Firenze. Simposio a Villa Romana: Disappearances. Appearances. Publishing

Tag

,

Simposio
Disappearances. Appearances. Publishing
a cura di Fehras Publishing Practices

Il simposio Disappearances. Appearances. Publishing affronta il problema della scomparsa e ricomparsa di pubblicazioni e libri nel contesto storico e culturale delle regioni del Mediterraneo orientale e del Nord Africa, prendendo in analisi la migrazione di libri, biblioteche private, case editrici e delle relative conoscenze e ideologie.
La storia moderna di questo territorio è stata caratterizzata da una continua metamorfosi sia geografica, che politica o sociale. Le opere a stampa, in quanto portatrici di idee, saperi, conoscenze, e documento storico, hanno ricoperto un ruolo fondamentale per il consolidamento del potere coloniale e per la genesi e la diffusione di idee moderne a livello culturale e politico.
Pertanto la pubblicazione è diventata sia lo spazio dove affrontare questioni storiche stringenti, sia la testimonianza scritta che rispecchia le rivoluzioni storiche e culturali. E, come quest’area geografica, anche l’opera a stampa è stata protagonista di continue trasformazioni.
Da Beirut a Damasco a Baghdad, da Il Cairo al Marocco, a margine di crisi, guerre interne ed esterne, in contesti contraddistinti da censura e in spazi di libera espressione, ovunque, attraverso attività di raccolta, commerci, scambi e archiviazione, è riscontrabile una scomparsa e ricomparsa di pubblicazioni.
Il concetto di scomparsa non si riferisce soltanto alle perdite avvenute in situazioni di crisi e instabilità politica, ma include anche il fenomeno della ricomparsa nell’ambito di un contesto nuovo. In questo senso, sparire diventa una mossa tattica mirante alla sovrapposizione, alla coincidenza, si fa movimento continuo, ri-lettura.
I relatori del simposio – Amer Bader Hassoon, Sinan Antoon, Hala Bizri e Franck Mermier – delineeranno le tracce della scomparsa e ricomparsa di pubblicazioni, prendendo in esame raccolte librarie e biblioteche private migrate, trafugate o perdute, analizzando gli editori e le case editrici estinte, cercando libri nei fondi d’archivio o tra le bancarelle dei mercatini delle pulci.

Amer Bader Hassoon (Erbil), archivista e pubblicista, ci porterà con sé nel suo esilio, nel viaggio compiuto dalle biblioteche private che ha costituito in molti luoghi e poi andate perse. Narrerà della sua passione per la raccolta, il commercio e lo scambio di opere a stampa sullo sfondo di gravi rivolgimenti politici. Presenterà al pubblico la sua rivista Al-Ayam (I giorni) e analizzerà il significato e gli scopi cui mira la ri-lettura di questa collezione.

Nel suo intervento, lo scrittore e accademico Sinan Antoon (Berlino) metterà l’opera a stampa in relazione con l’atto di scrivere. Nel romanzo Fehras, Sinan Antoon pone l’accento sul ruolo della pubblicazione come documento storico e come strumento della memoria, dell’oblio e della scomparsa. Una questione che approfondirà analizzando il caso di al-Mutanabbi Street, la “via dei librai” di Baghdad, patria culturale trasformata in feticcio.

Hala Bizri (Beirut) bibliotecaria e pubblicista, indaga sulla scomparsa di alcune case editrici della capitale libanese risalenti agli anni Quaranta del Novecento e ne mette in relazione la vicenda con i rivolgimenti politici e sociali. Oltre a raccontare la sua esperienza nella ripubblicazione di opere rare o scomparse, come bibliotecaria, Hala Bizri presenterà la narrazione orale come un’opportunità per studiare la storia dell’editoria araba.

L’antropologo Franck Mermier (Parigi) incentrerà il suo intervento sul rapporto tra case editrici e ideologie politiche nel mondo arabo. Che influsso hanno le pubblicazioni sulla genesi delle idee politiche? E questo come si riflette nella prassi editoriale? Quali strategie e spazi alternativi di espressione in grado di aggirare strutture inamovibili e poteri forti può svelare la pubblicazione di opere a stampa?

Programma

Sabato, 06 maggio
ore 16
Fehras Publishing Practices: Introduzione
ore 17
Intervento Amer Bader Hassoon, Erbil
ore 18
Intervento Sinan Antoon, Berlino

Dibattito

Domenica, 07 maggio
ore 11
Intervento Franck Mermier, Parigi
Ore 12
Intervento Hala Bizri, Beirut

Dibattito

Symposium
Disappearances. Appearances. Publishing
curated by Fehras Publishing Practices

