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Curcetti
Io non voglio nessun sepolcro
con Paolo Spaziani
testi di Klaus Kinski
Traduzioni di Antonio Curcetti da “Fieber”, di Klaus Kinski (2001)
regia di Letizia Corsini
ginnungagap teatro

24 maggio 2015, h 21:30
Undertomic / Btomic, Via Firenze 27 – La Spezia

Prenotazioni:
tel. 338 1010208
mail: undertomic@gmail.com, ginnungagap@alice.it

Baudelaire diceva di aver composto Les Fleurs da “perfetto attore”, Mallarmé aggiungeva che il poeta dovrebbe essere uno “spirituale istrione”. Dall’altra parte dello specchio Carmelo Bene ricordava che l’attore-poeta è colui che “scrive in scena”, resuscitando-inventando dal morto-scritto gli infiniti doppi non contemplati dal poeta defunto. Ma a risolvere il chiasmo di attore-poeta e poeta-attore è Klaus Kinski, in queste poesie vibranti dei suoi leggendari recitals su Villon e Rimbaud, scritte a Parigi dopo una breve degenza in un manicomio di Berlino. Dopo aver aggredito l’intendente del Teatro di Stato.Tradotte recentemente in italiano da Antonio Curcetti, esse sono uno straordinario pretesto per “inscenare” non un comune reading, né un hommage à, ma una sorta di viaggio negli archetipi della poesia moderna con l’ausilio esaltato di una sua alleata di sempre, l’ambizione luciferina della scena, l’Altra Scena (die andere Schauplatz) come avrebbe detto Freud.

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