Genova. Al via “Parole spalancate” 23: Festival Internazionale di Poesia

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Dall’8 al 18 giugno torna il Festival Internazionale di Poesia “Parole spalancate”, la
manifestazione di poesia più longeva d’Italia, ideata e curata da Claudio Pozzani,  che giunge quest’anno alla sua 23a edizione. I temi del Festival di quest’anno sono l‘Elevazione e la Ricostruzione poetica dell’universo.
Nel Cortile Maggiore di Palazzo Ducale e in altri luoghi cittadini avranno luogo più di 100 eventi gratuiti tra letture, performance, concerti, mostre, proiezioni, visite guidate, con la partecipazione di oltre 80 poeti e artisti da tutto il mondo.
L’inaugurazione è dedicata a Fernanda Pivano, con la partecipazione di numerosi artisti che hanno collaborato con lei. Un altro omaggio sarà fatto a Jim Morrison come poeta, con l’intervento del suo amico e collaboratore Frank Lisciandro che porterà delle autentiche rarità. Tra gli altri ospiti di un cartellone molto denso di eventi, ci saranno anche il Premio Nobel Gao Xingjian, il Premio Strega Sandro Veronesi, Massimo Zamboni, l’artista Emilio Isgrò.

Milano. “Poesia chiama Musica”: Biblioteca Sormani, Sala del Grechetto

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Riceviamo da Donatella Bisutti e pubblichiamo

 

Cari Amici

vi invito a un evento nuovo e diverso che  unisce la musica alla poesia e vede la sinergia di diverse Associazioni: oltre alla mia  Associazione La Poesia salva la vita  con la rivista Poesia e Conoscenza e all’Unione Lettori Italiani di cui faccio parte, anche l’Associazione musicale Novurgia di cui è presidente il Maestro compositore Davide Anzaghi e l’Associazione Milano Classica che organizza i concerti alla Palazzina Liberty di Milano, fondata e presieduta da una mecenate della musica, Maria Candida Morosini.
L’intento è di rivolgersi insieme al pubblico della poesia e a quello della musica recuperando l’antica  tradizione del Melologo nata nl Settecento nelle forme della musica e della poesia contemporanea. Spero che questo recital-concerto vi possa piacere e che veniate numerosi.
Donatella Bisutti

Torino. “CŎLĔRE” alla EVVIVANOE’: Jimmy Rivoltella e Tatiana Fenoglio

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CŎLĔRE  [ART & SOUND PROJECT]
Jimmy RIVOLTELLA & Tatiana FENOGLIO

6 giugno 2017 h. 19

EVVIVANOE’  TORINO VIA GRASSI 16
Info: 339 734 0061 WWW.EVVIVANOE.IT
A cura di: Claudio Lorenzoni

 COLERE PROJECT

Social landscape: ovvero Personal landascapes +Sound landscapes

 CŎLĔRE, dal latino: //[cŏlo, cŏlis, colui, cultum] cŏlĕre

  1. 1. coltivare, lavorare, curare
  2. 2. abitare, vivere, trattenersi, frequentar
  3. 3. ornare, adornare, abbellire
  4. 4. onorare, venerare, trattare con riguardo, essere devoto a qualcuno
  5. 5. praticare, esercitare
  6. celebrare, solennizzare

 “Ogni realtà sociale è, per prima cosa, spazio”

  1. Braudel

 Il termine cultura ha un’origine antica, concreta e piuttosto affascinante. Deriva dal latino cŏlěre (verbo transitivo della terza coniugazione)e rimanda a un movimento circolare portatore di un’idea trasformativa. Cŏlere è l’azione di abitare un luogo, di coltivare un campo, di ornare un corpo, di prendersi cura di qualcuno e/o qualcosa, di praticare un’arte, di venerare una divinità e quindi, in ultima istanza, di celebrare. Metaforicamente, cŏlěre è solennizzare uno scenario sociale, intimistico e contradditorio. Ecco perché il giusto titolo del progetto ci è sembrato: CŎLĔRE PROJECT.