The conference Disappearances. Appearances. Publishing engages with the conditions surrounding the disappearance and reappearance of publications within a specific historical and cultural context of the East Mediterranen and North Africa region. It focuses on the migration of books, libraries, publishers, and the production of knowledge and impact of related ideologies. The modern history of the EMNA region is characterized by permanent geographical, political, and social transformation. In this process publication – as a carrier of ideas and knowledge and as a historical document – has played an essential role in underpinning colonial structures of power and in generating and disseminating modern ideas in cultural and political contexts. Therefore, the publication became a space in which urgent questions were addressed as well as a document that reflected social and cultural upheavals. Like the EMNA region, the publication object has been subject to permanent ongoing transformation. From Beirut to Damascus, from Baghdad to Cairo and Morocco, the disappearance and reappearance of publications can be observed at the edge of crisis, internal and external wars, censorship and open spaces, and through the acts of collecting, trading, and archiving. This state of disappearance refers here not only to loss through crisis and instability – it also encompasses the act of reappearance within a new context. Thus, disappearance can be understood as a strategy of interference and of a continual act of rereading. The conference’s speakers, Amer Bader Hasson, Sinan Antoon, Hala Bizri, and Franck Mermier, will trace the disappearance and reappearance of publications by observing migrant, stolen, and lost libraries. In order to do this, they have researched the stories of disappeared publishers, analysed publishing strategies, and scoured flea markets and archive collections for relevant books.
The publisher and archivist Amer Bader Hassoon (Erbil) will take us through his exile journey and the libraries that he created and lost in his different residencies, and tell us about his passion for collecting publications in times of sensitive political upheaval. He will present his Magazine Al-Ayam (Bygones) as a case study for discussing the meaning and demands of rereading publication archives.

The novelist and literary scholar Sinan Antoon (Berlin) will demonstrate how publication is associated with the act of writing. In his novel Fehras, he opens up questions of the publication as a historical document and as a medium of memory and forgetting. In order to illustrate this, he will explore the Mutanabi street in Baghdad and its fetishization as a cultural residence for books.

The librarian and publisher and Hala Bizri (Beirut) will explore the disappearance of a selection of Beirut publishing houses from the 1940s. She will present her recent research on their history and highlight the connections with the political and social changes of the last century. As publisher, Hala will talk about her experience in republishing rare books and the aims of such an act. Turning to her work as a librarian and library researcher, Hala will also discuss the oral narrative as a possible way of studying the history of Lebanese publishers.

The anthropologist Frank Mermier (Paris) will analyse the relationship between publishing and political ideologies in the Arab world. What impact has publishing had in generating political thought and ideas? How is that reflected within publishing praxis? Which strategies and alternative spaces have been opened up through the act of publishing, thereby bypassing fixed structures and political powers?


Program

Saturday, 06 May
4 pm
Fehras Publishing Practices: Introduction
5 pm
Lecture Amer Bader Hasson, Erbil
6 pm
Lecture Sinan Antoon, Berlin

Discussion

Sunday, 07 May  
11 am
Lecture Franck Mermier, Paris
12 am
Lecture Hala Bizri, Beirut

Discussion

Torino. Mostra al Circolo Virtuoso: “Correre/Occorrere, Ragione/Movimento”

Tag

Correre Occorrere
Ragione e Movimento

Marius Ashblow – Patrizia Caffaratti – Romina Di Forti
Rossella Ferrero – Alessandra Nunziante – Norman Sgrò

a cura di Ivan Fassio

 

 

fino al 16 maggio, dal martedì al sabato 16.30- 22.00

Il Circolo Virtuoso
via San Secondo, 66 – Torino

L’abbandono è la più forte forma di scambio:
Lo dice l’etimo: l’ampia fonte di senso.
Negletti, incatenarsi all’albero del linguaggio
E farsi radice, ramificarsi: ecco il coraggio!

(i.f.)
Il lasso che raggiungo
Ogni momento
Non implica la corsa o l’andar lento.
È semplice ragion di movimento
Che giustifica Achille e tartaruga:
La fuga dalle mille costruzioni
– Paragone inadeguato al tempo –
Che ha fatto sorridere Zenone…

(i.f.)

Scarti essenziali, per ossimoro, scatti verso la meta. La fine del fine invisibile sempre, nell’atto, raggiungibile in pensiero desiderante mai, né per definizione in prassi.

Il traguardo non è tale senza illuminazione, perciò brilla tanto in apparenza: ottica, meccanica, dinamica. Un attrito si ignora quando il peccato, fenomeno, prende il sopravvento. Lucifero.

Sensibili, ci commuoviamo alla visione, sia essa intuizione pura, netto taglio sulla linea curva, paradigma; ovvero spurio lascito dell’esperienza, sintagma separato, sradicato. Se si unisce il senso nuovo al ritmo inedito o a scissione, si raggiunge il punto debole, il non ritorno attuale: la vittoria irraggia, come stella, in combustione idrogena, larghi strappi di tessuto-ossigeno, foce vocale di parola espansa in macchia arborea, supporto libero. Foresta. Corriamo, appunto, nella frenetica rabdomanzia, con individuazione parziale, cosmica.

