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Con questo ampio resoconto sull’evento dedicato ad Adriano Spatola nell’ambito del Festival internazionale di Poesia di Genova, i documenti online nel mio sito sono ora 137 per complessive 5370 pagine, 58 files audio e un video

Genova Poesia Festival, omaggio ad Adriano Spatola
Sette poeti per l’alfiere della Poesia totale

   “Adriano Spatola un poeta scomodo / omaggio all’alfiere della Poesia totale”: con questo titolo si è tenuto sabato 11 giugno nel Cortile Maggiore di Palazzo Ducale a Genova, nell’ambito della ventiduesima edizione del Festival internazionale di Poesia, un incontro dedicato a uno dei poeti più rappresentativi della Neoavanguardia italiana e non solo del secondo dopoguerra, precocemente scomparso nel 1988 a soli 47 anni. Il meeting era così presentato:«La figura di Adriano Spatola è centrale negli eventi che fra il 1960 e il 1990 hanno inciso profondamente nel tessuto culturale non solo italiano, modificando a volte radicalmente i linguaggi espressivi di poesia, narrativa, arti visive e plastiche, musica, teatro. Entrato giovanissimo nel Gruppo 63 Spatola, allievo prediletto di Luciano Anceschi, vi ha svolto un ruolo concettuale critico dall’interno prima e poi, ancor più vivacemente, dall’esterno, tramite le riviste “Malebolge”, “Tam Tam”, “Baobab” e “Cervo Volante”. Perno della sua teoria e pratica poetica, persino della sua esistenza, è stata l’idea rivoluzionaria, anche se in parte mutuata dal Dadaismo e dal concetto di “Intermedia” elaborato dal movimento americano Fluxus, di Poesia totale, fondata sulla sovrapposizione e contaminazione tra poesia, pittura, musica, teatro e così via, con spericolate sperimentazioni comprendenti la poesia concreta, la poesia fonetica o sonora e l’espressione corporea, esplicitate nelle sue famose “performances” in teatro o in piazza. Adriano Spatola ci ha lasciato diverse raccolte di poesie in versi e visuali, un romanzo e numerosi scritti critici, fra cui il saggio Verso la poesia totale».

Sono doppiamente grato all’ideatore e direttore del Festival genovese, Claudio Pozzani, per aver prima deciso di promuovere quest’anno un’importante iniziativa in ricordo di mio fratello affidando poi a me la cura dell’evento, credo anche in considerazione dell’impegno da me profuso da una decinna d’anni a questa parte, nonostante la recente perdita della vista, per tener viva la memoria della sofferta militanza letteraria di Adriano, che alla poesia e al rinnovamento del suo linguaggio ha dedicato tutta la sua vita. I sette poeti e scrittori che ho invitato alla manifestazione genovese, quasi tutti vicini o vicinissimi ad Adriano nel corso della sua vita, hanno onorato al meglio, in modi diversi, la propria presenza all’omaggio dell’amico, davanti a un pubblico più numeroso di quanto accada normalmente per i protagonisti del bistrattato sperimentalismo che andò oltre le aspirazioni di movimenti consolidati come il Gruppo 63.

Un caldo e sincero ringraziamento a Giulia Niccolai, Raffaele Perrotta, Julien Blaine, Giovanni Fontana, Gian Paolo Roffi, Paul Vangelisti (il quale, giunto da Los Angeles, mi ha fatto anche il grande favore di portare con sé da Modena un altro amico fraterno di Adriano, il pittore Giuliano Della Casa) e Pier Luigi Ferro: i loro interventi sono di seguito documentati fotograficamente, grazie alle immagini scattate, di propria iniziativa, da Costanza Perrotta, accompagnati da brevi descrizioni o da testimonianze apparse nel corso degli anni su varie riviste. La sequenza della documentazione fotografica e testuale riflette esattamente quella degli interventi succedutisi l’11 giugno scorso. Eccezionalmente il nucleo dell’omaggio concepito da Pier Luigi Ferro, un poemetto composto da un collage di frasi estrapolate dal romanzo l’Oblò di Adriano (Feltrinelli, 1964), è qui riprodotto in un file sonoro, fruibile a parte.

Dunque buona lettura e buon ascolto.
Maurizio Spatola

http://www.archiviomauriziospatola.com/prod/pdf_worksand/W00263.pdf

ADRiANO SPATOLA SPiRiTO.jpg

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