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dal 23 marzo al 31 ottobre
ingresso gratuito

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Carla Roncato alla Galleria Derbylius presenta, per la prima volta a Milano, una piccola e curiosa mostra dedicata alle opere più recenti di Adriano Accattino, scrittore, poeta, collezionista ed esploratore della pittura.

Sono libri autografi, in diversi modi travolti e disfatti, collocati dentro scatole trasparenti, illeggibili, materici, pronti per essere indagati non altro che come opere statiche; libri scritti dallo stesso autore che ha voluto disfarsene, modificando la loro natura, facendone delle lapidi o dei monumenti.

In quest’ottica il libro nella teca assume un senso differente rispetto al libro d’artista, già molto sperimentato nella storia dell’arte; esso ci racconta una storia conclusa dalle cui ceneri può nascerne un’altra completamente diversa. Eppure, gli esempi del disfacimento sono legati alle arti visive in modo classico.

Accattino presenta alcune “serie” di scatole, “I Fuochi”, in cui i libri sono combusti, “La disfatta dell’opera”, che si presenta come una tautologia – i libri dal titolo La disfatta dell’opera sono letteralmente tagliati e come passati in una macchina trita documenti – “L’opera in coriandoli e stelle filanti”, la serie più visiva poiché i libri sono diventati pura materia, oppure le serie più“Monumentali” in cui accanto al libro troviamo esempi di scrittura o pittura come in “Conoscete Adriano Accattino?” e “Poesie scritte al buio”.

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