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Pieghevole_Capti_WEB-2.jpgFocus Collezioni

La rivista come luogo di ricerca artistica: il portale Capti
Mart Rovereto, 3 settembre 2017 — 28 gennaio 2018

A cura dell’Archivio del ’900

Nell’ottica della maggior condivisione e accessibilità alla conoscenza, il portale Capti mette a disposizione alcune delle principali riviste sperimentali del secondo Novecento conservate nell’Archivio del ’900 del Mart. Il progetto di ricerca comprende anche una mostra. Dal 3 settembre, a Rovereto.

 Opening            Domenica 3 settembre dalle 10 alle 18

ingresso ed eventi gratuiti

In occasione del Mart Open Day, alle 15 visita guidata con i curatori della mostra. A seguire, incontro di approfondimento in Sala conferenze.

Focus Collezioni

Costituite nel tempo grazie a una politica di importanti acquisizioni, depositi e donazioni, le Collezioni del Mart attraversano 150 anni di storia dell’arte, dalla fine del XIX secolo a oggi. Partendo da questo vasto repertorio e isolando alcuni nuclei tematici, i Focus si configurano come preziose rassegne d’approfondimento sul patrimonio museale costituito anche da documenti d’archivio, libri, materiali sonori, oggetti.

A partire dal 3 settembre il nuovo Focus tematico documenta la centralità dell’editoria periodica sperimentale nelle pratiche artistiche del secondo Novecento.

A cura dell’Archivio del ’900.

“Per la prima volta sono interrogabili in uno stesso contesto informatico riviste estremamente lontane tra loro, riconducibili di volta in volta al settore ‘militante’ oppure alla divulgazione, alla controcultura oppure all’establishment, fornendo allo studioso, così come all’appassionato, gli strumenti per avanzare nella ricostruzione di un mosaico interpretativo estremamente complesso”.

Giorgio Bacci, Scuola Normale Superiore, Pisa

Denis Viva, Università degli studi di Udine

 L’Archivio del ’900 del Mart è un luogo di ricerca unico in Italia che testimonia anche la vivacità dell’editoria sperimentale, dalle avanguardie storiche alla contemporaneità. Centinaia di riviste italiane e straniere documentano il dibattito, la critica, la formazione del pensiero contemporaneo del secondo Novecento.

Recentemente il Mart ha aderito al progetto ministeriale FIRB Diffondere la cultura visiva” promosso dalle università di Udine, Siena, Genova e dalla Scuola Normale Superiore di Pisa (capofila del progetto), nel cui ambito è stato realizzato il portale www.capti.it il cui scopo è: «Analizzare la diffusione della cultura contemporanea attraverso le riviste; sviluppare una riflessione storico-critica sul rapporto tra cultura “alta” e cultura “bassa”; approfondire le problematiche relative al dialogo tra arte e società; rendere disponibili e liberamente fruibili materiali e riviste difficilmente reperibili. Questi, in estrema sintesi, alcuni dei principali obiettivi del Progetto Nazionale».

Come ogni catalogo, fisico o digitale, Capti è un progetto in divenire, un archivio vivo; il numero delle riviste e dei materiali disponibili è quindi in crescita continua.

Al momento sono a disposizione degli utenti 21 rare riviste, di cui ben

17 provenienti dalle collezioni dell’Archivio del ’900.

Questi periodici offrono uno specchio di buona parte delle ricerche artistiche ed estetiche del secondo Novecento in Italia e all’estero. Troviamo “Il Gesto” (1955-1959), legato al Movimento arte nucleare, “L’esperienza moderna” (1957-1959) di Achille Perilli e Gastone Novelli, “Azimuth” (1959-1960) di Enrico Castellani e Piero Manzoni, “Appia Antica” (1959-1960) di Emilio Villa; cinque fondamentali riviste legate alle neoavanguardie artistiche nel Mezzogiorno, ovvero: “Documento Sud” (1959-1961, di Luigi Castellano), “Quaderno” (1962, di Mario Diacono e Stelio Maria Martini) “Linea Sud” (1963-1967, di Luigi Castellano, Stelio Maria Martini, Mario Persico, Enrico Bugli e Luciano Caruso), il numero unico “Continuazione A-Z” (1973 di Luciano Caruso e Stelio Maria Martini) e, sempre a cura degli stessi, “E/MANA/AZIONE” (1976-1981). E poi “Ex” (1963-1968), di Villa, Diacono e Debernardi, “Metro” (1960-1970) di Bruno Alfieri, “Marcatrè” (1963-1969) di Eugenio Battisti, “Tool” (1965-1967) di Ugo Carrega, Lino Matti e Rodolfo Vitone; “Bollettino Tool” (1968-1970) del solo Ugo Carrega, “Lotta Poetica” (1971-1975) di Sarenco e Paul De Vree, “DATA” (1971-1978) di Tommaso Trini, e infine “Oask?!” (1977), numero unico degli Indiani Metropolitani romani graficamente realizzato da Pablo Echaurren.

