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Con il patrocinio di: Regione Toscana – Città Metropolitana Firenze – Comune di Firenze – Comune di Pontassieve

Con la collaborazione di: MultiMedia91 – Archivio della Voce dei Poeti – Morgana Edizioni – Area N.O. – Kunstbalcon di Kassel (Germania) 

XXIV Rassegna internazionale “Incontri d’Arte”. Terza parte
a cura di Alessandra Borsetti Venier

La Barbagianna: una casa per l’arte contemporanea
Pontassieve (Firenze), via di Grignano 25

sabato 5 settembre 2015 / 18.00 – 22.00

 VISUALIZZAZIONI
Sabine Stange – Christine Wassermann – Deva Wolfram
5 settembre – 11 ottobre 2015

Saluto del sindaco di Pontassieve Monica Marini e di Ruth Wagner dell’Ente Cultura di Kassel.

Inaugurazione della mostra VISUALIZZAZIONI di Sabine Stange, Christine Wassermann, Deva Wolfram e conversazione con le tre artiste condotta dalla giornalista Nina Nikitin.

Presentazione e proiezione dell’opera intermediale PADRELINGUA. La Divina Commedia da mio padre studiata da me strappata e ricomposta di Massimo Mori con un intervento introduttivo di Antonia Ida Fontana presidente della Società Dante Alighieri di Firenze. Proiezione del video d’arte con letture dalla Commedia dei poeti: Mariella Bettarini, Tomaso Binga, Julien Blaine, Alessandra Borsetti Venier, Martha Canfield, Bartolomé Ferrando, Giovanni Fontana, Luigi Fontanella, Kiki Franceschi, Milli Graffi, Enzo Minarelli, Giulia Niccolai, Marco Palladini, Endre Szkarosi, Lello Voce. Elementi sonori di Albert Mayr.

La terza parte della XXIV Rassegna “Incontri d’Arte” è dedicata ai 60 anni della Documenta di Kassel, fondata da Arnold Bode nel 1955, una delle più importanti manifestazioni mondiali sull’arte contemporanea. La collaborazione tra le associazioni MultiMedia91 di Firenze e Kunstbalcon di Kassel è iniziata grazie al gemellaggio del 2006/2007 con la manifestazione Artemobile ed è continuata negli anni attraverso numerosi scambi culturali.

Con la mostra “Visualizzazioni” delle tre artiste tedesche Sabine Stange, Christine Wassermann e Deva Wolfram si rinnova questo fattivo e stimolante dialogo artistico e culturale.
Stange e Wolfram presentano fotografie di luoghi e città: da Pontassieve a Los Angeles, dagli argini dell’Arno e della Sieve a Berlino e Kassel secondo il concetto che è necessario conoscere e difendere il posto dove siamo come se fosse il centro del mondo. La Wassermann presenta dei video girati tra Munster, Berlino e Monaco con riprese in dettaglio girate al rallenty rendendo “visibili” dei luoghi di quelle città in modo che gli spettatori si fermino stupefatti chiedendosi perché loro stessi non abbiano mai notato prima quelle immagini presenti nel loro ambiente.

