di forme, volumi, colore e luci.
Questa è stata l’idea artistica e creativa magistralmente concepita molti anni fa da Munari intesa come vita, lavoro e gioco dell’attività creativa e manipolativa dei materiali.
Gli artisti invitati si sono concentrati sui diversi aspetti dei materiali manipolabili e leggeri pensando in maniera tridimensionale e, tramite lo studio strutturale geometrico di piani e linee, hanno sviluppato nuove idee con forme tridimensionali e volumetriche che interagiscono fra di loro e lo spazio. La mostra propone 66 opere, dove la scultura si manifesta nella sua essenza plastico-spaziale anche in forma di libro-oggetto-sfogliabile che diventa altro manufatto: opera indipendente, oggetto creativo sperimentale.
Opere di: Giuseppe Agnello, Paolo Albani, Fernando Andolcetti, Dmytri Babenko, Tiziana Baracchi, Calogero Barba, Umberto Basso, Anna Boschi, Rossana Bucci, Nicola Busacca, Francesco Antonio Caporale, Gianni Caruso, Maria Teresa Cazzaro, Ryosuke Cohen,Tonia Copertino, Eleonora Cumer, Teo De Palma, Marcello Diotallevi, Giovanna Donnarumma, Juan Esperanza, Roberta Fanti, Cinzia Farina, Fernanda Fedi, Luc Fierens, Ivo Galassi, Antonella Gandini, Rosario Genovese, Gino Gini, Lillo Giuliana, Mario Glauso, Nando Granito, Francesco Grasso, Alessio Guano, Paolo Gubinelli, Gennaro Ippolito, Emily Joe, Mario Lagos, Michele Lambo, Margherita Levo Rosemberg, Oronzo Liuzzi, Ruggero Maggi, Renzo Margonari, Patrizio Maria, Virginia Milici, Gabi Minedi, Massimo Palumbo, Enzo Patti, Franco Panella, Alexey Parygin, Giancarlo Pavanello, Natale Platania, Franco Politano, Giovanni Proietto, Giuseppina Riggi, Salvatore Salamone, Antonio Sassu, Alba Savoi, Roberto Scala, Attilio Scimone, Danilo Sergiampietri, Lucia Spagnolo, Franco Spena, Delfo Tinnirello, Agostino Tulumello, Giovanna Vinciguerra, Andrea Vizzini, Nicola Zappalà.

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Rovereto (TN). “In font we trust!”: tipografia e arte a Casa Depero

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In font we trust!
Arte e tipografia
dalle Collezioni del Mart

Casa d’Arte Futurista Depero
14 OTTOBRE 2017 / 28 GENNAIO 2018
“Io inizio una rivoluzione tipografica, diretta contro la bestiale e nauseante concezione del libro di versi passatista e dannunziana, la carta a mano seicentesca, fregiata di galee, minerve e apolli, di iniziali rosse a ghirigori, ortaggi mitologici, nastri da messale, epigrafi e numeri romani. Il libro deve essere l’espressione del nostro pensiero futurista. “
Filippo Tommaso Marinetti
Nelle sale del museo fondato dal creatore del Libro imbullonato, un affascinante viaggio nel mondo dell’arte e della tipografia attraverso le Collezioni del Mart e dell’Archivio del ’900.
La Casa d’Arte Futurista Depero ospita un percorso intermediale tra opere, manifesti, editoria sperimentale e documenti d’archivio che esplora il complesso rapporto tra arte e tipografia nel XX secolo. 

Nelle sale del museo fondato da Fortunato Depero, maestro della rivoluzione tipografica futurista, la mostra prende avvio dalle sperimentazioni promosse da Filippo Tommaso Marinetti nel manifestoL’immaginazione senza fili e le parole in libertà (1913). Qui viene teorizzato per la prima volta l’utilizzo simultaneo di più caratteri tipografici e in corpi diversi, pratica che caratterizza l’intera produzione editoriale dei futuristi a partire dal rinomato Zang tumb tuuum. Adrianopoli ottobre 1912 parole in libertà(1914).
Le innovazioni introdotte da Marinetti e dai suoi sodali trovano riscontro anche nelle ricerche tipografiche portate avanti dai dadaisti e dalle avanguardie russe. Queste importanti vicende sono documentate in mostra da pregevoli edizioni conservate in massima parte nell’Archivio di Nuova Scrittura e nel fondo archivistico-librario Denza, dai quali provengono anche le numerose testimonianze di editoria periodica sperimentale del secondo Novecento inserite nel percorso espositivo.
A partire dagli anni Cinquanta, l’eredità delle avanguardie storiche torna a fiorire nell’ambito delle ricerche verbovisuali, incentrate sulla relazione tra parola e immagine. Ne fanno parte movimenti artistici come la Poesia concreta, rappresentata tra gli altri da Carlo Belloli e dal gruppo Noigandres, la Poesia visiva, con gli artisti del Gruppo 70, Fluxus e l’Arte concettuale. Queste pratiche caratterizzano le linee di indagine del Mart e sono protagoniste della mostra allestita negli spazi di Casa Depero, dove figurano tra le altre opere di Vincenzo Agnetti, Alain Arias-Misson, Alighiero Boetti,Jean-Francois Bory, Henry Chopin, Paul De Vree, Emilio Isgrò, Ketty La Rocca, Lucia MarcucciStelio Maria Martini, Maurizio Nannucci, Giulia Niccolai e Giovanna Sandri.
Completano il percorso opere di Mail Art, come una serie di francobolli d’artista di Piermario Ciani, i collages di Pablo Echaurren e le creazioni di alcuni protagonisti indiscussi del graphic design internazionale, come AG Fronzoni e Leonardo Sonnoli, che per la mostra ha realizzato un manifesto a disposizione di tutti i visitatori. 

