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E’ in rete da ieri questo curioso e bel libro d’arte realizzato dal pittore modenese oltre quarant’anni fa per la vivace piccola Casa editrice Pari&Dispari fondata da Rosanna Chiessi con la sapiente consulenza di Corrado Costa. Godibilissima la nota introduttiva di Emilio Mattioli

copertina

Chi non ricorda le tappe del periglioso viaggio di Ulisse (Ὀδυσσεύς) nel ritorno dalla guerra di Troia alla natia Itaca fra le braccia dell’amata Penelope e del figlio Telemaco? All’eventuale digiuno dagli studi classici hanno senz’altro posto rimedio film e sceneggiati televisivi, con l’eroe greco interpretato anche da attori famosi, quali Kirk Douglas e Bekim Fehmiu, con Silvana Mangano e Irene Papas nel ruolo di Penelope. Tra gli episodi più drammatici narrati nell’Odissea omerica spicca l’incontro con il ciclope Polifemo, in un luogo che ci si è sforzati di identificare con una delle isole degli arcipelaghi siciliani (Eolie, Egadi o Pelagie)  se non in una propaggine della stessa Trinacria. Memorabile la beffarda risposta che Ulisse fornisce al gigante da lui accecato, durante il pesante sonno indotto dall’ebbrezza, con un palo appuntito e rovente conficcato nell’unico occhio: “Оὔτις (Nessuno)” grida Ulisse al ciclope inferocito e assetato di vendetta che vuole conoscere il suo nome.
Nei primi anni Settanta il giovane pittore modenese Franco Guerzoni prese spunto da questo frammento mitologico per costruire un altro tassello della sua ricerca sulle tracce minimali, a volte quasi indecifrabili, impresse dalla mano dell’uomo nei secoli: frammenti di reperti archeologici, rovine, impronte lasciate sulle pareti da mobili o quadri, fotografie sfocate, lacerti di parole, sono l’oggetto dell’inesauribile interesse di Guerzoni per il linguaggio silenzioso ed enigmatico delle tracce…..
(http://www.archiviomauriziospatola.com/prod/pdf_archivio/A00249.pdf)

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