Nanni Balestrini, Cieli (1984)

  Nel mio piccolo ho pensato di festeggiare gli ottant’anni che Nanni Balestrini compie il 2 luglio, ripubblicando integralmente nel mio sito, la sua deliziosa plaquette di poesie verbo-visive, Cieli, edita da “Tam Tam” nel 1984. Da tre anni Adriano Spatola, fondatore insieme con Giulia Niccolai nel 1971 di questa rivista di “poesia, apoesia, poesia totale”, aveva deciso un radicale mutamento di formula, formato e grafica del periodico, affiancando di volta in volta ai numeri della rivista i libri che dal ’68 al ’79 erano usciti per i tipi delle Edizioni Geiger: queste continuavano formalmente ad esserne l’editore, ma i libri-supplemento recavano ora il logo di “Tam Tam”. Cieli non apparve nella serie normale, collegato cioè a un numero della rivista, ma per così dire “fuori collana”, come accadde per altri autori, come lo stesso Adriano Spatola (Impaginazioni), Marosia Castaldi, Licia Giaquinto ed altri.
Quando dalla tipografia Fontanini di Montecchio Emilia uscirono le 400 copie numerate di Cieli, Nanni Balestrini viveva ancora  Parigi e la Provenza, dove si era trasferito alcuni anni prima proseguendo in Francia la sua feconda e multiforme attività letteraria, fondando tra l’altro il Quatuor Manicle (con Jill Bennett, Liliane Giraudon e Jean-Jacques Viton), un quartetto dedito alla fusione tra poesia e musica. Non a caso la raccolta comprende “7 sonetti” in italiano e francese, accompagnati da “7 disegni” che consentono di definirla un’opera di poesia verbo-visiva o, se volete, un piccolo, godibile divertissement dell’autore.
Ricchissima la biobibliografia di Balestrini (vedi qui di seguito) che, dopo gli esordi giovanissimo, nella seconda metà degli Anni 50, compare a soli 26 anni fra i cinque poeti dell’ antologia I Novissimi (1961), con Giuliani, Pagliarani, Porta e Sanguineti. Due anni dopo è fra i principali artefici della nascita del Gruppo 63, del quale dirigerà con Alfredo Giuliani fra il ’67 e il ‘69 il periodico più importante, “Quindici”. Nel frattempo, dopo aver lavorato alla redazione della rivista “il verri” fondata da Luciano Anceschi e con l’editore Scheiwiller, è approdato alla Feltrinelli, dove svolgerà un ruolo importante fino al 1972, l’anno della tragica scomparsa di Gian Giacomo Feltrinelli sotto il traliccio di Segrate. Alcune sue raccolte poetiche (Come si agisce, Ma noi facciamone un’altra) e prove narrative (Tristano, Vogliamo tutto) hanno contraddistinto l’epoca della Neoavanguardia “impegnata”.
Nonostante alcune differenze di vedute sul ruolo della poesia i suoi rapporti di collaborazione e di amicizia con Adriano Spatola rimasero intatti, tanto che nel 1975 le Edizioni Geiger pubblicarono con il titolo Ballate distese (vedi nella sezione Edizioni Geiger al punto 12) la prima parte della più nota raccolta Le ballate della signorina Richmond (Cooperativa Scrittori, Roma 1977) illustrata da Gianfranco Baruchello. Subito dopo s’iniziò la lunga parentesi transalpina di Nanni che si concluse nel 1986. La lunga avventura letteraria di Balestrini approda ora agli ottant’anni e continua ancora.
Tanti auguri all’amico e Maestro.
                                          Maurizio Spatola

http://www.archiviomauriziospatola.com/prod/pdf_tamtam/T00246.pdf

Annunci