Intanto, nel presente, si attenda che la finzione venga meno. Attenti alla sedimentazione, tuttavia sperando. La presenza si paga in decenza plausibile: esperimento alchemico, quasi, e niente più. Tentativo su materia molto instabile. Studio acceso, aperto a fantasia. Non per bene. La statua è un’altra cosa, infatti, soprattutto se già vecchia: conquista avvenuta, monumento a volte, architettura a botte. Sappiamo dei nomi non rimasti, quando con archeologico mestiere, e con stupore, grattiamo dell’opera preistorica l’ombra dello stelo, l’impronta, che reggeva del nido antico l’equilibrio.
Ivan Fassio

 

Ashblow                                                  Marius Ashblow

 

Rossella Ferrero.jpg                                                Rossella Ferrero

Asti. Esposizione a Palazzo Mazzetti: Valerio Miroglio, “Il Giudizio universale”

Tag

Locandina.jpg

Invito Valerio Miroglio.jpg

La mostra “Valerio Miroglio, il Giudizio universale”, che Palazzo Mazzetti ospiterà dal 6 maggio al 30 luglio 2017, riaccende i riflettori sull’opera e la figura di un artista astigiano sorprendente, proiettato nel panorama nazionale e nello stesso tempo legato alla città dove ha vissuto, con passione e ironia, intense stagioni politiche e culturali.
La mostra, che sarà inaugurata venerdì 5 maggio alle ore 18, è stata realizzata in collaborazione con l’associazione “Astigiani” e il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti e del Comune di Asti ed è inserita nel cartellone delle manifestazioni del Maggio astigiano.
In mostra opere di Miroglio, provenienti dalla famiglia e da collezioni private di Asti, Torino e Genova.
Nel Giudizio Universale si concentra la poetica dell’artista astigiano e la sua verve ironica e provocatoria, la stessa che lo vide impegnato per anni su vari fronti: dal giornalismo alla poesia, dalla scultura all’arte degli arazzi, dal teatro alla televisione. Il suo è sempre stato uno sguardo di lato, sorprendente e imprevedibile, in ogni caso mai banale.
L’allestimento curato dal nipote dall’artista Giacomo Goslino e Alessandro Ferraro, referenti dell’Archivio Valerio Miroglio, ripresenta al pubblico Il Giudizio Universale: una riflessione pittorica, plastica e fotografica dell’affresco michelangiolesco della Cappella Sistina. Ne emerge la poetica di Miroglio: multiforme, citazionista, di carattere concettuale ma proiettata verso il ritorno alla figurazione ed espressa mediante una moltitudine di moduli espressivi, in sintonia con quanto il panorama nazionale sperimentava in quegli anni della seconda metà del Novecento.

Foggia. Poesia visiva e messaggio politico: mostra alla Fondazione Monti Uniti

Tag

,

untitled.jpg

LOTTA POETICA
IL MESSAGGIO POLITICO NELLA POESIA VISIVA (1965- 1978)

Fondazione Monti Uniti di Foggia
5 maggio 2017 – 6 giugno 2017

Venerdì 5 maggio 2017 presso la Fondazione Monti Uniti di Foggia, inaugura la mostra Lotta Poetica. Il messaggio politico nella poesia visiva (1965 – 1978), curata da Benedetta Carpi De Resmini in collaborazione con Michele Brescia. L’esposizione rientra nel programma della Fondazione dedicato all’arte contemporanea.

Il titolo della mostra è liberamente ispirato a quello della rivista Lotta Poetica,  ideata nel 1971 da Paul De Vree e Sarenco, in quegli anni luogo privilegiato di dibattito e confronto culturale, al di fuori dei canali di comunicazione tradizionali.

In esposizione i lavori e le opere degli artisti che si sono impegnati a contrastare la nascente società dei consumi a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta: abbandonati i tradizionali strumenti comunicativi e cadute le barriere tra i diversi generi, gli artisti approdano a un linguaggio basato sul verbo e sull’immagine che trova definizione proprio nella Poesia Visiva, neoavanguardia nata in seno al fiorentino Gruppo 70, fondato da Lamberto Pignotti ed Eugenio Miccini.

Oltre quaranta le opere presenti, realizzate da artisti come Nanni Balestrini, Ketty La Rocca, Lucia Marcucci, Lamberto Pignotti, Sarenco, Mirella Bentivoglio, Luciano Ori, Michele Perfetti  e tanti altri che animarono quel periodo storico. Collage, disegni, documenti, riviste, manifesti e libri d’artista raccontano  l’immagine di un’arte militante, creando punti di vista inediti da cui osservare la compenetrazione tra immagine, segno verbale e segno grafico. In mostra opere provenienti da importanti collezioni come l’Archivio Collezione Carlo Palli, di Prato e la Fondazione Berardelli, di Brescia.

Le opere esposte sottolineano le criticità della società contemporanea capitalistica: veicolano un’arte eversiva che, tramite collage, ritagli di giornali, fumetti, testimonia l’atmosfera degli anni Settanta, attraversata da movimenti politici e sociali  capaci di raccontare la carica sovversiva del nuovo codice linguistico, schierato in prima linea per riscattare la condizione subalterna della donna, per garantire il proprio supporto alla lotta per la casa, per smascherare l’ipocrisia dei dogmi, per sostenere le contestazioni sociali.

