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Le “verbotessiture” di Ferruccio Cajani (1927-2014)
Voyage (2001), “Musa” Liliana Ebalginelli

   Il personaggio che qui si ricorda appartiene alla schiera di poeti, scrittori e artisti dediti alla ricerca di nuovi linguaggi espressivi, a volte interdisciplinari, le cui opere non hanno ottenuto in vita, il riconoscimento che meritano e che rischiano di cadere nell’oblìo dopo la morte dei loro autori. Il milanese Ferruccio Cajani (1927-2014), eclettico “poetartista”, ha seguito per decenni un variegato ma coerente percorso di ricerca verbovisiva. Dopo l’esordio nel 1976 con due libri di Poesia visuale, Squille belle Squille eterne e 10 poesie, materia, parole, frasi, frammenti verbali e sonorità virtuali e reali (si è cimentato anche nella poesia performativa) s’intersecano, nella successiva fase, in quelle che Carlo Belloli ha definito «metagrafie cromateriche» e «consonanze polifoniche» nel suo intervento (qui riportato integralmente) sul catalogo della personale di Cajani, Domopak,  allestita presso la Galleria Vinciana di Milano nel febbraio 1987.

Il suo approdo definitivo alla Poesia visuale e alle “verbotessiture” si esplica appieno, nel 2001, nel bel libro, Voyage, di seguito solo parzialmente riprodotto per ragioni di spazio, ispirato a un viaggio compiuto tra Provenza (in particolare nei luoghi petrarcheschi), Spagna e Portogallo, sino alla magica Coimbra, le cui suggestioni si traducono in esplosive tempere e in una serie di “verbotessiture” realizzate al computer: viaggio compiuto con la poetessa Liliana Ebalginelli, da poco conosciuta, autentica Musa del libro, autrice del testo lineare in francese. In un breve saggio in forma di dialogo, intitolato Liliana ou la Poésie, dialogue du poème visuel, alla cui pubblicazione stava lavorando nei giorni precedenti la morte, Cajani espone i fondamenti teorici di Voyage e delle opere letterarie successive…

Tutte le opere di Ferruccio Cajani, compresi i libri di narrativa sperimentale, sono realizzate sul filo della giocosità, dell’ironia, a volte sferzante, della sfida o “sberleffo” al fruitore/lettore, al modo  dei futuristi (come sottolinea Arrigo Lora Totino nel profilo di questo poetartista inserito nella già citata Storia della poesia visuale e qui riprodotto integralmente), con allegre sbandate nella categoria del Grottesco, cara ai surrealisti. I quarant’anni di ricerca verbovisiva dell’artista sono ripercorsi passo dopo passo da Adriano Accattino nel suo intervento sul catalogo della personale Ferruccio Cajani, con amore, con rabbia, a lui dedicata nel 2009 presso il Museo della Carale di Ivrea, splendido spazio espositivo creato proprio da Accattino, che ne è tuttora l’anima. Anche questo testo compare integralmente nel documento, insieme con uno stralcio dallo stesso catalogo di quello di Melania Gazzotti, relativamente alla parte dedicata a Voyage. Due immagini di Ferruccio Cajani, di cui una accanto alla Ebalginelli in una performance milanese e un collage realizzato con le copertine di tre altri suoi libri completano il documento.
Buona consultazione.
Maurizio Spatola

http://www.archiviomauriziospatola.com/prod/pdf_protagonisti/P00290.pdf

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