A cura di Nicoletta Boschiero e Duccio Dogheria

CASA D’ARTE FUTURISTA DEPERO
Via dei Portici 38, 38068 Rovereto (TN)

Contatti
T 0464 431813
Numero verde 800 397760
info@mart.trento.it

Orari
Martedì – Domenica 10.00 – 18.00
Lunedì chiuso

Aperture festive e straordinarie | luglio – dicembre 2017:

15 agosto 2017 | 10.00 – 18.00
1 novembre 2017 | 10.00 – 18.00
8 dicembre 2017 | 10.00 – 18.00
25 dicembre 2017 | 15.00 – 20.00
26 dicembre 2017 | 10.00 – 18.00

 

Pontassieve (FI). “Diverso femminile”: mostra fotografica alla Barbagianna

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La Barbagianna: una casa per l’arte contemporanea

09/09/2017 – 31/10/201717:00 – 20:00

Il grande fotografo Cantini espone fotografie realizzate fin dagli anni Settanta sul tema del femminile visto nei suoi molteplici significati interpretandone le diverse sfaccettature.

La Barbagianna: una casa per l’arte contemporanea
Via di Grignano 25
Pontassieve (FI)

Per informazioni

 

Milano. “Arte ribelle: 1968-1978”: Galleria Credito Valtellinese

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Pablo Echaurren
Basta con i padroni
con questa brutta razza,
1973

 

 

 

 

ARTE RIBELLE
1968-1978 Artisti e gruppi dal Sessantotto

12 ottobre – 9 dicembre 2017

 Sedi:         Galleria Gruppo Credito Valtellinese
                    Milano, Corso Magenta n. 59