All’interno del percorso espositivo, il visitatore verrà immerso in uno spazio multisensoriale, creato dalla riproduzione di poesie sonore, ideate negli anni Settanta da Sarenco: autentiche installazioni che invaderanno simbolicamente la mostra con la riproduzione continua di slogan politici dell’epoca.

Una sezione è dedicata alle iniziative nate sul territorio, come la collaborazione di alcuni dei poeti verbo visuali con il partito socialista nella Taranto degli anni Settanta. In questa ottica, una particolare attenzione è rivolta alle attività della Cooperativa Punto Zero.

La mostra non sarà solo occasione di lettura delle opere verbo-visuali degli anni Sessanta e Settanta ma anche per promuovere un approccio critico alle tematiche affrontate, attraverso le opere di giovani artiste, come nel video Gesti di relazione, realizzato appositamente per la mostra da Grossi Maglioni (Francesca Grossi e Vera Maglioni), artiste emergenti, in cui lo schermo diventa un dispositivo per riflettere e far riflettere sul binomio Lotta / guerra.

In occasione della mostra verrà presentato il catalogo, edito da Iacobelli editore, che comprende oltre ai testi dei curatori,  saggi di Barbara Cinelli, Stefania Stefanelli e un omaggio agli artisti Sarenco e Mirella Bentivoglio recentemente scomparsi, rispettivamente di Giorgio Bacci e Gianni Garrera.

Chiavari (GE). IV Festival della Parola: Tenco e Simenon a braccetto

Tag

,

 Al  via il IV Festival della Parola…
Mostre, incontri, dibattiti e persino una strada musicale  

Giovedì si alza il sipario sul IV Festival della Parola di Chiavari. Da giovedì a domenica, quasi ottanta eventi disseminati in varie location del centro cittadino, per quattro giorni di spettacolo che ruota intorno alla Parola. Nelle diverse “sezioni” del Festival verranno affrontate tutte le accezioni del “verbo”: dalla letteratura, alla religione; dall’informazione, alla musica, con moltissimi ospiti. Un doppio fil rouge caratterizzerà l’edizione 2017, dedicata a Luigi Tenco e a George Simenon, personalità diverse, unite tuttavia dalla stessa passione per la parola, della quale hanno fatto il proprio strumento di lavoro. Sia pure lontane, i due, già in passato, hanno visto intrecciarsi i propri cammini, quando come sigla per la serie televisiva RAI “Le inchieste del commissario Maigret” venne scelto proprio un brano di Luigi Tenco “Un giorno dopo l’altro”… Coincidenza o predestinazione? Nella quattro giorni chiavarese i  nomi di Tenco e Simenon torneranno ad intrecciarsi, attraverso le parole, la voce e la testimonianza di tanti ospiti che, in qualche modo apporteranno il proprio contributo all’esplorazione di due indimenticabili personaggi.

Le mostre: “Simenon e il caso Maigret” e “Luigi Tenco, il giovane idealista”:
La prima giornata vedrà, fra gli altri, l’inaugurazione delle due mostre, allestite a palazzo Rocca e dedicate ai due “protagonisti” di quest’anno: Luigi Tenco e Georges Simenon. Due percorsi espositivi, con materiale inedito e originale, realizzati grazie alla collaborazione della famiglia Tenco da una parte e a Romolo Ansaldi, il più importante collezionista di materiale riguardante lo scrittore belga, dall’altro, per scoprire o riscoprire aspetti privati e inconsueti di questi due amatissimi personaggi.
Una temporary road musicale dedicata a Tenco:
Sempre restando nell’ambito delle iniziative legate a Luigi Tenco, del quale quest’anno ricorrono i 50 anni dalla sua scomparsa, la prima giornata del Festival della Parola vedrà anche l’inaugurazione della prima strada musicale dedicata al cantautore. Alle 10.30 (in piazza Matteotti) verrà “tagliato il nastro” di questa temporary road, che per le quattro giornate sarà una sorta di “scatola sonora” (dalle ore 10.00 alle 12.00 e dalle ore 15.00  alle 18.00) dove immergersi per rivivere la bellezza e l’intensità della musica di Tenco. Via Martiri della Liberazione (Caruggio Dritto) grazie all’impianto di filodiffusione proporrà un percorso lungo 212 brani, che comprendono 85 canzoni cantate da Luigi Tenco, altre a lui dedicate e una lunga serie di cover fatte dai più diversi artisti dagli anni 60 a oggi, alcune in lingue straniere. Non manca una manciata di versioni jazz dei brani del cantautore. Un progetto curato dal giornalista Enrico Deregibus, che puntualizza: <Questo repertorio testimonia il segno indissolubile che Tenco ha lasciato nella musica italiana>.

Gli scrittori:
Ampio spazio naturalmente verrà dato agli autori, che saranno protagonisti di presentazioni di libri o di incontri dibattito in luoghi tradizionali, come l’auditorium San Francesco o la sala conferenze Ghio Schiffini ma anche insoliti come bar e “salotti all’aperto”. Ma eccoli gli scrittori ospiti della 1° giornata: Carlo Rovelli, Sara Sesti (Scienziate nel tempo, 75 biografie), Pier Guido Quartero (Il segreto dell’alchimista), Davide Scovazzo (Spazzatura rossetto e un po’ di Dio qua e là), Bruno Morchio, Susanna Raule (L’architettura segreta del mondo), Ida Amlesù (Perdutamente).

