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Nell’impossibilità di crearne uno nuovo, ripropongo qui, in occasione del settantanovesimo anniversario della nascita di Adriano Spatola, il ricordo che misi in rete quasi tre anni fa nell’anniversario della scomparsa di mio fratello, il 23 novembre 2017.

Potrò forse apparire noioso ma non posso fare a meno di ricordare anche quest’anno l’anniversario della scomparsa di Adriano Spatola, il mio fratellone Poeta, avvenuta ventinove anni fa, il 23 novembre 1988, nella sua casa di Sant’Ilario d’Enza. Ho pensato di farlo proponendo la lettura di una poesia tratta dalla sua ultima raccolta di versi, La definizione del prezzo, pubblicata postuma nel 1992 a cura della vedova Biancamaria Bonazzi e dell’amico editore milanese Francesco Martello. Molto poesia è l’ultimo omaggio, in versi, di Adriano al suo Maestro e mentore il Professor Luciano Anceschi, il docente di estetica che sin da giovanissimo ne aveva seguito e incoraggiato il percorso letterario. Quest’ultima raccolta, già predisposta da Adriano negli ultimi mesi di vita con i divertenti ritratti surreali e grotteschi disegnati su sua richiesta dall’amico pittore modenese Giuliano Della Casa (due dei quali qui riprodotti), costituiva il terzo capitolo di una trilogia legata alla nascita/produzione del libro: le due raccolte precedenti sono La composizione del testo (Cooperativa Scrittori, Roma 1978) e La piegatura del foglio (Guida, Napoli, 1983). Much Poetry, la traduzione inglese di Molto poesia è di Paul Vangelisti, altro amico fraterno di Adriano, ed è tratta dal volume The Position of Things, Collected Poems 1961-1992, edito a Los Angeles da Green Integer nel 2008 a cura dello stesso Vangelisti e con una postfazione di Beppe Cavatorta.
Maurizio Spatola

 

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Molto poesia

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