Dal 3 settembre al 28 gennaio, la mostra “La rivista come luogo di ricerca artistica: il portale Capti”, intende presentare la collaborazione istituzionale e promuovere l’agile consultazione di alcune fondamentali riviste italiane d’avanguardia, cronologicamente comprese tra la metà degli anni Cinquanta e il 1977.

Una postazione Internet collocata a metà percorso consente di accedere al portale Capti e di sfogliare virtualmente i periodici originali esposti. Questi, oltre a documentare la complessità della ricerca artistica nel secondo Dopoguerra, attestano in molti casi le innovazioni apportate all’impianto grafico delle riviste stesse. Così, se “Appia Antica” azzera in copertina la centralità solitamente data al titolo della testata, mettendo al centro in maniera totalizzante l’opera d’arte riprodotta, “Azimuth” sperimenta l’idea di dilatazione dell’opera all’interno delle pagine, pubblicando in maniera sperimentale opere di Klein e Manzoni, mentre “Metro”, per la prima volta in una rivista d’arte italiana, concede ampio spazio al fotoreportage, avvalendosi anche di importanti fotografi come Gianni Berengo-Gardin. La ricerca sul progetto grafico e l’impaginazione tocca in particolar modo “Marcatrè”, anche grazie al ruolo centrale di graphic designer d’eccezione come Giulio Confalonieri e Magdalo Mussio.

In mostra le riviste sono affiancate a una serie di documenti d’archivio, sempre appartenenti alle raccolte dell’Archivio del ’900, che ne attestano ora il divenire, ora la circolazione. Troviamo così, accanto ai periodici, lettere di artisti come Gastone Novelli, Adriano Spatola e Ugo Carrega,un componimento del dadaista Raul Hausmann dedicato a “Il Gesto”, manoscritti e dattiloscritti preparatori, materiale a stampa di varia natura, fotografie e perfino i menabò originali di alcuni numeri, realizzati per definire l’impaginazione e la successione di testi e immagini. Alcuni documenti rivestono un ruolo di confine, a meta strada con l’opera d’arte vera e propria: è questo il caso di alcune grafiche e opere d’arte originali in stretta relazione con i periodici, utilizzate anche come corredo illustrativo degli stessi.

Se la mostra intende da una parte completare la messa in rete del portale, dall’altra desidera rimarcarne anche le prospettive future, documentando in chiusura di percorso anche alcune riviste che saranno presto oggetto di una nuova campagna di digitalizzazione, come il giornale murale “Continuum” (1968-1970), foglio a redazione collettiva promosso da Luciano Caruso e Stelio Maria Martini, artisti di cui l’Archivio del ’900 si appresta a pubblicare il fitto carteggio.

 

 

 

L’Archivio del ’900

Una delle peculiarità del Mart consiste nell’avere un ampio e vivo patrimonio archivistico e librario che rende il museo di Rovereto un’istituzione dedita, oltre che alla conservazione alla tutela e all’esposizione del proprio patrimonio, anche all’attività di ricerca e di valorizzazione.
L’avvio delle raccolte porta il segno del futurista Fortunato Depero, che per primo donò al Comune di Rovereto tutta la sua produzione artistica e le sue carte personali.

Il Mart ha posto particolare cura nell’incremento del patrimonio archivistico, arricchito da nuovi fondi secondo alcuni filoni tematici che si collegano alle origini delle raccolte: il futurismo, il dibattito storico-critico della prima metà del ’900, l’architettura, la poesia visiva e le neo-avanguardie. Attualmente sono presenti al Mart circa sessanta archivi storici di artisti, architetti, critici e gallerie d’arte. I materiali custoditi – carteggi, scritti, documenti, fotografie, disegni, ritagli stampa, oggetti – sono una fonte ricchissima, e in parte ancora inesplorata, per lo studio delle vicende storico-artistiche del secolo scorso.

 

Insieme agli archivi storici, il Mart dispone di una Biblioteca specializzata nell’arte del XIX e XX secolo, con una particolare attenzione alle avanguardie.

La Biblioteca del Mart conserva circa 1.500 periodici e 80.000 volumi, fra i quali una ricca raccolta di editoria futurista originale, di libri d’artista e circa 10.000 cataloghi di mostre. Inoltre conserva le biblioteche personali di artisti, architetti e critici come Fortunato Depero, Gino Severini, Luciano Baldessari, Angiolo Mazzoni, Vittore Grubicy, Carlo Belli, Enrico Baj, Stelio Maria Martini.

 

 

 

 

 

 

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