La scuola:
Grande protagonista del FdP di quest’anno sarà la scuola. Già fruitore tradizionale di numerosi eventi in programma, quest’anno il mondo della scuola sale anche sul palcoscenico. Dalle scuole medie alle superiori, gli studenti saranno veri e propri attori del festival con proposte variegate: dalle performance teatrali, ai momenti musicali; dalle letture ai laboratori; dalle installazioni che arredano la città (Liceo artistico Luzzati) al front office con il pubblico (Istituto Professionale Caboto); dai dibattiti sull’informazione al blog del festival (Liceo Marconi-Delpino), dove i ragazzi racconteranno la manifestazione vista dai loro occhi. Giovedì da segnalare le performance teatrali a cura del Liceo Marconi Delpino e del suo laboratorio “Delpino in scena” diretto da Rino Giannini; la partecipazione all’incontro dedicato alle attività svolte nella casa di detenzione di Chiavari, che ha visto lavorare, nei mesi precedenti al festival, i detenuti dell’istituto di pena, in un laboratorio di scrittura culminato in alcuni testi e riflessioni personali ispirati alle canzoni di Tenco, che verranno letti e musicati dai ragazzi delle due scuole medie (Della Torre e Ilaria Alpi).

Metti una sera con Morgan:
Grande attesa anche per l’ospite della prima serata: Marco Castoldi ovvero Morgan. Come nella sua tradizione il Festival della Parola ospita ogni sera sul palcoscenico del Teatro Cantero (con inizio alle ore 21.15, ad ingresso libero sino ad esaurimento posti) un personaggio di forte richiamo, che a modo proprio, saprà interpretare i temi e le riflessioni suggerite dal festival. La prima serata sarà quella di Morgan, personaggio certamente talentuoso ed eclettico, profondo conoscitore della musica e della personalità di Luigi Tenco, che dialogando con il giornalista Enrico De Angelis, saprà certamente presentare sotto una chiave interpretativa inedita, originale e personalissima l’indimenticabile cantautore.

Gli amici del Festival della Parola:
Anche quest’anno il Festival della Parola di Chiavari può contare sulla collaborazione e il sostegno di partner e sponsor importanti. A partire dagli Enti patrocinatori: Comune di Chiavari, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MIBAC); Ministero della Giustizia; Città Metropolitana di Genova; ANCI Liguria; DISFOR Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Genova; Regione Liguria. Main Sponsor: Duferco Energia e Gruppo Banca Carige. Sponsor: Sicurcasa, COOP Liguria, Camera di Commercio di Genova. Sponsor tecnici: Defilla; Barletta pianoforti; Flli Levaggi (sedie originali Chiavari). Media partner: RAI; Il Secolo XIX; Spettakolo!; Radio Aldebaran; TWEBNEWS. Partner: Società Economica, Scuola Holden, Marina Chiavari, Teatro Cantero, Ascom, CIV – Ci vediamo in centro.

Per il programma completo:
http://www.festivaldellaparola.eu

 

 

Torino. Mostra allo Spazio Parentesi: ‘Cadere Accadere- Il Miracolo del Mistero’

Tag

Cadere Accadere
Il Miracolo del Mistero – Mostra Contemporanea

Cecilia Gattullo – Gabriele Operti – Nicola Simion – Paolo Tarenghi
a cura di Ivan Fassio

( Spazio Parentesi ) – via Belfiore 19 – Torino

Inaugurazione sabato 29 aprile dalle 18.30

dal 29 aprile al 13 maggio 2017 – tutti i giorni 11/13 e 15/20 (info 3382270563)

Appendice espositiva al Barbagusto, via Belfiore 36, per Doppia Nicchia

Circostanze, accidenti, fenomeni puri stanno alla larga: sensibilmente lontani dal nodo delle realtà, dei nuclei concreti, impercepibili. Sono qui le contingenze, sulla pagina e ai margini, a seconda della nostra attenzione intuizione, per garantirci il mistero, quell’aura magica a cui siamo soggiogati, assoggettati, svagati. Soltanto un fiore sa sbocciare un’essenza, per necessità e virtù, in immacolate epifanie di vanità. Atmosfere, fatti, incontri, conversazioni si mischiano, ripetono, identiche uniche uguali. Accadono, succedono, si svolgono, evolvono. Così, la Storia si morde la coda. Plasmata a nostra immagine, ci ricrea nella trama di volta in volta imitata, mimetica assimilata restituita. Entriamo e non ci bagniamo nel fiume. Siamo e non stiamo appesi ad una spessa fune, continua. Perché, poi, la corrente è sempre la stessa? Chissà: sarà per noi che dai due capi del filo, sovrastante l’essere esistente, agisce comunque l’originale energia? Forza-luce, infine poesia: miracolo inconoscibile, di là dalla cruna.

