Dalla metà degli Anni 60 su “Harakiri” (chiusa nel ’70 da un permaloso De Gaulle) poi su “Charlie Hebdo” e su decine di periodici e quotidiani la corrosiva matita di Georges Wolinski ha dileggiato politici e affaristi, intellettuali alla moda e protagonisti del jet set, sino a toccare i fanatismi religiosi: migliaia di vignette e strisce raccolte in decine di libri tradotti in molte lingue. Proprio la mano di fondamentalisti islamici ha spezzato la sua vita insieme con quella del giovane direttore di “Charlie Hebdo”e di altri noti vignettisti francesi, di alcuni impiegati e di due agenti di polizia. Wolinski e i suoi colleghi sono stati “puniti” per avere espresso liberamente il loro pensiero usando la sola arma dell’ironia e a volte del sarcasmo. Coraggiosamente i superstiti della redazione faranno uscire regolarmente il prossimo numero di “Charlie Hebdo”: siamo tutti con loro! Qui sotto, in due pagine tratte dal numero 2 di “Linus” del febbraio 1990, un ironico e divertente mini-saggio a fumetti di Wolinski sulla comunicazione

linus

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