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A vent’anni, nel 1962, Claudia Puppini visse un po’ di riflesso la nascita e la breve esistenza della rivista di poesia di avanguardia “Bab Ilu”, fondata e diretta da Adriano Spatola, cui collaborava anche il suo futuro marito Alberto Gozzi, insieme con altri due giovani poeti e scrittori dei quali avrebbe conservato a lungo l’amicizia, Giorgio Celli e Miro Bini, il primo divenuto famoso soprattutto come entomologo ed etologo: entrambi  recentemente scomparsi, nel giuno 2011 e nel gennaio di quest’anno.
Claudia se n’è andata lunedì 28 ottobre, al termine di lunghe sofferenze. L’avevo conosciuta quando ero ancora studente liceale, negli anni in cui, dopo “Bab Ilu”, nacque a Reggio Emilia un’altra avventurosa rivista di poesia, “Malebolge”, che vedeva protagonisti, con Adriano e Giorgio, anche i fratelli Gozzi, Alberto e Luigi, il secondo più anziano del primo è scomparso nel 2008. Trasferitomi a Torino nel 1965, persi a lungo di vista Claudia, che incontrai nuovamente, con sorpresa, nei primi Anni  80 nella sala stampa del Consiglio comunale di Torino, che frequentavo come giornalista di Stampa Sera, mentre lei si trovava lì come collaboratrice di una delle tante Tv locali (non ricordo se Telestudio o Videogruppo), nate  in epoca preberlusconiana. La vecchia conoscenza superficiale si trasformò in amicizia, durata negli anni. Claudia aveva un carattere fragile che la rendeva indifesa e la sua tendenza a dire sempre quello che pensava, a volte con disarmante ingenuità, la metteva sovente in imbarazzo o nei guai: venirle in soccorso costituiva un simpatico dovere e le rendeva possibile riconoscere i veri amici. Ciao Claudia

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