Spazio Parentesi lavora sul versus, vuoto pieno, sottrarre battere, levare in somma, unire in parti. Con Cadere Accadere presenta i propri acquerelli informali Cecilia Gattullo: astratte situazioni su omogenee tonalità, organiche soluzioni da cui emergono i paesaggi, gli scorci, i cieli e gli orizzonti. Immagini testimoniano del diluvio le avvisaglie, gli effetti, talvolta netta oggettivata la presenza. Azzurri, blu, grigi insistono su minoranze cromatiche e sul bianco. La superficie si leviga. Allo stesso modo, ma concettualmente, l’installazione di Nicola Simion mette in relazione le stratificazioni sensibili di una sedia al cospetto del visitatore e l’effigie temporale in serena  tiepida esposizione. Per intenderci, ci si può perdere in contemplazione dell’ora fissata in analogica fotografica sospensione. Ad obiettivo aperto, cardiologico per empatia, la luce da una crepa riga la pellicola: forma la sostanza, si scrive e si descrive. Gabriele Operti ci mostra la caduta, l’incidente, l’occorrenza attingendo dai racconti che ha illustrato, ovvero componendo un florilegio, un mazzo di carte estratto, esatto per magia, dalla propria produzione. Le fiabe, le leggende, tanto quanto le scelte di pura fantasia, rispondono a retaggio inscritto prontamente nelle nostre rispondenze, correlativo scenico drammatico del verbale, bidimensionale piatto, consueto linguaggio astratto. Le saghe, in strutturali evoluzioni barocche, si arricchiscono, paradossalmente, di tutto il necessario, per volare come nubi di passaggio, liberate  dal fardello della pioggia. Così, un drappeggio, nei ritratti-scatti di Paolo Tarenghi, contribuisce al tutto tondo dell’identità, la conquista alta, stilistica, di un personaggio. All’opposto della lima, qui  opera piano piano ogni aggiunta di spessore. Scendono le vesti, lente, cala e poi s’innalza l’omaggio floreale a fronte di modelle in posa per pittorica ispirazione, statue da sedimentazione. Prima feticci, residui di divinità, poi, per gradi, persone. Il tempo, quando un doppio fa capolino nel flusso della mente, ci ricorda che soltanto noi garantiamo la molteplicità di sguardo, per miracolo dei punti di vista… così ci immergiamo nella frammentarietà d’ogni visione. Basta accorgersene: e sogniamo. Ivan Fassio

1Cecilia Gattullo 2017.jpg

2  Gabriele Operti

1.Cecilia Gattullo   2.Gabriele Operti

 

3Nicola Simion (2).jpg

Paolo Tarenghi.jpg

3.Nicola Simion           4.Paolo Tarenghi

Taormina. Alla ex Chiesa del Carmine “Julius Evola e i Trans-Futurismi”

Tag

FUTURISMO, EVOLA, TRANS-FUTURISMI. Incontro suddiviso in tre momenti
29 aprile 2017: Ex Chiesa del Carmine (Piazza del Carmine), TAORMINA

  1. Ore 17:30. Vitaldo Conte interviene su: AA.VV., Julius Evola e la sua eredità culturale (Ed. Mediterranee, Roma 2017). Testimonianza di Amedeo Canale.

Nel libro viene approfondita la complessa figura artistico-culturale di Evola attraverso saggi di studiosi. In questo Conte analizza il rapporto con l’arte-poesia. Nella mostra sul Futurismo sono esposti due significativi lavori di Evola: Mazzo di fiori (1918), Tavolino (anni Venti).

  1. Ore 18:30. Giancarlo Carpi, Antonio Saccoccio, Giuseppe Stagnitta intervengono su: Vitaldo Conte, Arte Ultima (Avanguardia 21 Ed., Roma 2017). Testimonianze di Maria Froncillo Nicosia, Carmelo Strano.

La presentazione di questo libro teorico diventa occasione per formulare opinioni sulle tematiche proposte, anche in riferimento al rapporto con il concetto di Avanguardia nell’arte di oggi.

3.Ore 19:45. Avatar Narrazione (relazione di eventi). Vitaldo Conte in Vitaldix T      Rose: Festa Bianca in Body Writer. Antonio Saccoccio in 7tn4CC: Retealtà  Net.Futurista.

Questo momento conclusivo vuole divenire narrazione performativa e di relazioni trans-futuriste: attraverso video e interventi vari sulla creazione di avatar fantastico-virtuali.

L’incontro si svolge in occasione della prestigiosa mostra sull’Avanguardia Futurista ‘IL FUTURO SOPRAVVENUTO’ (11 marzo / 14 giugno 2017) a cura di G. Carpi e G. Stagnitta con 70 opere uniche degli artisti: G. Balla, G. Severini, U. Boccioni, L. Russolo, R. Romani, C. Erba, A. Ginna,  C. Carrà, L. Dudreville, M. Sironi, A. Ciacelli, R. M. Baldessari, Farfa, I. Pannaggi, V. Marchi, J. Evola, E. Prampolini, F. Depero, F. Cangiullo, Benedetta, Fillia, G. Dottori, G. D’Anna, T. Crali, B. Munari, A. G. Bragaglia, A. Bragaglia, A. G. Ambrosi, Tato, E. Vottero, A. Rognoni, R. Ricas e F. T. Marinetti.

