Castello di Montechiarugolo (Parma): “Capricci” opere di Renzo Dall’Asta

Tag

,

Segnalo ai visitatori della mostra che nel piccolo cimitero di Montechiarugolo, all’ombra del Castello, è sepolto dal 25 novembre 1988 il poeta totale Adriano Spatola: prima tomba a destra entrando dal cancello. Grazie. Maurizio Spatola

8 aprile - 17498885_1236369523136585_8746856819273358540_n.jpgCastello di Montechiarugolo (PR)

Capricci
opere di Renzo Dall’Asta

a cura di Mauro Carrera

8 aprile – 4 giugno 2017

Inaugurazione sabato 8 aprile 2017 ore 18.00 alla presenza dell’artista e del curatore

Orari:
Sabato 15.00 – 18.00 Domenica e festivi 10.00 – 12.00/ 15.00 – 18.00 Visite guidate ogni ora

Catalogo a cura di Mauro Carrera per Grafiche Step

Sponsor tecnico
VAM – Virtual Art Museum

Nelle sale dello splendido Castello di Montechiarugolo (PR), sabato 8 aprile si inaugura la mostra Capricci con opere di Renzo Dall’Asta a cura di Mauro Carrera.

Renzo Dall’Asta
Nato nel 1946 a Tortiano (PR), si è diplomato presso l’Istituto d’Arte “Paolo Toschi” di Parma in cui ha insegnato Scenotecnica e Decorazione. Attualmente vive e lavora a Monticelli Terme (PR).
Tra il 1978 e il 1980 ha realizzato dipinti murali di carattere sia sacro sia profano. Tra le opere realizzate su committenza pubblica ricordiamo: il discusso e profetico ciclo “L’allegoria del buono e del cattivo governo” per la sala consiliare di Montechiarugolo (PR); “Le sette opere di misericordia”, dipinto murale per la chiesa parrocchiale di San Michele Tiorre; il “San Francesco e il lebbroso” per la chiesa di Santa Caterina a Parma.
Nel 1994 ha vinto la XXXIV edizione del Premio Suzzara per la Sezione Pittura. Nel 2011 era presente al Padiglione regionale della Biennale di Venezia. Nel 2012 gli è stato conferito il riconoscimento alla carriera nel corso della XII edizione della rassegna Arte in Arti e Mestieri di Suzzara (MN). Nel 2013 e nel 2016 è stato nella commissione selezionatrice per il Premio “Arte in Arti e Mestieri”.
Già membro dell’Accademia Nazionale di Belle Arti di Parma, sue opere sono collocate in spazi pubblici e chiese e annoverate in importanti collezioni. Espone dal 1966 e ha al suo attivo importanti mostre personali e collettive in prestigiose sedi espositive italiane ed estere documentate da numerose pubblicazioni.

Mele granate

Una spremuta di melograno è una delle poche cose alla moda che io e il mio amico Renzo ci permettiamo. Ci diamo gli appuntamenti una settimana per l’altra, arriviamo con patologico anticipo di una mezzoretta (non ha la minima intenzione di comprarsi un cellulare), non condividiamo nulla via internet. Oggi ci siamo visti ad uno dei nostri appuntamenti convocati giorni prima: tutti e due eravamo malaticci (influenza) ma non intendevamo procrastinare l’incontro, né tantomeno potevamo se lo avessimo voluto.

Come la chiamiamo questa mostra? Capricci dico io. Ah beh dice lui. Sì beh dico io. Vabbè dice lui. Orbene dico io. Dove lo trovo un titolo che spieghi meglio la tua pittura? Sì vabbè ma scomodare… Lasciamolo dov’è lui là. E lasciamolo pure. Silenzio. Comunque non è male come titolo. E certo che no! Vabbè. Vabbè. Cameriere! Ancora due spremute di melograno.

Roba seria

Scrivere di Renzo Dall’Asta è in qualche modo un po’ come scrivere di me: vorrei dire tante cose ma poi me ne vergogno. Uomo intelligente ed epicureo, vive nascosto nel suo bozzolo a prova di impertinenti onde elettromagnetiche. Una mano felicissima nel disegno, un’eccellente capacità compositiva e una padronanza del colore autorevole eppur liberale fanno di lui un artista fuori del comune. E sì che fuori del Comune qualcuno lo aveva già messo…

Secoli fa avrebbe dovuto rinunciare a buona parte della sua libertà, giacché le migliori commesse avrebbero di certo varcato la soglia della sua bottega (né per farsi ritrarre né per ritrarsi…).

