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Online il documento numero 136 per complessive 5315 pagine!

Gian Pio Torricelli, Dunque cavallo (Sampietro, Bologna 1965) e altri scritti
Ritratto del poeta in Dunque Torricelli (Artestampa, Modena 2015)

  L’esistenza travagliata del poeta modenese Gian Pio Torricelli, iperattivo negli Anni 60 fra sperimentalismo letterario e ricerca filosofica, ridotto poi al silenzio fra le mura di diversi istituti psichiatrici per una serie di assurdi equivoci, è stata recentemente ricostruita da Caterina Fantoni in un libro fortemente voluto e pubblicato dal nipote dello sfortunato scrittore, Carlo Bonacini. Il titolo del volume, Dunque Torricelli (Artestampa, Modena 2015), ricalca quello della prima raccolta di poesie torricelliane, Dunque cavallo (con nota critica di Adriano Spatola), uscita per i tipi dell’editore bolognese Sampietro nel 1965 qui integralmente riprodotta insieme con altri due scritti di Torricelli: il racconto del 1964 Eubasè o follia pubblicato dieci anni dopo da Tau/ma e la lettera del poeta all’amico pittore modenese Carlo Cremaschi datata 22 aprile 1967, leggibile sul retro di copertina di Dunque Torricelli.
Mi è parso opportuno proseguire questa introduzione con il mio intervento su Torricelli che appare nel libro della Fantoni come seconda prefazione (la prima è di Alberto Bertoni), in quanto imperniata sul “male oscuro” del poeta modenese e sulle due sue opere principali: Dunque cavallo, appunto e Coazione a contare, edita a Roma da Lerici nel 1968. Il presente documento comprende, oltre a due fotografie (una del 1967 che lo ritrae con Patrizia Vicinelli e Alberto Grifi, a Fiumalbo e una recentissima), anche due recensioni d’epoca e due articoli su Torricelli apparsi sui numeri 38 e 47 della rivista modenese “Steve” a firma rispettivamente di Riccardo Boglione e Carlo Alberto Sitta, fondatore e direttore del periodico da oltre 35 anni.
http://www.archiviomauriziospatola.com/prod/pdf_worksand/W00261.pdf

copertina.jpg copertina Dunque Torricelli.jpg

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