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GINO PELLEGRINI. GIOCANDO CON L’ARTE MOSTRA ANTOLOGICA

7 dicembre 2016 – 26 febbraio 2017 – Palazzo Fogazzaro, Schio

Gino Pellegrini. Giocando con l’arte è progetto espositivo a cura di Osvalda Clorari Pellegrini e Patrizio Peterlini,dedicato alle innumerevoli sfaccettature dell’opera dell’artista vicentino recentemente scomparso, che ripercorre le tappe evolutive di un percorso creativo sorprendente che si è sviluppato in oltre cinquant’anni di attività.
La mostra, divisa in sezioni tematiche, si sviluppa in modo organico attraverso oltre sessanta opere, numerosi documenti fotografici e video, scritti e bozzetti evidenziando la grande curiosità e versatilità sperimentata da Gino Pellegrini.
L’inaugurazione della mostra mercoledì 7 dicembre ore 18.00 vede la partecipazione di Patrizio Roversi e Cochi Ponzoni.
La mostra ha come fil rouge le diverse sperimentazioni che hanno scandito l’operato artistico di Gino Pellegrini e le sezioni espositive riflettono cronologicamente i capitoli della sua evoluzione.
Una prima parte della mostra è riservata alle sue origini e al suo periodo di formazione come scenografo. Originario di Lugo di Vicenza, Gino Pellegrini si forma come scenografo negli Stati Uniti, dove emigra sedicenne. Per 15 anni lavora ad Hollywood per le produzioni cinematografiche più celebri, disegnando e dipingendo le scenografie di alcuni film mitici e lavorando parallelamente anche per la televisione americana, in particolare NBC e CBS.
Dopo 15 anni di lavoro negli studios hollywoodiani, rientra in Italia stabilendosi inizialmente a Zanè (VI), fino al 1974, e successivamente in Emilia Romagna. In Italia si dedica alla pittura sperimentando la sua grande versatilità sia su spazi immensi, quali le pubbliche piazze, e sia su minuscoli pezzi di carta. Sviluppa essenzialmente due filoni: da una parte si dedica alla pittura ipperealista di ascendenza surrealista , dall’altra si avvale di una tecnica pittorica di derivazione Pop, come già maturato nella sua partecipazione al movimento nel decennio precedente.
L’indagine serrata della realtà, evidente in tutta la sua ricerca pittorica, porta ben presto Pellegrini a sviluppare un interesse sempre più profondo verso i materiali che la natura stessa offre. Ramoscelli, foglie, spighe di grano, zolle di terra, da oggetti da riprodurre con la tecnica pittorica divengono oggetti da utilizzare direttamente nella creazione delle opere.
Da un primo utilizzo di tali materiali, che potremmo definire collagistico, Pellegrini passa, a partire dalla seconda metà degli anni Settanta, grazie all’utilizzo di un telaio a mano regalatogli dall’amico Luigi Bonotto, a sviluppare la straordinaria serie delle “Tessiture”.
La sua formazione di scenografo, saldamente radicata nella cultura artigianale delle mani, lo porta a sperimentare numerose altre pratiche artistiche ed artigianali, attraverso l’utilizzo dei più disparati materiali ed attrezzi nella sua casa-laboratorio. Gino Pellegrini utilizza foglie, rami, sassi, fil di ferro, ruderi di finestre o mobili con la stessa sensibilità con cui usa i colori.
La sua necessità di esprimersi sfocia negli ultimi anni in spettacoli pittorico- scenografico- allestitivi corali in cui pittura, falegnameria, tessitura e tensione poetica confluiscono armoniosamente in un tutt’uno a cui il pubblico è chiamato ad intervenire attivamente.
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GINO PELLEGRINI GIOCANDO CON L’ARTE mostra antologica

Palazzo Fogazzaro, Schio
7 dicembre 2016 – 26 febbraio 2017

Mostra a cura di:
Osvalda Clorari Pellegrini
Patrizio Peterlini

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