Portatore sano di capricci, Dall’Asta porta i capelli cortissimi, pena un incapricciarsi da cui è poi difficile scapricciarsi.

Artista libero da condizionamenti, risponde solo a se stesso e al suo severo giudizio. Con rigidi disciplinari da azienda biodinamica e regole d’ingaggio da caschi blu, osserva regole ferree cui scampano solo delle opere che non fatico a definire capolavori. Tra collezionisti e operatori ecologici si favoleggia da anni di straordinari rinvenimenti nei cassonetti (con la raccolta differenziata più efficace d’Italia, non è più tempo) adiacenti al suo storico atelier parmigiano. Niente più tesori nascosti nell’immondizia: i miseri resti delle œuvres refusées sono ormai straziate a colpi di machete prima di finire ingloriosamente nell’indifferenziato.

Se scomodo Rembrant o Goya si ritira nel carapace. Cosa può scrivere su di lui un critico d’arte? Disegna con la facilità di un geniale fumettista (le sue donne fanno invidia a quelle di Manara); dipinge con la facilità di un informale (ma fa figura); le sue opere hanno la freschezza di quelle di un giovane capriccioso, ma la sicurezza di un vecchio Tizi(an)o. Nelle critiche si cercano comparazioni non troppo ardite (pena l’immodestia): a lui le pietre di paragone le lancio belle grosse. Forse mi toglierà il saluto.

Mauro Carrera

 

Roma. Mac Maja Arte Contemporanea: “L’oltre, l’altro e l’altrove”

Tag

                                                                L’oltre, l’altro e l’altrove

Veronica Della Porta
Olivier Fermariello
Gianfranco Toso

a cura di Daina Maja Titonel

6-29 aprile 2017


Dietro ogni cosa visibile esiste una realtà interiore e invisibile corrispettiva.
John Keats, Ode a Psiche, 1819 [nota a margine]

Nel mese di aprile la MAC Maja Arte Contemporanea ospita la collettiva dal titolo L’oltre, l’altro e l’altrove, collaborando per la prima volta con gli artisti Veronica Della Porta, Olivier Fermariello e Gianfranco Toso, di cui si espongono rispettivamente sei fotografie e tre dipinti.

Negli scatti in bianco e nero di Veronica Della Porta il paesaggio quotidiano fa un passo indietro per lasciare spazio alla materia architettonica che diviene protagonista silenziosa e al contempo vibrante. Il superfluo viene escluso in un processo di rimessa a fuoco dove l’artista analizza l’architettura nel dettaglio per spingersi oltre per sottrazione. La scelta accurata dei materiali e il tipo di carta utilizzata per la stampa, in un’unica tiratura, esaltano la fotografia rendendola affine ad un’opera su carta.

Ispirandosi al genere del ritratto di famiglia degli inizi del secolo scorso, Olivier Fermariello presenta alcuni scatti della serie Air de famille. La relazione di complicità, tra distanza formale e intimità, che lega il fotografo alle figure dei propri nonni, è l’inizio di un discorso ed un pretesto emotivo attraverso il quale la forza del mezzo fotografico esce fuori con una rinnovata energia, dove l’oltre, l’altro e l’altrove balzano allo sguardo annullando il tempo e lo spazio. L’espediente della messa in scena e il particolare tipo di relazionalità con l’Altro, consentono al fotografo italo francese, da sempre diviso tra culture diverse, di recuperare l’album fotografico delle sue origini.

Gianfranco Toso indaga la creazione della forma come tensione ad una dimensione metafisica dell’immaginazione. Assumendo nel presente la convinzione dell’esistenza autonoma di concetti superiori, di cui il mondo è pallida imitazione, il suo lavoro muove verso una progressiva riduzione dell’approsimazione terrena da quel mondo, altrove, ritenuto comunemente eterno e perfetto. Strumento di ricerca sono le forme della geometria, intesa allo stesso tempo come misura della terra e contemplazione del trascendentale. Tali forme, non immediatamente percepibili dai sensi, sono individuabili soltanto attraverso una conoscenza interiore. Le pure, precise relazioni che operano tra le figure geometriche si spingono ad identificare il concetto di perfezione ultraterrena, muta e assoluta. Specchio privo di ombre, gravità e corruzioni, la purezza di queste forme emana una qualità senza tempo, la stessa che ispira il senso del vivere umano.