WHO? Jimmy RIVOLTELLA e Tatiana FENOGLIO

WHAT? In una riflessione sul rapporto tra arte contemporanea e pubblico, il progetto, intende concepire un paesaggio sociale che tenga conto di tutte le possibili componenti individualistiche comprese nella  dimensione del vivente: socialità e condivisione, egocentrismo e isolamento, cultura e subcultura, precarietà e critica, emozioni e nichilismo.

Così come una comunità non è la semplice somma degli individui che la compongono ma un’entità più complessa, diversa e a sé stante rispetto ad essi (K.Z.Lewin), così i personal landascapes, in continua interrelazione reciproca (non solo tra loro ma anche con l’esterno) disegneranno gradualmente un paesaggio sociale nuovo, un ambiente collettivo, caotico, sovrapposto, cacofonico, a tratti gioioso, a tratti delirante, a tratti armonioso a tratti disturbante, a tratti rasserenante a tratti inquietante con cui lo spettatore sarà chiamato ad interagire.

 Il paesaggio che si vuole presentare è un insieme di microcosmi personali, personal landscapes per l’appunto, paesaggi interiori che guardano alla comunità/spettatore come entità aperte, dinamiche, fluide. Prendendo spunto dalle scatole surrealiste di J.Cornell e dalle tableau- pièges di D. Spoerri, l’idea è quella di presentare allo spettatore situazioni, scenari, dialoghi estrapolati casualmente dal quotidiano senza nessuna rilettura o introduzione critica da parte dell’artista. Jimmy si limiterà, citando Spoerri, a mettere un po’ di colla su degli oggetti; non permettendosi alcuna creatività.

I personal landscapes di Jimmy Rivoltella si presentano come paesaggi interiori in cui “l’artista si fa medium per rivelare storie che si costruiscono da sole con una voce sempre più forte, esplicita e autonoma. Ciò non significa che lo spettatore non abbia spazio interpretativo: al contrario, l’opera avrà bisogno di lui per rivelarsi, per raccontarsi, per acquisire concretezza. Ci muoviamo tuttavia in un ambito diverso: non tanto di aspetti e collegamenti consci e/o inconsci, ma di legami psicologici e relazionali, con una narrazione che lo spettatore può collocare nel passato, presente o futuro della figura protagonista. Guardando le opere di Jimmy lo spettatore si addentrerà in un flash back e/o flash forward cinematografico: un rapsodico susseguirsi di inquadrature e fotogrammi e, in pochi istanti, i passi salienti della vita della figura protagonista entreranno nel suo patrimonio conoscitivo.

L’evoluzione di questi paesaggi visivi è rappresentata dalla loro sonorizzazione. Tatiana Fenoglio è entrata nei landscapes di Jimmy vivendoli, interiorizzandoli, dando una forma al rumore che richiama il movimento interiore degli stessi. Daciascuna opera, l’artista ha estrapolato un suono concreto (ambientale, naturale, strumentale) che, elaborato e poi riassemblato, è diventato un racconto da ascoltare.

In questa evoluzione sonora, l’elemento acustico offre allo spettatore un ulteriore strumento interpretativo, mettendo a sua disposizione anche uno scenario melodico (o cacofonico, a seconda di quello che le coscienze individuali suggeriranno) rappresentativo delle diverse dimensioni del vivente. Saranno nitidamente percepibili tutti i rumori evocati dai landscapes di Jimmy: il ghiaccio che si frantuma, il gorgoglio dell’acqua, il tintinnare di una moneta per terra, lo sbattere d’ali frenetico (di un angelo, forse?), la violenta chiusura di una porta che cadenzerà l’alternatività delle (possibili) scelte.

DETAILS: Il progetto consiste in un’installazione di 14 parallelepipedi di legno massiccio di misura variabile (18×20 cm ca) ai quali sono ancorate delle tele di formato 10×15 cm. Le tele sono la riproduzione di un paesaggio sociale interiore. Un multistrato di sentimenti e situazioni contingenti.