Vernice per la stampa:       mercoledì 11 ottobre dalle ore 12.00 alle ore 13.00

                                                  Galleria Gruppo Credito Valtellinese 

Inaugurazione:                   mercoledì 11 ottobre ore 18.30

                                                  Galleria Gruppo Credito Valtellinese

A quasi cinquant’anni dalla data-simbolo del “Sessantotto”, una grande mostra si propone di indagare tutte quelle espressioni artistiche che in Italia si sono chiaramente ispirate alla protesta politica, alla speranza rivoluzionaria, alle spinte libertarie, e che si sono sviluppate a partire dal 1965, con le prime proteste per la guerra del Vietnam, per proseguire poi almeno sino alla metà degli anni settanta.
Cristina Quadrio Curzio e Leo Guerra, direttori artistici delle Gallerie del Credito Valtellinese, hanno accolto il progetto ideato da Marco Meneguzzo che, dietro al titolo emblematico di “Arte ribelle. 1968-1978 Artisti e gruppi dal Sessantotto”, ha inteso analizzare il tentativo di costruire un linguaggio artistico “politico” e “popolare” insieme. La mostra proposta presenta così un gruppo abbastanza ristretto di artisti, essenzialmente operanti tra Milano e Roma, mettendo a confronto linguaggi cosiddetti “alti” (pittura da un lato e arte “concettuale” e comportamentale dall’altro) e “bassi” (l’illustrazione di riviste e di fanzine, come “Re Nudo” e altre), che in quegli anni hanno cercato di costruire un vero e proprio linguaggio espressivo al contempo innovativo e accettato dalle grandi masse , dove il confronto tra arte e illustrazione, tra arte e ciò che un tempo si definiva “propaganda”, pur essendo entrambi schierati ideologicamente dalla stessa parte, costituisce uno dei motivi più interessanti.
“Se la Francia – affermano i due direttori – ha celebrato la sua “Figuration Narrative” con una mostra al Centre Pompidou (maggio 2008), ci pare opportuno che Milano – cuore della protesta studentesca e operaia italiana –  faccia altrettanto con gli artisti e anche coi semplici illustratori, che furono testimoni attivi di quella stagione, e che costituirono un esempio importante, duraturo e linguisticamente non secondo a nessuno nell’Europa di quell’epoca”.
Di qui, appunto, il Progetto “Arte ribelle” che dall’11 ottobre, proprio a Milano, presso la Galleria Gruppo Credito Valtellinese di Corso Magenta, approderà in una grande e selezionatissima retrospettiva sui protagonisti, sul fronte dell’arte di quel momento storico e sociale. Il curatore ha selezionato per questa rassegna un’ottantina di opere – alcune di grande dimensione – e una nutrita serie di documenti illustrati, oltre alle testimonianze fotografiche, centrate non tanto sugli avvenimenti, ma sul costume dell’epoca.
Il catalogo che accompagna l’esposizione si pone come strumento fondamentale per la comprensione dell’arte e dell’immaginario figurativo del periodo: un approfondito saggio del curatore, una serie di interviste inedite ai protagonisti, saggi dedicati a singoli aspetti del periodo, – stilati da Alberto Saibene, Enrico Morteo, Francesca Caputo, Matteo Guarnaccia, un forte apparato iconografico   farà di questo volume un punto di vista aggiornato sull’argomento.
Tra i protagonisti della mostra troviamo Vincenzo Agnetti, Franco Angeli, Fernando De Filippi, Nanni Balestrini, Age, Paolo Baratella, Gianfranco Baruchello, Fabio Mauri, Mario Ceroli, Emilio Isgrò, Pablo Echaurren, Mario Schifano, Ugo La Pietra, Umberto Mariani, Franco Vaccari, Gianni Pettena, Gianni Emilio Simonetti, Giangiacomo Spadari, Franco Mazzucchelli. A questi artisti si affiancano coloro – Matteo Guarnaccia tra i molti – che in quel periodo, magari anonimamente, hanno operato nel campo dell’illustrazione, del muralismo e nelle diverse altre forme di comunicazione visiva, a comporre un affresco ragionato di uno dei momenti più magmaticamente creativi della cultura italiana del Novecento.
La grande mostra milanese avrà una corrispondenza a Fano (non in perfetta sincronia temporale, ma certamente una coincidenza tematica) alla Galleria Carifano in Palazzo Corbelli, dove quell’importante progetto nazionale vivrà una declinazione monografica. Ad essere proposta alla Galleria Carifano è una originale indagine su Cesare Marraccini, “il profeta sorridente”, protagonista, nella sua veste di collezionista e amico di molti artisti, di quell’Italia dell’arte tra gli anni Sessanta e Ottanta che è oggetto della grande esposizione milanese.
Per la prima volta, 50 opere, il meglio della sua fondamentale collezione, viene proposto in una mostra. Ad essere “svelate” in Palazzo Corbelli sono opere di artisti come Paolo Baratella, Giuseppe Guerreschi, Sergio Sarri, Ercole Pignatelli, Luca Alinari, Titina Maselli, James McGarrell, Gerard Tisserand, Rod Dudley, Carlos Mensa, Sergio Fergola, Augusto Perez, Renzo Vespignani, Valeriano Trubbiani, Antonio Recalcati, Giacomo Spadari, Umberto Mariani, Guido Biasi, Sergio Vacchi.
A dimostrare come l’Arte Ribelle non sia stato un movimento circoscritto alle grandi città ma abbia affascinato anche la provincia, naturalmente la più vivace e curiosa.

 

Orari e ingressi        da martedì a venerdì 13.30-19.30
sabato 15.00-19.00
chiuso domenica e lunedì, 1 novembre e 8 dicembre

INGRESSO LIBERO

Informazioni al pubblico         Galleria Gruppo Credito Valtellinese

galleriearte@creval.itwww.creval.it

 

 

 

 

 

 

 

 

Mostra prodotta e organizzata dalla Fondazione Gruppo Credito Valtellinese

 

Roma. Piero Varroni, “Riscritture”: mostra allo Studio Varroni/Eos

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Studio Varroni / Eos Libri d’Artista
Via Saturnia 55, int. 2 (angolo P.zza Epiro) – Roma

Piero Varroni
Riscritture

inaugurazione
giovedì 12 ottobre, ore 19 – 21
12 ottobre 2017 – 12 gennaio 2018
(dal martedì al venerdì su appuntamento)

    La mostra consta di dieci lavori recenti stampati con la tecnica a getto d’inchiostro, su carta cotone da incisione calcografica, impostati sulla ricerca di effetti visivi risultanti da scomposizioni e ricomposizioni; un saccheggio di normali codici linguistici con “disturbi” semantici e coloristici, slittamenti e trasformazioni; un processo di reificazione che porta all’opera compiuta. L’intento è chiudere un percorso dal virtuale al reale per diventare foglio di lettura, lavoro visivo, con una sua fisicità, morbidezza e colore. Ogni esemplare assume così la dignità e l’aura di un lavoro originale.
[…] “Quando le parole, scritte e dette, sono tali da impedirci di vedere oltre la superficie, quando le voci sono infinite e indistinguibili, se tutto è di troppo, allora è bene fare pause di osservazione e di riflessione; un invito a una lettura diversa, soprattutto visiva. Le pagine dei giornali possono offrire un pretesto per le ‘Riscritture’, come trasformazione in mappatura di reperti usuali, o piuttosto un’appropriazione di “scritture-ready-made” estrapolate dall’iper-comunicazione.” P.V.

Studio Varroni / Eos Libri d’Artista – Via Saturnia, 55 – 00183 Roma
Tel. +39 06 8812298 – Cell. +39 348 7347243info@eosedizioni.itwww.eosedizioni.it