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E’ aperta fino al 22 ottobre presso la Galleria Milano
Orari della Galleria: da martedì a sabato dalle ore 10,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 20,00

LA MOSTRA

Magdalo Mussio (Volterra, 1925 – Civitanova, 2006) è stato uno dei principali esponenti dell’arte verbovisuale. Oltre all’attività artistica ha operato nel campo del teatro, del cinema, dell’insegnamento, affiancandovi collaborazioni editoriali in veste di grafico e redattore.
Nato a Volterra, si forma all’Accademia di Belle Arti e Architettura di Firenze. Viaggia molto e in Canada affianca Norman Mc Laren per il National Film Board di Montreal. Fatto ritorno in Italia, nel 1963 viene nominato redattore responsabile di “Marcatrè” (a Milano, per Lerici edizioni), periodico al quale collaborerà tutta la migliore classe intellettuale del periodo. L’artista si occupa della direzione ma anche della grafica, proponendo soluzioni sempre originali e riconoscibilissime. Intanto realizza i suoi primi lavori su tavola e su carta, dove le scritture sono già pregne di segni alternati a grandi campiture di colore bianco. Alla scrittura tipografica si aggiunge qui quella chirografica con lettere, scarabocchi e numeri che comunicano “per illuminazioni improvvise” (A. Signorini).
Alla fine degli anni Sessanta si chiude l’esperienza con Marcatrè. Si trasferisce a Macerata e diviene redattore per la casa editrice La Nuova Foglio. Alcuni dei suoi cortometraggi animati – o “grafica animata”, come la chiamava lui – sono di questi anni, tra cui Umanomeno (probabilmente risalente al 1973), vincitore del Nastro d’Argento. Nei suoi film storie e personaggi trasportano lo spettatore in un mondo fiabesco e surreale aperto a diverse possibilità interpretative.
Nel frattempo insegna all’Accademia di Belle Arti di Macerata e nel 1975 si trasferisce a Pollenza, dove continua la sua produzione su tela e su carta sempre utilizzando tecnica mista, compreso il collage.
Dagli anni Ottanta intensifica questo tipo di produzione che diviene “intermediale” (M. Vescovo): utilizza materiali inediti, lacerti di fotografie, di fotocopie, frammenti che gli permettano di inserire la quotidianità nelle sue opere costruendo una memoria non storica o collettiva, ma personale. Tali interventi, che abbracciano poesia, pittura, musica, arte tipografica e tecnica cinematografica, proseguiranno costantemente sino alla sua morte, sopraggiunta nel 2006.
Mussio attraverso la sua vasta e instancabile produzione artistica ha voluto consegnarci le mappe dei suoi “itinerari mentali, dei suoi erramenti, delle sue ansie” (A. Signorini). A noi non resta che leggere il suo linguaggio, non per decifrarlo ma per accoglierlo e, proprio attraverso di esso, attivare la nostra immaginazione.

La mostra vuole rendere omaggio alla complessità dell’artista. Saranno esposte carte e tavole realizzate dagli anni Sessanta agli anni Ottanta e proiettati i film: Il potere del drago (1971), Il reale dissoluto (1972),Umanomeno (prob. 1973). Una sezione, inoltre, sarà dedicata all’attività editoriale.

 

 

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