Accanto alle tele, verranno collocate 14 casse audio con batteria wifi (quindi nessun groviglio di fili e nessun rischio di inciampo per il pubblico), MP3 che compattano i suoni catturati con  microfoni e Zoom H4N, successivamente ri-composti con l’utilizzo di software musicali.

Gli stimoli acustici culminano in un mono-suono che ha una frequenza di 432 Hertz. L’accordo a 432 Hertz costituisce la nuova alchimia della musica elettronica, risuona con le frequenze fondamentali del vivente: battito cardiaco, replicazione del DNA, sincronizzazione cerebrale, inoltre con la Risonanza di Schumann e la geometria della creazione. Un ulteriore tassello che aggiunge anima e sostanza ai personal landscapes di partenza.

All’interno dell’installazione così concepita, il ruolo dello spettatore sarà tutt’altro che passivo.

Costui potrà decidere liberamente in che modo approcciarsi all’opera. Potrà decidere di privilegiare il solo senso della vista o quello dell’udito, ovvero di usarli entrambi cercando di trasformare e dare corpo alla sua percezione di paesaggio sociale diventando, in ultima istanza, lui stesso l’autore finale del progetto.

Testo Francesca Marica

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Chiavari (GE). Big Jazz nel Tigullio concerto all’auditorium S. Francesco

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Una grande serata jazz a cura del Jazz Club Chiavari. Venerdì, 2 giugno, all’auditorium San Francesco, si esibiranno in concerto cinque dei più importanti esponenti del panorama jazz internazionale.
DAVE SCHROEDER // ANTONIO FIGURA // PAOLO DAMIANI // MASSIMILIANO ROLFF // ETTORE FIORAVANTI Quintet
Una band formata da alcune personalità di alto livello nel mondo del jazz, primo fra tutti MR. DAVE SCHROEDER.
Dave Schroeder oltre ad essere un eccellente polistrumentista è il direttore del dipartimento Jazz della New York University, inoltre è il creatore della serie di interviste ai più acclamati artisti della scena musicale del jazz mondiale, interviste raccolte in video e prodotti per la ricerca storica e a scopi di archiviazione, disponibili per la consultazione sul canale YouTube della NYU Steinhardt Jazz (… se avete voglia e tempo dateci uno sguardo).
Con Schroeder saranno presenti altri 4 autorevoli musicisti, tutti docenti di conservatorio (Paolo Damiani è il direttore del dipartimento Jazz del conservatorio Santa Cecilia di Roma) oltre ad essere musicisti di levatura internazionale.
Concerto unico in Liguria imperdibile per tutti gli appassionati
per ulteriori informazioni 335.5257840 (Rosario Moreno, direttore artistico JCC)

Torino. Arte concettuale in mostra: ‘Prototipo Idea’ allo Spazio Parentesi

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Prototipo Idea. Una Mostra Concettuale
Il Disegno, l’Evento, la Sublimazione

 a cura di Ivan Fassio

Riccardo Cecchetti, Romina Di Forti, Cecilia Gattullo, Tiziana Inversi Alessandra Nunziante, Gabriele Operti, Ester Pairona, Ivan Pantaleo

 

Inaugurazione venerdì 2 giugno 2017, dalle 19.00 alle 21.30
                                                              Spazio Parentesi
                                                        via Befiore, 19 – Torino

fino al 14 giugno, tutti i giorni 11.00-13.00 e 15.00-20.00 (info 3382270563)

Durante l’inaugurazione, letture a cura di Periferia Letteraria con
Nadia Caruso, Paola Silvia Dolci, Gianluca Sonnessa, Salvatore Sblando

