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Con questo su “Tam Tam” n. 21 i documenti online nel sito sono ora 142 per complessive 5620 pagine, 73 files audio e due video

copertina

Questo ventunesimo numero di “Tam Tam”, uscito nel gennaio 1979, venne messo in cantiere da Adriano Spatola e Giulia Niccolai al loro ritorno da un soggiorno in Australia, dove erano stati invitati a tenere una serie di conferenze e readings sulla nuova poesia italiana per conto del Dipartimento di Italianistica dell’Università di Sydney, grazie anche al tramite del Prof. Raffaele Perrotta che da qualche tempo vi insegnava. Per questa ragione il numero della rivista qui integralmente riprodotto è dedicato in buona parte a una sorta di relazione su quella esperienza, con ampi scorci sulla nuova poesia australiana, in cui si notavano già gli effetti dello sperimentalismo internazionale, nato nei primi Anni 60 sull’onda del concetto di “Intermedia” teorizzato da Dick Higgins sulle riviste del Movimento “Fluxus” e altrove.
Parentesi australiana a parte, questo fascicolo si apre con un intervento degli stessi Spatola e Niccolai sulla funzione della Mail Art (qui definita “poema postale”), per proseguire con una serie di poesie visuali di autori stranieri (Philippe Dome, Bruno Montels, Claude Miniere, Alpar Bujdoso, Tibor Papp, Paul Nagy), alcune composizioni in versi di Carlo Alberto Sitta, David Avidan e Giulia Niccolai, oltre a testi critici di Gino Moliterno e Anne Reynolds. Chiudono la rivista alcune recensioni firmate da Pia M. Perotti, Peter Carravetta e Lucio Klobas. A completare il documento, in apertura, le pagine introduttive della tesi su La rivista “Tam Tam” e il “ritorno” alla poesia con cui Filippo Agostino si è laureato nel 2010 (relatore il Prof. Giovanni Tesio) presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università del Piemonte Orientale, tesi che mi propongo di pubblicare prossimamente in forma integrale in questa stessa sezione del sito; in chiusura, il dialogo sugli anni del Mulino, fra Milli Graffi e Giulia Niccolai, con interventi di Giovanni Anceschi, apparso nel 2009 sul numero 39 de “il verri”, riflessioni che contribuiscono a delineare lo spirito con cui si lavorava alla elaborazione della rivista e della intensa produzione editoriale che la accompagnava.
Come ho già scritto in precedenza, ancora una volta ho deciso di soprassedere momentaneamente alla messa in rete di vari numeri tripli e di uno quadruplo di “Tam Tam” a causa dell’alto numero di pagine (ben 192 nel caso dei numeri 10/12 e 17/20), ma gli appassionati visitatori del sito, possono stare tranquilli, al più presto colmeremo questo vuoto. Ho già spiegato come la latitanza del numero 3/4 sia dovuta alla fragilità del volumetto che dovrebbe essere praticamente distrutto per effettuare le scansioni delle pagine e poiché ne possiedo una sola copia è comprensibile la mia esitazione.
Maurizio Spatola

http://www.archiviomauriziospatola.com/prod/pdf_tamtam/T00287.pdf

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