Sabine Stange propone il tema della finestra da diverse prospettive. Vista dall’esterno, la finestra marca una barriera visuale del dentro. Vista dall’interno, marca un campo che delimita e centra lo sguardo del fuori. Il vetro della finestra concede un’impressione dall’esterno all’interno e, simultaneamente, attraverso i raggi della luce e del sole che incontrano la superficie del vetro. Si apre così un immagine-spazio, che talvolta si estende all’infinito e che integra le persone e gli oggetti davanti al vetro e dopo un tempo breve, dovuto al percorso del sole, li posticipa. Le fotografie esposte in mostra fissano questi incontri fuggitivi del dentro e del fuori, che esistono solamente nel momento del fotografare e che si perdono poco dopo.
Christine Wassermann protocolla dal 2009 situazioni giornaliere selezionate con la sua videocamera. La camera ha una funzione ad alta velocità che permette di registrare 300 immagini al secondo (di solito il video scatta 30 immagini al secondo). Per la riproduzione di questi film significa un rallentamento decuplicato che permette di visualizzare impressioni e atmosfere che l’occhio umano, senza il fenomeno del rallentamento, non sarebbe in grado di percepire. A volta l’artista modifica i film e li sovrappone su altre tracce video in modo che ne nasce un nuovo contenuto.
Deva Wolfram, a partire dal disastro di Chernobyl del 1986, si è dedicata allo studio della vegetazione spontanea, in particolare della flora urbana, i “vicini selvatici” come lei li chiama. Da allora ha realizzato con media diversi opere artistico-scientifiche che hanno per tema la biodiversità. Le foto che l’artista presenta in questa mostra sono state riprese nei dintorni di Pontassieve. Si vede bene in che modo l’architettura faccia da cornice e offra lo spazio per un’impressionante biodiversità. Piccoli interventi grafici e ritocchi nelle immagini servono per enfatizzare le interdipendenze fra natura e architettura, e indirizzano l’attenzione verso l’estetica di costruzioni spontanee realizzate con materiale vegetale e materiale di discarica.

Dopo cena alle 21, presentazione e proiezione dell’opera intermediale PADRELINGUA. La Divina Commedia da mio padre studiata da me strappata e ricomposta di Massimo Mori con l’intervento introduttivo di Antonia Ida Fontana presidente della Società Dante Alighieri di Firenze. L’opera, edita da Morgana Edizioni in un cofanetto d’arte nel 2015 in occasione dell’anno dantesco, contiene il libro Frattali della poetica plurale di Massimo Mori, con testi di Edi Bacciotti, Filippo Bettini, Matteo D’Ambrosio e Stefano Lanuzza e il dvd con il video d’arte Padrelingua con letture dalla Divina Commedia di quindici noti artisti e poeti. Proiezione video 50 minuti, regia Massimo Mori, riprese e montaggio Alessandro Pucci, registrazione voci Mario Cavallari.

Il progetto Padrelingua ha preso le mosse dall’omonima mostra allestita nel 2011 presso la Società delle Belle Arti Circolo degli Artisti “Casa di Dante” a Firenze, presentata da Maria Grazia Beverini Del Santo (già presidente del Lyceum Club e della Fondazione Il Fiore) e da Stefano Pezzato (del Museo “Pecci” di Prato). Il video d’arte ripercorre nel tempo e nello spazio quell’evento lungo un itinerario nella città del fiore punteggiato dalle letture dei frammenti della Commedia. Padrelingua diviene così il manifesto di un’intenzione culturale e creativa che coniuga classicità e contemporaneità.

“La Divina Commedia da me strappata… – secondo la Beverini Del Santo – indica l’azione necessaria alla liberazione della creatività da tutto quanto ci viene consegnato dal passato che si risolve nell’operazione salvifica della ricomposizione”. La creatività non può che poggiare su tutto quanto ci ha preceduto ma il punto d’arrivo dell’autonomia artistica lo si raggiunge solo con il trasgredire, cioè con il passare attraverso e l’andare oltre.

“La scelta del titolo Frattali – scrive nell’introduzione Alessandra Borsetti Venier – è dovuta al fatto che gli scritti, raccolti sull’attività di Massimo Mori, sono frammenti tra loro collegati e interagenti nella composizione d’un mosaico integrato, d’una pratica intermediale, espressione di una poetica plurale. Il frammento è peraltro espressione emblematica di tutta la conoscenza, in particolare della cultura contemporanea, e sta alla radice di Padrelingua, opera nella quale Massimo Mori mostra un’autonomia artistica compiuta in un armonico incontro fra vita e arte”.

La mostra “In agguato dietro all’idillio” di Barbara Nati è stata prorogata fino al 30 settembre.

In occasione dell’inaugurazione l’Archivio della Voce dei Poeti sarà aperto al pubblico.

Le mostre sono visitabili su appuntamento.

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info: La Barbagianna: una casa per l’arte contemporanea, via di Grignano 25, 50065 Pontassieve (Firenze)

055 8398747 – 335 6676218 info@morganaedizioni.itwww.multimedia91.itwww.googlemaps INGRESSO LIBERO

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