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Da “La Gazzetta della Spezia” del 10 ottobre

In occasione del trentennale della morte, IL GABBIANO arte contemporanea presenta come prima mostra della stagione un omaggio ad uno dei padri indiscussi dell’arte contemporanea internazionale, Joseph Beuys. Inaugurazione della mostra sabato 15 ottobre alle ore 18.00.

La sua opera è tuttora uno sguardo importante sul mondo e sull’uomo, osservati dal suo originale punto di vista, maturato da un’esperienza unica e da una profonda sensibilità, tradotta in un’azione artistica efficace e risoluta nel contribuire a migliorare sia l’uno che l’altro.
Joseph Beuys è stato uno dei maggiori rappresentanti di quella corrente internazionale chiamata arte concettuale che, rifiutando l’oggetto (quadro, scultura), considera l’operazione artistica come pura espressione mentale. L’arte è vista come idea, come linguaggio, come conoscenza attraverso il pensiero anziché attraverso l’immagine.
Beuys è stato tra i più discussi e insieme stimolanti esponenti dell’avanguardia europea; le sue teorizzazioni, le sue mostre dissacranti, gli happenings lo resero celebre, più che in patria, all’estero e soprattutto negli Stati Uniti, dove nel 1979 gli venne dedicata una grande mostra retrospettiva al Museo Guggenheim di New York.
La sua attività inizia dagli anni ’50 con una fitta produzione di disegni che riportano al primordio del germe, o del fiore, o dell’organo sessuale.
Del 1962 sono le sue prime azioni artistiche, mentre entra in contatto con il movimento Fluxus. Introduce nel suo lavoro la croce, simbolo del Cristianesimo, ma anche della “razionalità” occidentale; il coniglio, che rappresenta il dialogo con il mondo naturale; gli ammorbidimenti ottenuti con il grasso e con il feltro (questi ultimi lo salvarono dall’assideramento quando precipitò con l’aereo nella pianura siberiana durante la II guerra mondiale).
Nelle sue azioni artistiche il materiale plastico era spesso integrato dal magnetofono, facendo ricorso a fonazioni, suoni gutturali, gesti acustici. Altro strumento informativo presente spesso nelle sue esibizioni era la lavagna su cui tracciava scritte e diagrammi.
Beuys, attraverso le azioni, le performances, le lezioni da lui impartite incessantemente durante il suo operato, ci ha lasciato questo messaggio: l’uomo deve volgersi verso la natura non da padrone dispotico capace di possederla, di piegarla ai propri voleri, ma da figlio umile mosso da una saggia pietà.
I trentacinque artisti chiamati hanno partecipato con una piccola opera nel formato universale A4, secondo la propria sensibilità e conoscenza del lavoro dell’artista.
Gli artisti sono: Paolo Albani, Cristina Andolcetti, Fernando Andolcetti, Vittore Baroni, Antonio Bobò, Sergio Borrini, Anna Boschi, Antonino Bove, Emma Caprini, Bruno Cassaglia, Cosimo Cimino, Mario Commone, Chiara Diamantini, Michele De Luca, Beatrice Donin, Giovanni Fontana, Lia Franzia, Mariano Frare, Delio Gennai, Alessio Gianardi, Alessio Guano, Rosalia Liberto, Ruggero Maggi, Alessio Manfredi, Romano Masoni, Paolo Megazzini, Anna Moro-Lin, Cesare Nardi, Nadia Nava, Giuseppe Pellegrino, Antonio Raucci, Gian Paolo Roffi, Danilo Sergiampietri, Franco Spena, Romeo Traversa.

Evento organizzato in occasione della Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI

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