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Avevo parlato per l’ultima volta con Gerald Bisinger nell’autunno 1995, al telefono (lui a Vienna, io a Torino.), per chiedergli se voleva collaborare con una pagina all’antologia GEIGER 10 dedicata a mio fratello Adriano. Con voce affaticata, nel suo inconfondibile, divertente italiano germanizzato mi aveva risposto che non se la sentiva perché “la mia salute non è tanto buona, sai”, autorizzandomi a ripubblicare una sua poesia scritta a Mulino di Bazzano, che gli era molto cara. Si trattava di Passano gli anni scritta nell’inverno del 1972 e qui riportata integralmente nel testo di Giulia Niccolai sull’amico recentemente scomparso. Giulia pubblicò il suo Esoterico Biliardo, che comprendeva quelle pagine, nel 2001, Gerald se n’era andato nel febbraio 1999, a soli sessantatre anni.

Almeno venti degli ultimi trent’anni della sua vita lo avevano visto sovente in Italia, strettamente legato al gruppo di “TamTam” e da fraterna amicizia con alcuni dei suoi protagonisti più attivi: Adriano e Giulia soprattutto, ma anche Corrado Costa, Franco Beltrametti, Julien Blaine, Giuliano Della Casa, Milli Graffi, Giovanni Anceschi ( traduttore di quasi tutte le poesie di Bisinger) e anche chi scrive. Con i suoi baffi asburgici eternamente profumati di grappa (oppure di nocino o di genepì, secondo i luoghi e le circostanze) Gerald era un instancabile e placido conversatore. Capace di immediate, umanissime empatie anche con persone lontane mille miglia dal mondo un po’ intricato della letteratura: in occasione di una sua visita a Torino, in poche ore lui e nostro padre divennero amiconi, disquisendo affabilmente di argomenti enologici e dei metodi più gustosi per cucinare le lumache. Nostra madre mise tutti d’ accordo imbandendo un pranzetto di cui Gerald parlò per anni.

Non so se Bisinger sia stato un “protagonista”, temo che anche nella sua Austria sia stato un po’ dimenticato, nonostante abbia ricoperto ruoli di rilievo, soprattutto negli anni in cui diresse a Berlino il Literarische Colloquium. E’ certo però che fu un “compagno di strada” straordinario con i suoi slanci di amicizia e le sue doti di precisione e puntualità negli impegni letterari, cui faceva da sfondo una cultura vasta ed eclettica. Mi piacerebbe ricordarlo come un “poeta dalle molte qualità”, contrapponendolo, in un confronto impossibile, all’ Uomo senza qualità del suo conterraneo Robert Musil. Era anche un ospite squisito, Gerald, e lo dimostrò nel novembre del 1973, quando ospitò Adriano, Giulia e me a Berlino, proprio nella sede della Literarische Colloquium, in una villa storica sul lago Wannsee, dove per una settimana incontrammo il fior fiore dei poeti e degli artisti berlinesi. Naturalmente a base non di grappa, ma di Kirschwasser.

Nelle pagine che seguono è riprodotto integralmente, con testo tedesco a fronte, la prima delle due raccolte di poesie che pubblicò con le nostre edizioni Geiger, nel 1971: sette nuove poesie / 7 neue gedichte, nella traduzione di Alberto Tessore e con una riflessione di Adriano Spatola sul ruolo del poeta a fungere da prefazione. La seconda, “Frammenti sull’io”, uscì nel ‘77.A seguire la recensione a 7 nuove poesie firmata da Carlo Alberto Sitta sul n. 2 di “TamTam”del 1972. Quindi un brevissimo omaggio in versi scritto di getto da Julien Blaine, il suaccennato testo della Niccolai e un intraducibile omaggio della poetessa viennese Marianne Sula, oggi autrice di testi radiofonici, che di Gerald fu collaboratrice negli ultimi anni della sua vita. In chiusura una sua poesia sui destini dell’uomo, venata di pessimismo, che mi appare molto attuale. Questo ricordo di Gerald Bisinger è completato dalla sua biografia in italiano e tedesco e da due fotografie che lo ritraggono in diverse epoche della sua esistenza.

http://www.archiviomauriziospatola.com/ams/aziende/ams/prod/pdf_protagonisti/P00023.pdf?a=5d44778f1200b

 

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