Catalogo (Lantana Arte): testi di G. Carpi, S. Dell’Aira, G. Stagnitta, A. Saccoccio, V. Conte, G.A. Pautasso, P. Ceccagnoli, M. Scudiero, V. Ronsisvalle, A.M. Ruta

 

Corato (BA). “CentodAutore”, Eureka: “Parvenze” di Michele De Luca

Tag

Associazione Culturale EUREKA

EUREKA edizioni

Decima pubblicazione della collana CentodAutore:

Parvenze di Michele De Luca

 imgarticleyou_636280963102898846

L’Associazione Culturale EUREKA di Corato (Bari) propone la decima pubblicazione nella collana “CentodAutore”, curata da Rossana Bucci e Oronzo Liuzzi: la nuova raccolta poetica di Michele De Luca, “Parvenze”, con la formula rappresentativa ed esclusiva: 100 esemplari in piccolo formato, numerati, firmati e personalizzati da interventi diretti degli autori con un loro segno distintivo di originalità che rende il libro un connubio unico di poesia e di arte.

Dalla prefazione di Marzio Pieri “Nessuno vuol sostenere che nel poeta non sia dato scorgerne anticipi e premesse, ma qui, in Parvenze, si tratta di un esperimento che va diligentemente auscultato e valutato, perché da solo quasi occupa tutto il campo. I versi di Michele De Luca, ora, dribblano il cantabile quanto si possa, e in un flusso che sembra ubbidiente alla logica, scorrono sovra un piano che sei costretto a indovinare come rugoso e sovversivo.”

*

Se precipita inerzia fluida

suono magistrale

indicazione di volontà

Tuona il paesaggio viscerale

l’ordine del muto

la specie che si consolida vivendo

anima di pace che scorre

in fotostatica irruenza

e si fa quadro giorno e drammaturgia

Chioma d’infinito e di tregua

in evoluzione semplificata

in semplice diagramma incompreso.

*

Michele De Luca è nato a Pitelli, La Spezia, nel 1954. Artista e poeta, ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Firenze e ha lavorato come scenografo in teatro e cinema. E’ impegnato in pittura da tempo su una distintiva e meditata linea di ricerca astratta che vede nella luce un dato di costante riferimento. La sua parallela ricerca visiva e letteraria, intimamente legate, tende all’analisi delle forze primarie. Vive e lavora in Liguria e a Roma, dove insegna all’Accademia di Belle Arti.

   Ha pubblicato nel 2008 Non condirmi di senso, a cura di Alberto Casiraghy, Edizioni Pulcinoelefante e il volume antologicoAltre realtà, edito da Quasar con prefazione di Stefano Giovanardi, che ha raccolto quasi tutta la sua produzione poetica dal 1982 al 2007, ottenendo nel 2009 la menzione d’onore al 23° Premio di poesia Lorenzo Montano, della rivista Anterem, Verona. Nel 2015 esce il libro d’artista  Episodi del diluvio, poemetto in dodici canti e tredici tavole a colori, Edizioni e Galleria Roberto Peccolo, Livorno.

   Dai primi anni ’80 sue poesie, testi e materiali sono usciti sulle riviste di ricerca e letteratura: Lettera, Hybris, L’Oca parlante, Nativa, Tracce, Carte segrete, Salvo Imprevisti, Artista-Arti segrete, Offerta speciale,  Palomar – quaderni di Porto Venere, Il Cavallo di Troia, Invarianti, La Gazzetta delle Arti, Zeta, Terra del fuoco, Galleria, Poiesis, Origini, Tratti, Abaco, Tempo presente, Il Cobold, Il Falco letteraio, Fogli di Formello, Risvolti, BAU, Night Italia, Contact International; LibereLuci; Aria; sulle riviste online  Le Reti di Dedalus, Poetrydream, Sinestesieonline, Malacoda; nelle antologieTrame della parola (La nuova poesia italiana degli anni ’80), a cura di Antonio Spagnuolo, Edizioni Tracce, Pescara, 1985, 1° Quaderno di Invarianti letteratura, a cura di Giorgio Patrizi, Antonio Pellicani Editore, Roma, 1989,Frammenti imprevisti, a cura di Antonio Spagnuolo, Kairòs edizioni, Napoli, 2012, Poesie in riva al Tevere, a cura di Filippo Bettini, Milena Funari, Allegorein, Roma, 2013; Enciclopedia degli autori di poesia dall’anno 2000, volume 1, a cura di Gianmario Lucini, CFR, Piateda, 2012; Contact International, vol. 22, 101-102, Iassy, Romania, 2012;L’evoluzione delle forme poetiche. Archivio storico 1990-2012, a cura di Ninnj Di Stefano Busà e Antonio Spagnuolo, Kairòs, Napoli, 2013; Glocalizzati, a cura di Ivan Pozzoni, deComporre edizioni, Gaeta, 2014.