NOTE BIOGRAFICHE

VERONICA DELLA PORTA nasce a Modena nel 1964, vive e lavora a Roma. Scenografa e costumista, ha collaborato con diversi artisti (tra cui Mario Schifano e Isabella Ducrot), prima di intraprendere un autonomo percorso creativo. Le sue opere sono stampe digitali, prevalentemente in bianco e nero, ad unica tiratura. Del 2013 la prima personale, curata da Ludovico Pratesi, presso la galleria s.t. di Roma. Seguono collettive e partecipazioni a fiere (Roma 2012, Affordable Art Fair; Bologna 2015, Set Up Fair; Londra 2015, Start Art Fair, Saatchi Gallery).

OLIVIER FERMARIELLO nasce a Roma nel 1975. Fotografo italo-francese, ha esposto il suo lavoro nel quadro di Festival internazionali (Roma 2005-2007, Festival Internazionale di Fotografia; Montpellier 2010, Boutographies; Stoccarda 2010, Fotosommer; Darmstadt 2010, Darmstädter Tage der Fotografie), di Musei (Roma 2005, Galleria Nazionale d’Arte Moderna; Cinisello Balsamo 2007, Museo Fotografia Contemporanea; Milano 2010, Triennale) oltre che di varie esposizioni personali e collettive. L’opera di Olivier Fermariello è stata segnalata in premi quali il Descubrimiento, Leica Awards, Bourse du Talent, Amilcare Ponchielli ed ha ottenuto riconoscimenti tra cui il Celeste Prize (2009) e l’ICMA (2014). Vive e lavora a Roma.

GIANFRANCO TOSO nasce nel 1980 a Roma, dove vive e lavora. Per un decennio si dedica allo studio e alla pratica dell’architettura, portando avanti contemporaneamente attraverso il disegno, la pittura e l’incisione, una personale ricerca sulle forme costruite. L’interesse per la teoria e il significato profondo alla base della composizione di volumi nello spazio, lo portano ad abbandonare progressivamente il dato tangibile ed il fine utilitario del costruire, per approdare ad una dimensione più metafisica del proprio operare, in cui la creazione di geometrie ideali possa riuscire a proiettare in una dimensione superiore a quella sensoriale. Il suo lavoro è stato esposto presso l’Istituto Centrale per la Grafica (Roma 2010, 2012), il Museo CIAC (Genazzano 2013) e la Rhode Island School of Design (Roma 2016)

 

MAC Maja Arte Contemporanea
di Daina Maja Titonel
via di Monserrato 30
00186 Roma

Sofia. “Viva Italia!” in Bulgaria: esposizione dall’Archivio Carlo Palli

Tag

untitled.jpg

 

VIVA ITALIA
Percorsi di Arte Italiana del XX e XXI secolo+
dalla Collezione Carlo Palli

a cura di Laura Monaldi

Galleria Civica di Sofia
4 aprile – 4 giugno 2017

inaugurazione
4 aprile 2017
ore 18.00

Dopo il successo della mostra Viva Italia dello scorso anno, esposta presso la Galleria Civica di Bratislava, le opere italiane della Collezione di Carlo Palli fanno tappa in Bulgaria. La mostra si svolge sotto il patrocinio del Comune di Sofia, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia in Bulgaria, l’Archivio di Carlo Palli, la Galleria Civica di Sofia e l’Istituto Italiano di Cultura di Sofia.

Sofia City Art Gallery

1, Gen. Gurko str., Sofia 1000
(entrance from the side of Kniaz Al. Batenberg str.)
tel. 02/ 9872181, 981 26 06; fax: 981 19 44
http://www.sghg.bg

Gallery hours:
Monday: closed
Tuesday-Saturday: 10 a/m – 7 p/m
Sunday: 11 a/m – 6 p/m

Ticket-office hours:
Monday: closed
Tuesday-Saturday: 10.00 a/m – 6.30 p/m
Sunday: 11 a/m – 5.30 p/m

 

