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Montagna Rossa, inventario in 9 lingue a cura di Franco Beltrametti (1971)

Sono trascorsi oltre quarant’anni da quando Franco Beltrametti, architetto e poeta giramondo, residente nel Ticino svizzero, ci propose la pubblicazione di questa antologia poetica internazionale che volle definire “inventario in 9 lingue”: il titolo, Montagna Rossa, richiamava (al pari della foto in copertina) l’appeal rivoluzionario di quegli anni, dalle rivolte studentesche americane del ’64 a quelle europee del ’68, dai movimenti di liberazione latinoamericani al grande precedente della Lunga Marcia della rivoluzione cinese guidata da Mao Tse Tung, di cui non a caso figura nell’antologia una poesia che parla appunto di bandiere rosse spiegate ai piedi di una montagna.
Della vita movimentata e attivissima di Franco ho già fatto cenno presentando la sua raccolta di poesie Un altro terremoto (vedi in questa stessa sezione al punto 6) per cui mi limito a ricordare qui la sua intensa collaborazione con Adriano Spatola e Giulia Niccolai nella redazione della rivista “Tam Tam”, in cui fungeva da tramite con i poeti americani e giapponesi che aveva frequentato nel corso di lunghi soggiorni nei loro Paesi. Da lui venne anche l’impulso per la nascita in Lussemburgo della rivista “Abracadabra” diretta da Marcello Angioni: rivista che fece parte di quel circuito alternativo che aveva come punto di riferimento in Francia “Doc(k)s” di Julien Blaine, in Inghilterra la “Grosseteste Review”, in Germania “Futura” di Hansjorg Mayer, in Uruguay “Ovum 10” di Clemente Padin, in Jugoslavia “la battana” diretta da Eros Sequi e “Signal” di Miro Ljub Todorovic, in Giappone “Vou” e molte altre. Da Riva San Vitale, a pochi chilometri da Lugano, dove viveva, Franco manteneva una fitta corrispondenza con poeti e artisti di tutto il mondo, organizzava incontri e readings, pubblicava minilibri e riviste stampati artigianalmente, partiva incessantemente per le più varie destinazioni. Nella sua frenetica attività era appoggiato e seguito dalla moglie americana Judith Danciger (che gli aveva dato un figlio, Giona), che con Franco curò la realizzazione di Montagna Rossa.
Gli autori presenti nell’antologia riflettono l’arco delle esperienze e degli incontri di Beltrametti negli Anni Sessanta, ma anche le inquietudini e le aspirazioni a radicali mutamenti che caratterizzavano il clima culturale di quegli anni. I poeti americani appartengono direttamente alla Beat-Generation (Allen Ginsberg, Gary Snyder, Lew Welch) o ne sono i successori senza esserne gli epigoni (Cid Corman, James Koller, Philip Whalen). I versi dei giapponesi esprimono quel pensiero zen di cui era impregnata all’epoca anche la nuova poesia americana e che aveva coinvolto lo stesso Beltrametti. I poeti italiani, invece, (Spatola, Niccolai, Ramous, Zanier, Fiorenzi) rappresentano la ricerca di nuovi orizzonti per una scrittura poetica uscita malconcia dalle diatribe che avevano frantumato il Gruppo 63. L’inclusione in Montagna Rossa dell’ergastolano Sante Notarnicola (che aveva partecipato alle imprese della famigerata Banda Cavallero) non va interpretata come una provocazione, ma come un segno di speranza di un possibile ritorno alla vita. Della presenza fortemente simbolica di Mao Tse Tung, affiancato dal particolare di un dipinto del XIV secolo, ho già detto. L’inventario comprende anche il poeta olandese Harry Hoogstraten, altro attivissimo poeta sperimentale e frequente collaboratore di Beltrametti.
Un accento particolare va posto, a mio parere, sulle due poesie di Adriano Spatola che aprono l’antologia, un intenso omaggio alla famose Voyelles di Rimbaud, la prima, e un poema in cinque parti sulle sfaccettate e contrastanti interpretazioni della democrazia, la seconda (Che giorno è oggi). Versi che hanno segnato profondamente il percorso poetico di mio fratello. La tiratura di Montagna Rossa, in cui l’indice degli autori sul retro di copertina riverbera la splendida calligrafia di Beltrametti, fu di mille copie, il doppio di quella media delle Edizioni Geiger: a quanto ricordo, però, non ci fu molta resa.

Maurizio Spatola

http://www.archiviomauriziospatola.com/ams/aziende/ams/prod/pdf_geiger/G00109.pdf?a=5e2b45a9ea430