In esposizione

Pretesti mitologici e facezie celebrative di Riccardo Cecchetti

Tacche emozionali su trompe l’oeil parietale di Romina Di Forti

Sospensioni e situazioni morfo-dinamiche a planare di Cecilia Gattullo

Intuizioni cerebrali, sentieri mnemonico-sensuali di Tiziana Inversi

Divertissements e coinvolgenti soluzioni caustiche di Alessandra Nunziante

Illustrazioni estratte in fabula da narrazioni estatiche di Gabriele Operti

Sogni a occhi aperti, dicotomie, corrispondenze e cianotipie di Ester Pairona

Architetture reali e irreali, formulazioni cromo-metriche strutturali di Ivan Pantaleo

 Visitatore, spettatore, lettore, fruitore. Di volta in volta, ecco a te l’immagine spoglia, orfana, pura ed ausiliatrice. Inaudita o tentatrice, ovvero provocatrice.

La condizione del disegno è un tracciato perenne, subliminale.

Invisibile, da sempre sottratto ai tuoi sensi per composizione vitale, tale solco soggiace soltanto all’idea. Quest’ultima, in quanto corporea consustanziazione dell’esigenza, parabola in nuce, parla sempre a te in controluce, negli interstizi immobilizzanti che ognuno di noi, meglio di un altro qualunque, conosce e frequenta. L’aurora, momento dischiuso in un palmo di stelle sbiadite, sta dove frigge l’attesa, quell’intuizione germoglio. Non ne abbiamo coscienza quando scocca l’evento. Eppure, le vie che esso conduce all’animo umano sono triplici almeno. Il flusso costretto, concepito con gioia tra sé ed innumerevoli io; il dialogo intimo, che induce all’ascolto ogni eletto; la condivisione spettrale, poiché formula lingue e linguaggio, finanche la storia, e prevede il futuro. Che aggiungere ancora? Sogniamone un tanto a giornata, noi due, masticando di questa radice l’appendice spuntata. Qui, si scende negli inferi, come se fosse l’epifania dell’eterno. Poi si risale, sapendo ogni volta che il panorama ci ha trasfigurati, per giocare a vedersi, a scoprirci, e – se si è fortunati – a scambiare un abbraccio con l’immaginario che solo ci abita, seduce e consola.
Ivan Fassio

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Milano. Quarant’anni di “Gradiva”: incontro alla Casa della Poesia

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giovedì 1 giugno ’17, ore 19:30 – LABORATORIO FORMENTINI

GRADIVA: i suoi primi 40 anni

a cura di Giancarlo Majorino

In occasione del quarantennale, sarà ospitata la rivista di poesia e poetologia italiana «GRADIVA», fondata nel 1976 e ora edita per i tipi di Olschki editore.

Interventi di Luigi Fontanella, direttore di «Gradiva» e di Alessandra Paganardi, redazione di Milano del periodico

Saranno presenti con letture, riflessioni e testimonianze i poeti Sebastiano Aglieco, Silvio Aman, Donatella Bisutti, Antonello Borra, Luigi Cannillo, Maurizio Cucchi, Milo De Angelis, Gabriela Fantato, Umberto Fiori, Tomaso Kemeny, Alessandra Paganardi, Giancarlo Pontiggia, Maria Pia Quintavalla, Mario Santagostini, Giuseppe Vetromile, Cesare Viviani

La Poesia domina l’universo in modo molto più profondo e durevole di qualsiasi sapere e di qualsiasi politica. I poeti donano i grandi rifugi, i veri alberghi.
Ecco perché, laddove essi manchino, crescono deserti spaventosi.
Ernst Junger

La Casa della Poesia, Laboratorio Formentini, via Formentini 10,Milano – Ingresso libero

 La Casa della Poesia di Milano
web: www.lacasadellapoesia.com
e-mail: segreteria@lacasadellapoesia.com

Come raggiungere con i mezzi pubblici via Formentini 10 – Milano:

Metro: M2 Lanza, M3 Montenapoleone, M1 Cordusio

Tram: 2, 4, 12, 14

Autobus 57, 61