Genova. Musica e Cabaret alla Darsena: “Pigiamino Day” per Massimo Gaviglio

Tag

,

2%20aprile%20(6).jpg

Genova, 2 aprile

Nuovo appuntamento con la rassegna “Poetando” curata dal poeta e cantautore genovese Roberto Marzano. Domenica 2 aprile, dalle 16.30 alla “Casa della Musica” in Via M. Boccanegra 15, nella Darsena di Genova, si potrà assistere allo spettacolo in versi “Pigiamino Day” dedicato a un quasi mitico poeta della città: Massimo Gaviglio, in arte “Pigiamino”. A rendergli onore verranno poeti da tutt’Italia. Da Torino arriveranno i conduAutori di “CaleidoScoppio” Helen Ester Nevola e Fabio Bosco, da Savona e provincia l’eclettico Francesco Vico e la poetessa Stefania Fiore, da Treviso Loredana Borghetto. Un accattivante miscuglio di versi e note, che vedrà esibirsi alcuni tra i più interessanti esponenti della poesia italiana. Da Genova, oltre a Roberto Marzano, saranno in scena l’attrice e clown Maria Pia Altamore, Carlo Di Francescantonio, la poetattrice Giovanna Olivari e lo studente di filosofia Francesco Patrone.
Ospite d’onore, ovviamente, sarà proprio “Pigiamino”. Massimo Gaviglio, deve l’origine del suo originale soprannome al fatto che quando, ragazzo piuttosto gracile nella Genova degli anni ’60, sgattaiolava in fretta e furia da casa nottetempo, per andare a tentare di esibirsi nei primi locali dove si faceva cabaret, indossava sotto il cappotto solo il pigiama… come avrebbero potuto chiamarlo diversamente?  Autore di moltissime pubblicazioni, e protagonista di centinaia di performance, è arrivato ad essere ospite al “Maurizio Costanzo Show”.
Nell’occasione, i poeti Roberto Marzano e Francesco Vico presenteranno al pubblico le loro ultime raccolte “M’illumino di mensole” (Matisklo) e “Spoiler: alla fine muoiono tutti” (Librido).

L’ingresso è “libero come la Poesia”.

Info: Roberto Marzano – 328.279.92.29 – roberto.marzano@outlook.it

  copertina%20MIDM.jpg  spoiler.jpg

 

Torino. Mostra allo Spazio Parentesi: “Poesia e Pratiche Contemporanee”

Tag

Spazio Parentesi
(Poesia e Pratiche Contemporanee)

Via Belfiore, 19 – Torino

Inaugurazione domenica 2 aprile a partire dalle 18
fino al 13 aprile, tutti i giorni dalle 15 alle 20 o su appuntamento
a cura di Ivan Fassio
con Benedetto Bonaffini, Alex Kova, Ester Pairona, Gabriele Pino

