Tag

,

copertina

Corrado Costa, Baruchello!
Facciamo, una buona volta, il catalogo delle vocali
Con sei disegni di Gianfranco Baruchello (Exit Edizioni, Ravenna 1979)

 Questo curioso, poetico ed intrigante libretto di una trentina di pagine, pubblicato nel 1979 in 300 copie da una piccola casa editrice ravennate, nacque nel 1977 dalla interazione, diciamo pure complicità, tra due straordinari protagonisti della Neoavanguardia italiana letteraria e artistica: l’avvocato-poeta reggiano Corrado Costa (scomparso nel 1991) e l’artista totale romano Gianfranco Baruchello, tuttora attivo con oltre novanta primavere splendidamente portate. Con l’uso leggero e sapiente del nonsense e di suggestioni patafisiche, i versi parasurrealisti di Costa, che saltella giocoso e ironico fra sopra, sotto e dentro le vocali, si coniugano perfettamente, nonostante l’apparente dissonanza, con i disegni “parascientifici” di Baruchello, in un confronto pagina per pagina capace di suscitare riflessioni e buonumore.
Come non sorridere infatti di fronte a quel “la U di illeggibile è / illeggibile (N:B: la parola illeggibile / non si può leggere)”, oppure “la quinta A di ipotesi / è un’ipotesi come le settemila O / di favola”. Non diverso l’effetto di uno dei disegni baruchelliani che rappresenta schematicamente le cause e gli effetti di un atterraggio d’emergenza, immagine volutamente incongrua con la poesia a fianco. Ma che c’entra l’aereo in difficoltà con le vocali?, dirà qualcuno: niente, appunto, e questa è pura patafisica. Fondatore alla metà degli Anni 60 del movimento Parasurrealista (con Adriano Spatola, Giorgio Celli, Ennio Scolari, Gian Pio Torricelli ed altri), Corrado Costa non si esime, o non si trattiene, dall’usare immagini surreali: “l’O di aria è / incolore insapore inodore”, oppure “I / di amore / si legge per un po’ di tempo / quando si mordono le labbra”. Non possono mancare i riferimenti ad una delle poesie madri di tutte le avanguardie, storiche e recenti, quella Voyelles di Arthur Rimbaud che naturalmente ha ispirato Costa in queste sue accattivanti divagazioni: non solo la copertina che riproduce la foto scattata al poeta francese nel 1883 in Abissinia, durante il lungo soggiorno per ragioni commerciali in Africa Orientale, ma anche versi come “L’O di labbra è / azzurro / blu / & / nero” o ancora “le E di labbra / sono bianche / ardesia / & / oro”. Proprio per questo ho pensato di riprodurre qui, prima del libro, questa famosa poesia di Rimbaud (nella versione edita da Einaudi nel 1973 con traduzione di Gian Piero Bona), destinata a “fare scuola”, come si suol dire, al pari del Coup de Dés di Mallarmé o i Calligrammes di Apollinaire.
Notizia curiosa: il poemetto di Costa sulle vocali è stato recentemente tradotto in svedese e pubblicato nell’antologia OEI, scrittura non assertiva! dedicata alla nuova poesia italiana a cura di Gustav Sjöberg (Stockholm 2015), in cui compare anche il libro di Gianfranco Baruchello Come ho dipinto certi miei quadri (Edizioni Geiger, 1975). Alla redazione di questa antologia sono felice di aver dato un piccolo contributo anch’io. La traduzione in svedese dei versi di Costa è riportata al termine del documento, insieme con le biografie e le foto dei due autori di questo libro. Due altre raccolte di poesie di Corrado Costa sono riprodotte in questo sito, nelle sezioni Edizioni Geiger (Le nostre posizioni) e Protagonisti (Pseudobaudelaire).
Maurizio Spatola
http://www.archiviomauriziospatola.com/prod/pdf_archivio/A00257.pdf

 

 

Annunci