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La Lezione dei Tempi
a cura di Amalia de Bernardis + Ivan Fassio
con il Patrocinio della Città di Torino

Sandra Baruzzi, Vadis Bertaglia, Vanessa Depetris, Ezio Gribaudo, Andrea Massarelli,
Ester Pairona, Carla Sanguineti, Lino Stefani, Francesca Vignale

 

Cripta della Chiesa di San Michele Arcangelo
via Giovanni Giolitti, 44
Torino

Inaugurazione venerdì 7 ottobre 2016, ore 19
fino al 21 ottobre
dal lunedì al sabato: 17.00 – 20.00

In quali punti del linguaggio i classici schemi dell’evoluzione della civiltà, universalmente riconosciuti nel mondo occidentale, non reggono e saltano?
Dove e quando i codici di comportamento e i sistemi simbolici, attraverso la nostra analisi della percezione e l’interpretazione che l’uomo dà del proprio ambiente, possono rappresentare delle nicchie in cui sono rifugiati antichi atteggiamenti che hanno resistito all’usura del tempo?
Il trasferimento in organi artificiali dei mezzi dell’intelligenza e della memoria collettiva ha invaso, in modo sempre più massiccio, il territorio del singolo individuo, privandolo delle  particolari e caratterizzanti dinamiche espressive e inibendo le proprie capacità aggregative.
Collocare memoria e parola fuori dall’insieme organico delle strutture sensibili dell’apprendimento e del progresso umani è l’atto radicale di una progressiva perdita della coscienza del proprio corpo. Tale regressione ha pesanti conseguenze di carattere relazionale e sociale: siamo immersi in un’epoca di continue trasposizioni, in cui prendono vita nuove e improbabili discipline compensatorie dei periodi di produttività sedentaria, comunicazione impersonale, scambio interessato.

L’arte – in quanto filtro delle discipline antropiche, specchio del contemporaneo e ricerca dell’universale – può rappresentare il fulcro di un rinnovamento metodologico.

Prendendo parte ad un processo di analisi del corpo sociale come prolungamento ed estensione nel corso del tempo del corpo anatomico, l’arte è strumento privilegiato per rivalutare la stessa nozione di natura come produzione perenne di linguaggio: artificialità ed eccezionalità.

Ivan Fassio

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