   E’ presente inoltre nei volumi: La pittura in Italia. Il Novecento/2. Tomo secondo, Electa, Milano, 1993; Disegno italiano del Novecento, Electa, Milano, 1993; La pittura in Italia/3 Le ultime ricerche, a cura di Carlo Pirovano, Enrico Crispolti, Electa, Milano, 1994; Saur Allgemeinnes Kuenstler-Lexicon, Band XXV, K. G. Saur Verlag, Muenchen – Leipzig, 2000;Formalibro, Campanotto Editore, Pasian di Prato, 2002; 1990-2010 Vent’anni d’arte a Roma, a cura di Tiziana D’Acchille, Bora, Bologna, 2010; BAU 7, Associazione Bau, Viareggio, 2010;Nello specchio dell’altro, UniversItalia, Roma, 2011; SpamArte – Dalla L a Dalla, Edizioni Progetto Cultura, Roma, 2012; Belle parole. Poesia visiva e altre storie fra arte e letteratura, a cura di Valerio Dehò, Campanotto Editore, 2014; Mito sepolto, a cura di Luigi Paolo Finizio, Rubbettino, Soveria Mannelli (CT), 2015; Visual Poetry in Europe – Imago Mundi, a cura di Sarenco, Fabrica – Luciano Benetton Collection, Antiga Edizioni, Treviso, 2016.

   Ha esposto in rassegne d’arte, di poesia visiva e libri d’artista in gallerie, fondazioni e musei in Italia e all’estero. Personali recenti: Insula lucis, a cura di Enrico Crispolti, Chiostro di San Nicola, Anacapri (NA), 2010; Analisi fredda, InsightSpaceGallery, Roma, 2010; Ordine delle apparenze, a cura di Anna  Imponente, Museo Civico Casa Deriu, Bosa (OR), 2010-11; Al di là della luce, con installazioni poetiche di Antonella Zagaroli, a cura di Gabriella De Marco e Giorgio Patrizi, Chiostro della Chiesa di San Francesco, Pienza (SI), 2012; Albe parallele, testo di Massimo Giannotta, Palazzo Bentivoglio, Bologna, 2013; I segni della luce, a cura di Diego Collovini, Galleria La bottega dell’arte, Gorizia; Punti fermi, a cura di Alberto Dambruoso, Associazione culturale Tralevolte, Roma, 2014; Principio stabile – Infanzia del cosmo, a cura di Francesco Gallo Mazzeo e Giorgio Patrizi, Bibliothè Contemporary Art Gallery, Roma, 2015; Flussi, performance, Festival delle arti Nuvola Creativa-Grammelot, a cura di Antonietta Campilongo, Museo Macro Testaccio, Roma, 2016.

Contributi critici: Enrico Crispolti, Anna Imponente, Paolo Balmas, Gabriella De Marco, Luca Beatrice, Manuela Crescentini, Diego Collovini, Enzo Cirone, Guglielmo Gigliotti, Paolo Campiglio, Flaminio Gualdoni, Miriam Cristaldi, Marzia Ratti, Claudio Mutini, Stefano Giovanardi, Giorgio Patrizi, Filippo Bettini, Luca Basile, Marzio Pieri,  Domenico Donatone, Geo Vasile, Massimo Giannotta, Francesco Tarquini, Francesco Gallo Mazzeo, Mariano Apa

da http://www.liberaillibro.com

Milano. Letture alla Casa della Poesia: “Poeti nella Rivoluzione russa” Majakovskij, Blok, Cvetaeva ed altri

Tag

, , , , ,

giovedì 27 aprile ’17, ore 19:30 – LABORATORIO FORMENTINI
POETI NELLA   RIVOLUZIONE   RUSSA
a cura di Milo De Angelis

Voce recitante di Viviana Nicodemo
Musiche di Bianca Brecce

Alexandr Blok, Marina Cvetaeva, Sergej Esenin, Vladimir Majakovskij, Boris Pasternak

Cinque poeti, cinque figure indimenticabili del panorama letterario russo del ‘900.

Cosa significa essere poeta negli anni della rivoluzione russa?

In occasione del centenario vengono proposte al pubblico le parole e le vite di alcune delle più importanti figure letterarie che l’hanno attraversata. La biografia di ciascuno di questi autori è irrimediabilmente legata alla rivoluzione russa, alle speranze, al dolore, alla forza e allo sconvolgimento che essa ha portato.

Voce, suono e immagine si intrecciano e si completano in uno spettacolo che vuole restituire la poesia di questi anni, la forza di queste voci, la storia di queste vite: la storia della Rivoluzione Russa del 1917

video di Viviana Nicodemo

nuova sede in via Formentini 10 – ingresso libero

La Casa della Poesia di Milano
web: www.lacasadellapoesia.com
e-mail: segreteria@lacasadellapoesia.com

Come raggiungere con i mezzi pubblici via Formentini 10 – Milano:
Metro: M2 Lanza, M3 Montenapoleone, M1 Cordusio
Tram: 2, 4, 12, 14
Autobus 57, 61