Per l’inaugurazione di Spazio Parentesi, domenica 2 aprile in via Belfiore 19: architetture reali e immaginarie, scorci urbani solidi e onirici di Benedetto Bonaffini; strappi spazio-temporali e tagli fotografici prospettici di Alex Kova; scatti autobiografici, diari scenico-emozionali e incisioni duali di Ester Pairona; illustrazioni grafico-digitali, cornici volanti e disegni a stampa di Gabriele Pino. Letture, presentazioni, interventi estemporanei. Ritagli e rotoli poetici, residui fatici, bugiardini criptopatici. A cura di Ivan Fassio, fino al 13 aprile, tutti i giorni dalle 15 alle 20.
Opere di Benedetto Bonaffini, Alex Kova, Ester Pairona e Gabriele Pino saranno esposte nello stesso periodo alla Doppia Nicchia del Barbagusto, via Belfiore 36.
Sabato 8 e domenica 9 Spazio Parentesi si sposta a Rocca d’Arazzo (AT) per una mostra nell’abito del festival artistico-letterario La Bella Corte.
Architettura dell’immaginario, realtà artificiale, simulazione grafica, interazione sonoro-musicale: la poesia ha rappresentato, nel corso dei tempi, tutte queste cose. A partire dalla propria etimologia, ha sempre convogliato le forze della creatività verso l’illimitata produzione di mondi conclusi in se stessi, assoluti: edifici inediti, biblioteche fittizie, cataloghi di innovazioni, strutture mimetiche.
Autenticità e originalità sono state tradotte in linguaggi depurati o contaminati, in cui l’artificio dell’espressione potesse perdere ogni suo aspetto di utilità, di sviluppo efficace, di convenienza.
Casualità e progetto si sono scontrati ed alleati, abbandonati definitivamente in processi di automazione o di rigenerazione stilistica. Nella propria natura di materia cristallizzata, di testimonianza scritta, la poesia si è scoperta portatrice di segni immacolati, lievi e sospesi, decorativamente – e perturbabilmente – fruibili soltanto nella grafìa che li contraddistingue. Come scissione tra oralità e scrittura, ha scavato tra sé e l’esistenza un immenso cratere, che continua a secernere preziosi tesori: getto continuo d’ispirazione.
Compito di chi opera nella realtà contemporanea è il ricollocamento di queste ancestrali qualità della poetica in produzioni che sappiano amalgamarne, problematicamente, forma e sostanza. La ritrovata sensibilità nei confronti della parola andrà incanalata nelle sue variabili declinazioni: testimoniali, timbriche, seriali, riproduttive, grafiche, artistiche, performative, critiche, teatrali. Soltanto in questo modo, e attraverso una conseguente visione interdisciplinare, la poesia potrà reincarnare – secondo l’accezione originaria di creazione universale – il concetto primordiale di estetica: relazione attiva nei confronti di tutti i campi della percezione.
Nascere in poesia progressivamente, da sempre, per la stessa imperscrutabile impalpabile indefinibile tensione che ci consente di dirci pian piano contemporaneamente, e di venire, quali pericolosamente stessi, al mondo. Esserne fatalmente coscienti incoscienti, esserne fatati, è già compierne il destino.
Palpitazione, mai memoria, cristallizzazione neppure. Da rendere in perfezione e completezza: magia della terra che germoglia la scissione cara, inevitabile. Per lettura, voce, movimento, amplificazione-eco, scrittura, grafia, corpo-mondo, tutto. Che ciò sia chiaro, in splendore mattutino: è già compierne il destino.
E il filo tirato stia soltanto tra le categorie, a saperle riconoscere. Negli attriti del gruppo-esistenza, in oltre, ché a chiamarli altrimenti si rischia di scivolare nella Storia. Tale il mestiere di scrittore, che è alla base del raccolto, del racconto. La scelta della fabula e l’ironia per il frammento, il divertimento o l’invettiva in situazione. Come da bambino, sapiente, dal pampino riconoscere la distanza, anche nell’aggrovigliato intreccio dei tralci nei filari, tra la vite di barbera e il grignolino. Individuare, in tanta grazia, è già compierne il destino.
Per concludere, non finisce mai. Né sarà sufficiente, né abbastanza, peso-nulla da dichiarare alla dogana con addosso molto odore di polvere da sparo. L’amore per l’arte venatoria, dunque. E la violenza necessaria. Il cacciatore esperto si carica e sceglie da sé bossolo capsula e proiettile, viaggia, cartucciera stretta in vita. Camminare, scovare, uccidere la bestia. In immacolate contingenze, si viene ammessi in qualche circolo, si viene ricordati. Questo è secondario, oltreché meschino da sperare, e calcolarlo è inammissibile. Esserne certi, stando dritti, è già compierne il destino.

Ivan Fassio
Spazio Parentesi ( Poesia e Pratiche Contemporanee )
aperto tutti i giorni dalle 15 alle 20 o su appuntamentog
via Belfiore, 19
10125 Torino
info: ivan.fassio@gmail.com – 3382270563

Alex Kova.jpgAlex Kova

Benedetto Bonaffini.jpgBenedetto Bonaffini

Bari. Mostra al Museo Nuovo Era: Liliana Ebalginelli, “L’arte dell’invisibile”

Tag

untitled.jpg

Liliana Ebalginelli
l’arte dell’invisibile

Il suo cammino è partito dalla scrittura, dalla poesia visiva. Il passaggio all’immagine è avvenuto in seguito, abbastanza recentemente. La sua è una vera e propria esigenza espressiva, che si sviluppa sempre e comunque dalla scrittura, quando è autrice di libri d’artista ma anche quando crea immagini.

Le sue opere che non narrano e men che meno descrivono, hanno radici profonde, in alcuni casi nella classicità. Ebalginelli vuole condurci, attraverso immagini apparentemente semplici, agli archetipi dell’esistenza. Una ricerca che parte dalla sua dimensione personale per giungere all’universale in senso filosofico.

La sua fotografia evoca, rimanda, è mezzo che deve essere superato, proprio nel suo limite strumentale, per giungere oltre, è mossa, sfuocata, volutamente illeggibile, proprio perché non vuole essere indice della realtà.

Attraverso immagini poco definite, possiamo arrivare a ciò che è nascosto, il desiderio è quello di giungere all’essenza dei fenomeni: punto di arrivo complesso, meta agognata, utopia dello sguardo e del pensiero. (Angela Madesani)

Liliana Ebalginelli per Museo Nuova Era
Vernissage con la presenza dell’autrice
sabato 1 aprile ore 18.00
C/O Museo Nuova Era
Strada dei Gesuiti 13
70122 Bari
Nota biografica.jpg

 

Genova. Bruno Munari, Man Ray e altri: avanguardie fotografiche in mostra. Riapertura di Palazzo Grillo

Tag

,

fe7ee0ee3eb550de60af32821535b553.jpg

Palazzo Grillo riapre al pubblico con una mostra sulle avanguardie fotografiche

GENOVA – Un nuovo spazio espositivo è stato inaugurato il 21 marzo con la mostra ‘Fotografia sperimentale in Europa tra le due guerre’ curata da Giovanni Battista Martini: è quello al primo piano di Palazzo Grillo, in piazza delle Vigne (ingresso da vico alla Chiesa delle Vigne 18r), uno dei più affascinanti palazzi cinquecenteschi genovesi. L’esposizione, a cura di Giovanni Battista Martini, approfondisce l’uso del medium fotografico come paradigma di modernità.

Le opere degli artisti in mostra sanciscono la presa di coscienza di nuovi codici espressivi della fotografia, affermandone definitivamente l’autonomia rispetto alla pittura e sovvertendo il ruolo meramente descrittivo e documentaristico del mezzo fotografico Il percorso espositivo si sviluppa attraverso le opere di artisti francesi, olandesi, tedeschi, polacchi, italiani, ungheresi, appartenenti alle diverse aree dell’avanguardia come il costruttivismo, il Bauhaus, il Futurismo, il Surrealismo e il Dadaismo.

Hans Bellmer, Mieczyslaw Berman, Janusz Maria Brzeski, Cesar Domela, Lux Feininger, Hans Finsler, Gelindo Furlan, Heinz Hajek Halke, Florence Henri, Hannah Höch, Otto Hofmann, Georges Hugnet, Vilmos Huszàr, Edmund Kesting, László Moholy-Nagy, Bruno Munari, Man Ray, Franz Roh, Luigi Veronesi, Dorothy Weyl, Piet Zwart: oltre cinquanta opere tra fotografie, fotomontaggi e fotocollage documentano come il nuovo linguaggio abbia rivoluzionato e proposto una ‘Nuova Visione’ della realtà.

Le diverse interpretazioni degli artisti si confrontano, dalla geometrizzazione delle forme di nature morte, ritratti e oggetti di uso quotidiano, all’uso della sola luce per realizzare fotogrammi completamente astratti, all’immagine realizzata con la tecnica del fotomontaggio come feroce satira del potere.
La mostra resterà aperta fino al 21 maggio, da mercoledì a domenica dalle ore 16 alle ore 20.

Milano. Casa della Poesia, incontro: Michelangelo Coviello e Angelo Lumelli “La primavera fa ridere i polli”

Tag

giovedì 30 marzo ’17, ore 19:30 – LABORATORIO FORMENTINI
L’improvvisazione, tra flusso di coscienza, scrittura automatica e jazz
a cura di Tomaso Kemeny

A partire dal libro “La primavera fa ridere i polli” (ed il verri) di Michelangelo Coviello, l’autore discuterà con Angelo Lumelli intorno alla pratica della scrittura tra improvvisazione, ritmo sonoro, figure dell’ironia e sviluppo tematico..

nuova sede in via Formentini 10 – ingresso libero

La Casa della Poesia di Milano
web: http://www.lacasadellapoesia.com
e-mail: segreteria@lacasadellapoesia.com

Come raggiungere con i mezzi pubblici via Formentini 10 – Milano:
Metro: M2 Lanza, M3 Montenapoleone, M1 Cordusio
Tram: 2, 4, 12, 14
Autobus 57, 61